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Trump: ecco perché interrompe gli approvvigionamenti militari all’Ucraina

di Andrea Maldi

L’interruzione degli aiuti militari all’Ucraina, con oltre 114 miliardi di dollari elargiti dall’inizio del conflitto, prevede non solo armi, munizioni e veicoli, anche l’eventuale revoca dell’accesso alla galassia satellitare Starlink di Elon Musk, molto spesso descritto dall’esercito ucraino come “imprescindibile”.

Un messaggio a Kiev con il quale Donald Trump vuol far capire che intende di essere disposto a tutto pur di arrivare ad un cessate il fuoco il prima possibile, attribuendosi un ruolo chiave da mediatore di pace tra l’Ucraina e la Russia. Sottolineato nell’ultimo bilaterale della Casa Bianca anche dal vice-Tycoon, JD Vance: “Il presidente Zelensky non può venire nello Studio Ovale o in qualsiasi altro posto e rifiutarsi di discutere anche solo i dettagli di un accordo di pace. Buttare soldi e munizioni in un conflitto terribile, questa non è la giusta strategia… la porta è aperta – aggiunge Vance – finché Zelensky è disposto a parlare seriamente di pace”.

 

Trump ha dichiarato di aver ricevuto dalla Russia forti segnali per la pace in Ucraina: “Il presidente Putin, come me, vuole un cessate il fuoco ed è pronto a negoziare”.

Gli fa subito eco la replica del capo del centro per la lotta alla disinformazione del consiglio nazionale di difesa e sicurezza ucraino, Andriy Kovalenko, che scrive su Telegram: “Le parole secondo cui i russi danno segnali di pace e di negoziati avranno senso solo quando la Russia smetterà di colpire ogni giorno l’Ucraina con missili e droni… Per ora Putin sta scartando l’idea di un cessate il fuoco del presidente degli Stati Uniti”.

 

Indirettamente quello di Whashington – in nome del sacro “Make America Great Again – è anche un avvertimento per l’Ue: dovrà essere il vecchio continente a difendere l’Ucraina. La risposta di Bruxelles è arrivata prontamente: “destineremo 800 miliardi di euro a favore della difesa, prevedendo aiuti  all’Ucraina, perché la difesa del nostro continente è a rischio ed è iniziata l’era del riarmo”, ha dichiarato  la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Anche se ad oggi non è chiaro quale sarà la strategia degli investimenti per la difesa, come verranno utilizzate le risorse e fissate le priorità.

Sembra che il Tycoon, con il temporaneo disimpegno militare (e dall’imposizione di dazi, dell’uscita dal consiglio dell’Onu per i diritti umani e ritiro dall’Oms) , in brevissimo tempo abbia fatto emergere gli evidenti limiti di una Europa sgomentata ed impreparata, dove l’ombra dell’incrinatura atlantica è sempre più vicina. Ma tutto ciò potrebbe produrre un effetto boomerang per gli Usa, in quanto l’Europa è il primo partner commerciale del Paese a stelle e strisce e fidato protagonista cui poter commissionare aree fondamentali come il Mediterraneo.

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