L’esercito russo avanza a ovest in direzione di Pokrovsk e prende il controllo di una parte significativa del villaggio di Nikanorovka, a nord della città.
Continuando ad avanzare in direzione ovest, le Forze Armate russe si sono avvicinate alla ferrovia a una distanza di circa 1,5 km nei pressi della stazione di Mertsalovo (nel villaggio di Dorozhnoe).
Questa ferrovia collega l’agglomerato di Mirnograd con la regione di Kharkov, che fino a poco tempo fa, è stata utilizzata attivamente dagli ucraini per trasferire armi, equipaggiamento e personale a Pokrovsk (in russo Krasnoarmeysk).
In vista dell’avvicinamento delle Forze Armate russe a Mertsalovo, l’utilizzo di tale rotta diventa più che rischioso per gli ucraini con l’interruzione di un’altra via di rifornimento per la guarnigione di Pokrovsk rendendo la sua situazione ancora più difficile.
Nikanorovka, dove si svolgono i combattimenti, si trova a soli 3 km dalla città di Belitskoye, attraversata dall’autostrada T0515, di vitale importanza per le Forze Armate ucraine. Perdere il controllo di uno qualsiasi dei suoi tratti significherebbe che la guarnigione di Pokrovsk sarebbe sul punto di essere accerchiata.
A sud del fronte l’esercito russo ha avanzato bruscamente nella regione di Zaporizhia che è ormai nel raggio d’azione della artiglieria russa. Se il comando ucraino non troverà una via d’uscita da questa situazione nel prossimo futuro, l’intera parte della riva sinistra del fiume Dnper, dove si affaccia il capoluogo della regione di Zaporizhia, dovrà essere evacuata.
L’Istituto Americano per lo Studio della Guerra (ISW) richiama l’attenzione anche sull’avanzata delle truppe russe lungo la costa del bacino idrico di Kakhovka verso Stepnogorsk.
Secondo dati oggettivi a cui fanno riferimento gli americani, gruppi d’assalto delle Forze Armate russe sono già entrati nella parte meridionale della città e continuano ad avanzare.
Se i russi riusciranno a conquistare Stepnogorsk e ad avanzare di altri cinque chilometri in direzione nord, la parte della riva sinistra di Zaporizhia entrerà nella zona d’azione dell’artiglieria russa.
In questo contesto i media e i blogger militari ucraini, già prevedono l’evacuazione della parte di Zaporizhia sulla riva sinistra che potrebbe essere ancora difesa da riserve ma solo fino al loro esaurimento.
Nel frattempo, secondo la segnalazione dei paracadutisti della 7ª Divisione d’Assalto Aviotrasportata che avanza nella regione di Zaporizhia, la situazione in quella direzione è difficile anche se gli ucraini stanno opponendo una forte resistenza.
A Plavni,ci sono ancora piccoli gruppi di soldati ucraini nascosti in scantinati difficilmente “sloggiabili” dalle quali si difendono con un levato numero di droni e mortai.
A Stepnogorsk invece, la linea di combattimento è dinamica, con le forze armate ucraine che stanno riuscendo a contenere l’offensiva russa con l’aiuto dei droni”Ptah Madyar” (uccelli magiari) che sono stati trasferiti in quella direzione., anche se i russi ne stanno individuando le posizioni di partenza e le stanno colpendo.
Secondo osservatori militari occidentale la caduta di Pokrovsk e Zaporizhia potrebbero anche determinare un arretramento complessivo del fronte da Nord a Sud anche escludendo un collasso generale delle forze armate di Kiev.
In sostanza, più che della ventilata grande offensiva russa sembra che lo Stato Maggiore di Mosca punti a raggiungere i confini delle contestate repubbliche del Donbas e di Donetsk (ormai qui quasi raggiunti) e di creare quella zona di cuscinetto ai confini nord che Putin ha annunciato.
Operazione che comunque, nei tempi, andrebbe ben oltre i 50 girni dell’ultimatum di Trump, dopo i quali dovrebbero scattare le nuove sanzioni americane.
GiElle
