“Netanyahu è sotto pressione: se a quella interna aggiungiamo quella che potrebbe mettere Trump, potremmo essere davanti ad una svolta”. Lo spiega a Repubblica Yossi Beilin, ex ministro e negoziatore di Yitzak Rabin a Oslo, in merito al vertice che si tiene oggi tra Trump e Netanyahu per arrivare ad un cessate il fuoco. Accettare il piano Trump vuol dire far cadere il governo. “Vuol dire perdere questa maggioranza. Far uscire l’estrema destra. Ma centro e centro-sinistra hanno già detto di essere pronti a sostenerlo pur di arrivare al cessate il fuoco – evidenzia -. Quindi Netanyahu potrà restare al potere, almeno per il tempo necessario a implementare il piano”. “La priorità di Netanyahu è mantenere le redini. I partiti che lo sosterranno sono in condizione di imporgli condizioni: la prima dovrebbe essere far uscire completamente l’estrema destra dal governo. La seconda trattare per arrivare a uno schema di accordo complessivo con i palestinesi: non solo Gaza, anche la Cisgiordania – prosegue -. Su quello schema, sulle opposte visioni si dovrebbe basare la campagna elettorale del 2026. Su quello schema il Paese potrebbe arrivare ad una svolta”. “C’erano 90 mila coloni in Cisgiordania quando io parlavo con Abu Mazen, 30 anni fa. Oggi ce ne sono 500 mila: se non risolviamo questo problema, non risolveremo la questione centrale per il nostro futuro – sottolinea -. Pochi forse se ne rendono conto: ma su Gerusalemme, come sul diritto al ritorno dei palestinesi, nel tempo sono stati raggiunti degli accordi”. “Questi ostacoli oggi sono superabili. Quello dei coloni, così com’è, no: blocca il nostro futuro. È tempo di pensarci e questa può essere l’occasione giusta”, conclude. Tutto questo è confermato, anche se indirettamente dalla presa di posizione di uno dei leder dei coloni che in queste ore ha incontrato Netanyahu. Yossi Dagan, a capo del Consiglio regionale di Samaria, si è detto “molto preoccupato” al termine di un incontro a New York con il primo ministro Benjamin Netanyahu prima che questi veda il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Dagan ha infatti detto al sito di notizie Ynet che l’incontro è stato “molto lungo e la sensazione che ne è derivata è che siamo molto preoccupati”. Dagan ha affermato che Netanyahu li ha ascoltati, ma ha rifiutato di impegnarsi a stabilire una tempistica per l’annessione della Cisgiordania da parte di Israele. “Questo governo potrebbe firmare la costituzione di uno Stato palestinese il prossimo 7 ottobre”, ha affermato Dagan.
Red
