La Russia non ha “né motivi né piani” per attaccare i Paesi della Nato, compresi quelli baltici. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko, respingendo le accuse occidentali secondo cui Mosca potrebbe attaccare gli Stati baltici entro il 2030, come riportato da Interfax.
“Non ci sono motivi, né piani, assolutamente nessuno, per attaccare” la Nato, ha detto Grushko in un’intervista a Interfax a margine del Forum economico orientale. “Perché la Russia dovrebbe attaccare la Nato?”, ha aggiunto, ricordando che l’Unione Sovietica aveva riconosciuto l’indipendenza dei Paesi baltici. Secondo il viceministro, in Occidente la Russia viene “demonizzata” e le vengono attribuite intenzioni che non ha. Grushko ha inoltre sostenuto che gli Stati occidentali stanno accelerando la propria militarizzazione e che l’espansione delle capacità militari della Nato e dell’Ue, in particolare sul fianco orientale dell’Alleanza, dimostrerebbe una preparazione a un possibile confronto con Mosca. “Se guardiamo alle strategie militari, ai programmi di approvvigionamento e allo sviluppo logistico del fianco orientale della Nato, non si può non concludere che l’Occidente si stia preparando a uno scontro militare con la Russia”, ha affermato. Grushko ha infine accusato i Paesi europei di non avere un reale interesse a dialogare con Mosca sulle proprie preoccupazioni.
Secondo il viceministro, la definizione della Russia come “minaccia diretta e immediata” nei documenti strategici di Nato e Ue ostacola la possibilità di avviare negoziati per un nuovo equilibrio di sicurezza in Europa.
