Dopo la disfatta ucraina nella regione russa di Kursk , ostinatamente negata da Kiev, saranno probabilmente i russi a dettare le condizioni negli eventuali negoziati che vanno definendo con gli americani. Il che spiega la riluttanza di Volodymyr Zelensky e degli europei ad accettare le conseguenze di quanto accaduto sul campo di battaglia.
Zelensky e il generale Oleksandr Syrsky escono indeboliti dalla disfatta nel saliente di Kursk che potrebbe avere un effetto destabilizzante sul morale delle esauste truppe.. Il presidente ucraino voleva usare quel brandello di territorio russo come merce di scambio in fase di negoziato con il blitz dell’agosto del 2024.
ma i russi non hanno premuto eccessivamente per la riconquista di quel territorio di mille chilometri quadrati già da tempo più che dimezzatisi, perché a Mosca faceva comodo che gli ucraini concentrassero e perdessero lì le loro migliori brigate, mentre le forze russe avanzano nel Donbass.
Non è forse un caso che i russi decidono decidano di schiacciare il saliente ucraino difeso da 10/12mila militari di Kiev in coincidenza con la volontà espressa da Donald Trump di giungere al più presto a un negoziato, togliendo così la “merce di scambio” a Zelensky.
I piani russi erano facilmente intuibili dopo che a inizio marzo avevano invaso una piccola porzione del territorio ucraino nella regione di confine di Sumy per paralizzare la strada Sumy-Sudzha usata dagli ucraini per i rifornimenti ed evacuare i feriti.,Attualmente gli ucraini cercano di tenere le linee a ridosso del confine russo-ucraino, dove i resti di diversi reparti ucraini sarebbero imbottigliati dall’avanzata russa già sul territorio ucraino alle loro spalle.
A conferma della volontà di Mosa di ripristinare la sicurezza per la popolazione nei territori liberati nella regione di Kursk, il ministero della Difesa russo ha reso noto che il genio ha iniziato a bonificare i campi minati, compito per il quali in passato era stata rilevata la presenza di reparti nordcoreani..
Il quotidiano britannico The Telegraph ha tirato le somme dell’operazione di agosto definendola uno degli errori più costosi di Kiev. Un’offensiva dettata principalmente da considerazioni politiche, non militari, fallita in entrambi i campi poiché Kiev sperava che l’attacco avrebbe distolto forze russe dall’offensiva nel Donbass.
Il 19 marzo Zelensky ha annunciato ai media che le truppe ucraine non sono state circondate, ma continuano a svolgere la loro missione a Kursk e vi rimarranno finché sarà necessario per impedire l’avanzata delle forze russe nella regione ucraina di Sumy.
A conferma del valore strategico attribuito dal governo ucraino al controllo di lembi di territorio russo tra il 18 e il 20 marzo si sono susseguiti gli attacchi delle forze ucraine nella adiacente regione di Belgorod. Attacchi respinti dai russi, senza troppe difficoltà, con ulteriori gravi perdite di truppe e di veicoli da combattimento ucraini forniti dagli alleati NATO.
Il 18 marzo, il Raggruppamento Sever ha respinto almeno 6 assalti ucraini , definiti da alcuni media suicidi, presso i villaggi di Demidovka e Prilesye nel distretto di Krasnoyaruzhsk nella regione di Belgorod, già protetta dallo scorso anno da linee di difesa russe.
Ai confini tra la regione russa di Belgorod e quella ucraina di Kharkiv, dove i russi sono penetrati in due aree già da un anno, sono riprese le operazioni offensive delle truppe di Mosca alla periferia orientale di Volchansk dove gli ucraini hanno contrattaccato.
Dopo il crollo del fronte ucraino a Kursk, i russi hanno intensificato le operazioni offensive r sui fronti del Donetsk (specie nel settore di Pokrovsk) e di Zaporizhia, mentre pesanti incursioni aeree russe con bombe guidate hanno colpito le linee ucraine lungo tutto il fronte da Kharkiv a Kherson.
Nonostante le dichiarazioni provenienti da Kiev sulla situazione nella regione di Sumy e sui piani per “non consentire” all’esercito russo di entrare nella regione, l’amministrazione militare-civile della regione sta effettuando un’evacuazione forzata della popolazione..
L’amministrazione militare statale della regione di Sumy sta evacuando urgentemente non solo i villaggi di confine, ma anche altri villaggi nella regione. Come ha affermato il capo dell’Amministrazione dell’aviazione civile militare, Vladimir Artyukh, la situazione non sta migliorando, le truppe russe si stanno avvicinando sempre di più, nonostante Kiev affermi il contrario.
L’evacuazione è “volontaria-forzata”, poiché una parte della popolazione non vuole lasciare le proprie case, in attesa delle truppe russe,
La situazione, come negli ultimi mesi, non sta migliorando, ma, anzi, sta peggiorando. (…) Sono in atto misure di evacuazione, anche da Krasnopolye. Queste misure vengono attuate in quasi tutte le comunità della regione di Sumy. ha detto Artyukh.
Il giorno prima, le autorità regionali avevano annunciato l’evacuazione del villaggio di Krasnopolye, situato vicino al confine con la regione di Belgorod, poiché era in questa zona che le forze armate ucraine avevano deciso di penetrare in territorio russo.
In risposta, le forze armate russe hanno iniziato ad attaccare le retrovie delle forze armate ucraine, comprese le riserve nella zona di questo villaggio.
A giudicare dalle dichiarazioni delle autorità ucraina, l’intera fascia di confine è in fase di evacuazione, non solo lungo il confine di Kursk, ma anche nelle regioni di Belgorod.
GiElle
