di Ascanio Brilli
“Vorrei ricordarvi la dichiarazione del ministero degli Esteri, secondo la quale le nostre risposte saranno sistemiche. In realtà, lo sono già”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda su come la Russia intenda reagire all’attacco ucraino con droni a San Pietroburgo. Lo riporta l’agenzia Tass.
Berlino, Putin continua attacchi su civili, serve pressione su Russia
Il governo tedesco ha ribadito il pieno sostegno all’Ucraina e la necessità di mantenere alta la pressione sulla Russia dopo i nuovi attacchi contro obiettivi civili. “Per le persone a Kiev e Dnipro la notte tra lunedì e martedì è stata un incubo. Decine di migliaia di civili hanno cercato rifugio. Putin continua attacchi senza limiti contro i civili e condanniamo con la massima fermezza questo comportamento”, ha detto il portavoce del governo federale Steffen Meyer in conferenza stampa, spiegando che “porre fine alla guerra è nell’interesse dell’Ucraina, dell’Ue e della Germania. Il processo di pace non fallisce per noi o per Kiev, ma per la posizione di Vladimir Putin”. Il portavoce ha poi confermato il coordinamento con i principali partner internazionali e il principio secondo cui qualsiasi processo negoziale deve avvenire con il coinvolgimento diretto di Kiev.
Possibile apertura a colloqui con Mosca in formato E3
“Si sta lentamente aprendo una finestra per i colloqui tra la parte europea e la Russia”. Lo affermano sempre fonti del governo tedesco, come riporta Welt, sottolineando tuttavia che il processo resta ancora in una fase iniziale e che, alla luce della situazione sul campo, “probabilmente ci vorranno mesi, non settimane” prima di un eventuale avvio di negoziati. Secondo le stesse fonti, riportate dai media tedeschi, non è ancora definito né il perimetro né la guida di eventuali colloqui tra europei, Ucraina e Russia. La priorità, viene evidenziato, è la definizione preliminare degli obiettivi politici e delle condizioni di base per un possibile dialogo. Il governo federale insiste sulla necessità che ogni iniziativa avvenga “in accordo con l’Ucraina, nella più ampia consultazione possibile con i partner europei e, ove possibile, in coordinamento con gli Stati Uniti”. Il principio guida resta quello già ribadito più volte da Berlino: “Niente senza l’Ucraina e nessun percorso tedesco separato”. Le fonti sottolineano inoltre che un eventuale formato negoziale dovrà essere non solo efficace, ma anche percepito come legittimo a livello europeo, evitando sovrapposizioni con gli Stati Uniti.
In questo contesto, viene indicato come plausibile il rafforzamento del formato E3, che riunisce Germania, Francia e Regno Unito, già sempre più attivo nel coordinamento della politica estera nei mesi recenti.
