La guerra di Putin

Ucraina: per alcuni paesi europei la guerra continua…o DEVE continuare?

 

di Giuliano Longo

L’Europa promette  al depresso Zelensky 30mila militari NATO, ovviamente per mantenere una pace che ancora non c’è, ma Trump sussurra all’orecchio di Macron che forse Putin potrebbe accettare.  Nel frattempo gli esperti militari ritengono che Kiev possa continuare il conflitto anche senza l’aiuto americano,  si ma solo per un pò di mesi, tanto cosa contano un poi di migliaia di morti in più, mica sono britannici, francesi o  tedeschi (fatti salvi i cosiddetti “consiglieri e i volontari” che sono già diverse migliaia)

Inoltre  per non farsi mancare niente, l’UE lancia un nuovo piano d’aiuti per Kiev di 3,5 miliardi di euro e il 16° ( giù di li, non ricordiamo bene)  pacchetto di sanzioni contro la Russia, che non avranno alcun effetto visto gli effetti sinora registrati e il mutamento del quadro geopolitico globale in corso.

Un mutamento dove l’Europa mette finalmente i piedi sul piatto  con tutta la sua potenza economica, ma non militare di cui evidentemente i leaders non si rendono conto o anche se  ne fossero consapevoli, si muovono come se la frammentata e divisa UE, fosse una grande potenza fra USA, Cina, India e un pò meno la Russia che comunque ha le atomiche

A giudicare dagli ululati della stampa mainstream  si potrebbe pensare che sia la fine del mondo. Ma non è la fine del mondo è solo la fine o il fallimento della campagna ventennale per lanciare un cambio di regime in Russia con il pretesto ucraino. L’unica speranza del partito della guerra è quella di dare la colpa del proprio fallimento a Trump e di prolungare il conflitto fino a trasformarlo in uno stato di guerra permanente.

Trump ha proposto un progetto  globale sugli armamenti che permetterebbe agli Stati Uniti di dimezzare il budget della difesa e  scongiurare un’eventuale crisi del debito americano. Ciò renderebbe irrilevante e disoccupato l’establishment affaristico guerrafondaio che fu di Biden e dell’Europa, una lobby liberal globalista (pro domo sua)  che non si arrenderà senza combattere.

L’amministrazione Biden credeva che l’economia russa sarebbe crollata sotto le sanzioni statunitensi ed europee. A marzo 2022 il vecchio Joe  dichiarò “l’economia russa è sulla buona strada per essere dimezzata”.

Al contrario, il PIL pro capite reale in Russia nel 2024  è stato più alto rispetto al 2021. L’economia di guerra 24 ore su 24 della Russia ha prodotto inflazione e alti tassi di interesse, ma i russi producono e consumano di più ora di quanto non facessero prima dell’inizio del conflitto.

L’intero establishment della politica estera dei  libglob come Tony Blinken e Jake Sullivan, sino ai repubblicani neocon come il consigliere per la sicurezza nazionale licenziato da Trump McMaster  e l’ex segretario alla Difesa  Mattis,  insistevano sul fatto che l’Ucraina avrebbe schiacciato la Russia con un sufficiente aiuto occidentale. Si sbagliavano di grosso.

L’Asia ha beneficiato delle esportazioni di energia russe scontate a spese dell’Europa occidentale. Come ha riportato il servizio di informazione tedesco Deutsche Welle il 22 febbraio “nel 2021, quasi il 50% delle esportazioni russe andava  ai paesi europei… Eppure, entro la fine del 2023, meno di due anni dopo l’inizio dell’invasione il 24 febbraio 2022, il quadro era completamente cambiato.

I dati del 2023, pubblicati recentemente,  mostrano Cina e India in testa quali principali mercati di esportazione della Russia e rappresentano rispettivamente il 32,7% e il 16,8%, ovvero la metà del totale.  Nel 2021, la Cina rappresentava il 14,6% delle esportazioni russe, mentre l’India rappresentava solo l’1,56%”.

Con grande stupore dei pianificatori di guerra occidentali, la Russia ha prodotto dieci volte  più  armamenti di tutti i paesi NATO messi insieme, mentre la  Turchia, le ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, così come la Cina, hanno tutte aumentato le loro esportazioni verso la Russia, commerciando in valute locali per evitare sanzioni finanziarie a Mosca.

Gli esponenti “liberal”  della politica estera europea non possono sostenere in modo credibile che l’economia russa sia sull’orlo del collasso e continuano a mentire sull’andamento della guerra sul campo.

L’Ucraina restia a pubblicare le cifre delle vittime e la stampa occidentale è piena di resoconti di fonte ucraina, propagandisticamente  esagerati sulle vittime russe. Ma le migliori stime degli ufficiali dell’intelligence militare statunitense affermano che le vittime ucraine  sono più alte di quelle russe con una popolazione ucraina che è un quarto di quella russa.

Circa 6,3 milioni di ucraini sono registrati come rifugiati in Europa, mentre almeno 650 uomini in età di leva sarebbero fuggiti dal paese per evitare il servizio militare a novembre 2023. Il totale odierno è più alto.

I media occidentali affermano che la Russia sta subendo pesanti perdite negli assalti a “onde umane” , ma è una balla poiché questa guerra  viene combattuta a livello di piccole unità con decine anziché centinaia o migliaia di soldati impegnati in determinate operazioni.

