di Balthazar
Donald Trump ha sfruttato le varie debolezze di Kamala Harris in uno dei più grandi ritorni nella storia politica degli Stati Uniti. La vittoria di Donald Trump, inizialmente prevista, ma esorcizzata dall’estabilishment americano, segna di il ritorno politico più straordinario nella storia americana.
Anche se ha dovuto affrontare un sistema legale armato contro di lui, indagini dubbie su influenze straniere e due tentativi di assassinio. Etichettato come un ex-reo non confesso da gran parte dei media mainstream, Trump è tornato in campagna elettorale come un guerriero aggressivo e fuori dalle righe trionfando alle elezioni del 5 novembre.
Ma ha anche dovuto affrontare un avversario debole, afflitto da una, almeno percepita, scarsa performance economica e da un sostanziale disinteresse rispetto alla guerra in Ucraina e probabilmente anche rispetto a quella in Medio Oriente.
Kamala Harris, la prima candidata presidenziale selezionata dall’élite del partito anziché dalle elezioni primarie, ha faticato a spiegare perché avrebbe fatto meglio come presidente rispetto a quanto ha fatto come vice dell’amministrazione uscente di Joe Biden, che in un certo senso si prende la sua vendetta su un estabilishment che l’aveva giudicato rimbecillito.
Ciò che ha spinto Donald Trump a superare gli avversari repubblicani durante le primarie del 2016 fu il suo sprezzante rifiuto delle “guerre eterne” salvo minacciare il Venezuela di Maduro o decidere di bombardare la Siria ed eliminare Assad quand’era in carica, ma soprattutto proponendo un suo modello ultraliberista e nello stesso isolazionista, in economia. Dopo 7 trilioni di dollari di spese e milioni di vite sconvolte per la “difesa della democrazia globale”, gli elettori americani hanno respinto il solido muro dell’establishment della politica estera e hanno votato per la pace. L’unica seria opposizione che Trump ha incontrato nel 2016 è arrivò da un altro candidato anti-guerra, il senatore texano Ted Cruz che è stato rieletto con lui il 5 novembre. La guerra in Ucraina non ha lo stesso peso che avevano gli interventi militari in Iraq e Afghanistan perché non sono coinvolte forze americane, ma Trump ha dominato il voto di politica estera promettendo “un mondo di pace” non appena fosse entrato in carica. In patria, gli americani stanno soffrendo per la peggiore ondata di inflazione dagli anni ’70,e per certi versi la peggiore dalla Guerra Civile del 1860. L’amministrazione Biden ha aumentato la spesa federale a livelli record, accumulando un deficit del 7% del PIL, senza precedenti in tempo di pace. Considerando il costo del denaro, l’inflazione ha raggiunto il picco del 18% e continua a crescere all’8%, anche se tutti i media mainstream si sono affrettati a scrivere che l’inflazione era ormai stata superata, un po come in Italia dove l’inflazione reale nei carrelli della spesa si cumula anno per anno, ma si si scontra con i dati ISTAT. Non è un caso che Harris abbia evitato accuratamente le domande dirette dei media in merito a tale problema. La sinistra progressista Democratica probabilmente è andata troppo oltre, troppo in fretta nel promuovere cambiamenti radicali nella definizione di gender. Gli americani sono persone generalmente tolleranti e hanno sostenuto il matrimonio gay con larghi margini. Ma la terapia ormonale sostitutiva per i bambini prepubescenti che immaginano di essere nati con il sesso sbagliato, e gli atleti transgender maschi che competono negli sport femminili, hanno indignato gran parte dell’opinione pubblica . Nella conduzione della campagna elettorale Trump si è destreggiato abilmente fra le correnti incrociate delle più importanti circoscrizioni elettorali puntando successivamente più sulle associazioni della società civile locale che sulle strutture del Partito Repubblicano. Ampiamente percepito come un sostenitore più forte di Israele rispetto a Harris, Trump ha comunque ottenuto l’approvazione del sindaco di Hamtramck, nel Michigan, l’unica città degli Stati Uniti con una maggioranza arabo-americana. Qui nel 2023 vennero esclusi i simboli LGBTQ dalle proprietà cittadine. I musulmani culturalmente conservatori sono evidentemente preoccupati più da un sistema scolastico liberale che corrompe i loro figli che dalle sorti del popolo palestinese.L’elitarismo dei leader democratici, come di quelli d’Europei, si è rivelato tossico per la campagna di Harris, proprio come era successo per Hillary Clinton nel 2016. L’esclusione del presidente Biden una settimana prima delle elezioni, ma più probabilmente la sua malintesa affermazione che last minute che definiva gli elettori di Trump e “spazzatura”, ha danneggiato profondamente Harris e non importa quanto Biden abbia cercato di tornare sui suoi passi. Nonostante le varie roboanti proclamazioni della campagna elettorale, le future scelte di Trump in economia sono assolutamente poco chiare. Quando Trump parla di tariffe punitive per Cina o Messico, o di elevate barriere tariffarie contro il resto del mondo, non è chiaro se stia articolando una posizione negoziale o una strategia politica globale. Ma se vogliamo avere una cartina di tornasole da cui filtrare chi veramente sta sostenendo Trump e chi lo teme, si guardi alle Borse dove Wall Street si impenna mentre cedono quelle europee e cinesi. Evidentemente anche gli interessi della finanza globale non sono poi così monolitici.
