La guerra di Putin

Trump cambia posizione sull’Ucraina e attacca Putin

 

di Giuliano Longo (*)

 I media russi danno grande rilievo al lungo post di Donald Trump secondo cui l’Ucraina potrebbe non solo riconquistare tutto il territorio perduto, a condizione del continuo sostegno della NATO, ma potrebbe “anche andare oltre!”.

Ovviamente queste sue dichiarazioni sono state immediatamente accompagnate dalla soddisfazione di Zelensky e della NATO tanto che il Segretario di Stato americano Marco Rubio non ha escluso la vendita di armi offensive a Kiev, anche se è convinto  che non esista una soluzione militare al conflitto in Ucraina.

Anche se  per dar peso alla sua posizione The Donald invita la Nato ad abbattere i caccia russi, anche se il segretario della NATO Mark Rutte  ci va con i piedi di piombo e dichiara  in conferenza stampa:

Se necessario potete stare certi, e Mosca lo sa, che faremo tutto il necessario per difendere le nostre città, la nostra gente e le nostre infrastrutture…Questo però non significa che abbatteremo sempre immediatamente un jet: reagiremo sempre con calma, determinazione e in modo proporzionato”.

Per dirla come il governatore spagnolo  di Milano dei “promessi sposi”  mentre attraversa la folla tumultuante in carrozza, rivolto al cocchiere: Adelante Pedro con judicio,si puedes”. 

I media russi  al “judicio” di Trump non credono, anche dopo averlo ampiamente “leccato” in passato. I commenti più cauti pongono il problema  se sia seriamente intenzionato a ripetere la politica di Biden con il sostegno a Kiev  “per tutto il tempo necessario” aprendo il vaso di Pandora di una  “guerra infinita”  o rischiare una terza guerra mondiale con la Russia.

Per non parlare di quel partito della guerra russo che lo scontro con l’Europa e la Nato lo ritiene ormai inevitabile.

In ogni caso si avanzano alcune fondate ipotesi sulla svolta del volubile presidente americano..

La prima riguarda la fine della  conclamata inziale amicizia con il leader russo che avrebbe dovuto aiutarlo a mediare la pace, ma ciò non è accaduto perché Putin non ha voluto  fare concessioni strategico-militari  in cambio degli investimenti promessi dagli Stati Uniti.

Ma c’è anche un altro aspetto nelle dichiarazioni di Trump che alcuni commentatori russi evidenziano, ed è l’incoraggiamento – per la prima volta –  a Kiev e alla NATO a proseguire il conflitto con il sostegno statunitense per  infliggere una sconfitta strategica alla Russia, Di qui la dichiarazione enfatica e un  pò infantile di Zelensky: “Trump si fida più di me che di Putin”.

La conseguenza pratica per le ambizioni di Trump  sarà inevitabilmente l’aumento degli ordini per l’apparato militare industriale statunitense portando a casa un risultato economico non indifferente, soprattutto prima delle elezioni di midterm che potrebbero riequilibrare il suo potere a Capitol Hill.

Escludendo i commenti del partito della guerra russo è evidente che la svolta di Trump non rafforza la posizione di Putin che ora, nei fatti, deve puntare a una decisiva vittoria militare e i tempi sono stretti se il blocco occidentale interverrà rapidamente a sostegno dell’Ucraina, per ora non con un intervento diretto, ma un domani chissà.

Ma qualsiasi mossa in questa  direzione costringerebbe la Russia a un’escalation oppure nella migliore delle ipotesi a un compromesso con gli Stati Uniti  per evitare la Terza Guerra Mondiale.

In questa direzione va probabilmente Putin che ieri che i ha proposto di allungare per un anno il trattato contro la proliferazione New Start: “Ma solo se lo faranno anche gli Stati Uniti”.

L’alternativa, forse l’unica, è una rapida opzione militare per privare gli Stati Uniti dei vantaggi attesi, se Putin fosse convinto che questa scelta fosse inevitabile. Anche se non è detto che la Russia abbia oggi la forza di chiudere la partita al fronte.

Anzi trump è convinto che non abbia nemmeno la forza economica per reggere ancora il conflitto ucraino, sottovalutando  i nuovi equilibri internazionali (Cina, India e paesi terzi) che non si avvantaggerebbero da una sconfitta russa e dal suo crollo economico.

Quello che invece è certo che l’escalation russa soprattutto nei confronti dell’Europa comporterebbe simmetricamente una escalation statunitense NATO  dagli esiti imprevedibili.

 In ogni caso quella che era una “guerra per procura” ha quindi raggiunto un livello molto pericoloso, in cui le tensioni potrebbero presto sfuggire di mano.

(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale

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