Primo piano

    Trump, i dazi e i danni del protezionismo

Wall Street crolla, l’Italia trema. La guerra commerciale genera caos, colpisce alleati, lavoratori e consumatori, altro che tycoon e genio del business.

 

di Luca Ciarrocca (*)

 

Effetto Trump a Wall Street post Inauguration Day. Lui si spaccia per un ‘businessman’ e gli elettori americani gli hanno creduto, ben due volte. Il grafico sotto parla chiaro, un’immagine vale 10 editoriali. La domanda è: in bancarotta con le sue aziende per ben sei volte, la settima sarà l’America?

Dal chart si deduce che mentre con Obama e Biden l’indice principale della borsa americana S&P 500 ha mostrato una crescita costante, e rassicurante, nei primi 200 giorni post-insediamento dei due democratici, con Trump assistiamo a un crollo verticale già dopo soli 50 giorni di ‘regno’, per certi versi autocratico. Un tracollo che stride con l’immagine di tycoon di successo che The Donald, egocentrico esibizionista, ama ostentare.

Ora, con la sua brillante strategia dei dazi al 20% (per l’Ue, alla Cina il 34%), da lui spacciata per abilità negoziale perché poi magari farà marcia indietro (robe da suk del Marocco) le cose – possiamo scommetterci – peggioreranno ancora.

La sua è una politica (anzi, una guerra) commerciale che rischia di mandare in tilt non solo l’economia americana, ma soprattutto quella dei suoi alleati storici. Alle 16:00 di ieri, ora di Washington, Trump ha annunciato dal Rose Garden della Casa Bianca l’entrata in vigore immediata di queste tariffe, che colpiranno indistintamente tutti i principali partner commerciali, in prima fila l’Unione Europea (“nata per fotterci”). I dati più aggiornati dicono che l’Ue esporta beni verso gli Stati Uniti per un valore di 503 miliardi di euro, mentre le importazioni dagli Usa sono state di 347 miliardi, con un surplus quindi di 157 miliardi a favore di Bruxelles.

Mettiamoci nei panni degli imprenditori che gestiscono piccole e medie imprese. È il caos, la disperazione, l’incertezza. L’Italia, che esporta beni per 65 miliardi l’anno in America, sarà tra le nazioni più penalizzate. Inutile qui insistere con troppe cifre, le stime ballano, ma è certo che l’imposizione dei dazi – dal più esperto presidente in affari che Washington abbia mai avuto alla Casa Bianca – avrà ripercussioni pesantissime sulla nostra economia, con effetti sia sul Pil che sull’occupazione.

Settori chiave come il vino, la moda e la meccanica rischiano di subire un bagno di sangue. Possibile la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, fino a 60mila italiani saranno licenziati, secondo alcuni scenari. Le ‘tute blu’ di tutta Italia dovrebbero scendere in piazza non contro il riarmo ma contro Trump.

E mentre l’Unione Europea prepara contromisure di “vendetta”, come ha annunciato la teutonica Ursula von der Leyen (sponsor dei produttori d’armi di ogni luogo d’Europa) la nostra premier Meloni cosa fa? Ha seguito fin qui il pifferaio magico, avallando scelte irrazionali, economicamente illogiche, che danneggiano la Patria e soffocano i cittadini, sovranisti e non, sperando con il cappello MAGA al massimo di strappare da Trump un ‘dazino’ invece di un ‘dazione’. Assurdo.

La guerra commerciale che Trump sta scatenando è una follia: penalizza i consumatori, già infuriati con il carrello della spesa, fa salire l’inflazione e crea voglie di rivalsa tra alleati storici nel cosiddetto Occidente. Che non esiste, perché esiste solo Washington.

Ma tant’è, il “businessman” va avanti per la sua strada, incurante delle conseguenze. Erratico ma fissato con le tre idee che ha in testa, così è e così rimarrà. Fin quando nessuno lo rimpiangerà. Non solo da noi ma soprattutto nelle praterie del Nord Dakota, dell’Idaho o nella Rust Belt, dove lo hanno votato in massa. Dopo sei bancarotte con le sue aziende, ora punta al jackpot: affondare l’America. Facendo annaspare il resto del mondo.

 

Giornalista e scrittore

Aggiornamento Dazi ore 14.28

Related posts

Un romano, il Cardinale e Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, guiderà i Vescovi della Cei come Presidente

Redazione Ore 12

  Verso il Conclave per il successore di Francesco, tra divisioni e incertezze

Redazione Ore 12

Per l’Onu quello di Israele a Gaza è “un genocidio”

Redazione Ore 12