Un alto ufficiale dell’intelligence militare statunitense ha spiegato il perché in un memorandum di gennaio che   “ci sono pochi movimenti di truppe o assalti che coinvolgono forze più grandi di un plotone. Infatti, in un dato giorno potrebbero esserci anche 150-200 “assalti” da parte dei russi, ma ogni attacco coinvolge  una o più squadre, ciascuna composta da sette-dieci soldati”.

A differenza dell’Ucraina, la Russia consente la pubblicazione di numeri sulle vittime, ad esempio tramite “Mediazone”, che come scrive lo stesso ufficiale dell’Intelligence americano  “conduce ricerche esaustive su migliaia e migliaia di siti web russi per trovare resoconti di singoli membri della famiglia morti in combattimento. Questi numeri sono stati tracciati in modo  vicino alle stime di vari osservatori esterni che hanno utilizzato resoconti confermati di varie unità e poi hanno aumentato tali numeri per ottenere delle stime”.

Mediazone riferisce che i morti russi fino dicembre 2024 erano circa di 87.000 e di questi   17.000 sono morti negli ultimi 100 giorni, il periodo della rinnovata “offensiva” russa, il che implica che i feriti in azione  siano compresi tra 305.000 e 480.000.

L’affermazione dello Stato maggiore ucraino di oltre 40.000 vittime russe al mese semplicemente non regge a un esame accurato.

Le vittime ucraine, secondo la stima di questo funzionario dell’intelligence ammontano ad “almeno 108.000 morti e 375.000 feriti. Ma i numeri più probabili sono 160.000 morti e 640.000 feriti.  Inoltre, le diserzioni ucraine sono enormi. A metà dicembre, diverse fonti riportavano che c’erano più di 100.000 soldati ucraini accusati di diserzione.

La Russia sta subendo enormi perdite ma, in termini assoluti, le perdite dell’Ucraina sono probabilmente peggiori. Se considerata nel suo complesso, rispetto al fatto che la Russia ha una popolazione di quasi 150 milioni (5 volte più grande dell’Ucraina), la guerra di logoramento non è sostenibile”.

Che la guerra sia stata iniziata dalla Russia o dall’Ucraina è una question non per strateghi, ma i media mainstream ne hanno fatto un’ossessione. Mentre  18 febbraio Trump ha dichiarato che l’Ucraina “non avrebbe mai dovuto iniziare” la guerra tre anni fa, tra le urla di protesta di chi la guerra ha favorito e intende proseguire.

Tecnicamente, come Trump ha ammesso in un’intervista radiofonica alla Fox News il 21 febbraio, la Russia ha sparato i primi colpi. Ma Trump ha ripetutamente affermato che l’insistenza di Zelensky sull’adesione dell’Ucraina alla NATO è stato l’ innesco per far deflagare la guerra.

Come ha riferito il finanziere americano David Sacks un podcast dello  scorso giugno:  “Biden stava dicendo tutte le cose sbagliate. E una delle cose peggiori che stava dicendo era, no, l’Ucraina entrerà nella NATO. Quando l’ho sentito parlare, ho detto, questo tizio inizierà una guerra. Come sapete, per anni non si è mai parlato nemmeno dell’ingresso della Russia in Ucraina. Non sarebbe mai successo. La Russia non avrebbe mai attaccato l’Ucraina“.

La Russia all’inizio del conflitto  fece proprio il cosiddetto accordo di Minsk II, per un’Ucraina indipendente, sovrana e  neutrale  , con autonomia in materia di lingua e cultura per le aree a maggioranza russa.  Zelenskyy e i suoi sostenitori a Washington rifiutarono l’accordo.

L’ex cancelliera tedesca Angela Merkel, ha scritto nelle sue memorie, pubblicate nel novembre 2022, che l’Occidente ha finto di negoziare con la Russia sul quadro di Minsk II “per guadagnare tempo” affinché l’Ucraina si riarmasse.

La risposta di Putin all’estensione della NATO al confine ucraino-russo è stata la stessa della risposta americana alla prospettiva di schieramenti missilistici russi a Cuba nell’ottobre 1962.

Come dichiarò Putin   il 23 febbraio 2022, alla vigilia della guerra, l’Alleanza, la sua infrastruttura militare ha raggiunto i confini della Russia. Questa è una delle cause principali della crisi di sicurezza europea; ha avuto l’impatto più negativo sull’intero sistema di relazioni internazionali e ha portato alla perdita di fiducia reciproca.

La situazione continua a peggiorare, anche nell’area strategica. Pertanto, in Romania e Polonia vengono istituite aree di posizionamento per missili intercettori come parte del progetto statunitense per creare un sistema di difesa missilistica globale. È risaputo che i lanciatori lì schierati possono essere utilizzati per i missili da crociera Tomahawk, sistemi di attacco offensivi.

Inoltre, gli Stati Uniti stanno sviluppando il loro missile multiuso Standard Missile-6, che può fornire difesa aerea e missilistica, oltre a colpire bersagli terrestri e di superficie.

In altre parole, il sistema di difesa missilistica statunitense presumibilmente difensivo si sta sviluppando ed espandendo le sue nuove capacità offensive.

Non è da escludere che l’adesione dell’Ucraina alla NATO e il successivo spiegamento di sue strutture militari, siano già state decise e siano solo questione di tempo. Ma sappiamo anche chiaramente che, dato questo scenario, il livello di minacce militari alla Russia aumenterà drasticamente.

Come ha detto Trump, l’Ucraina e i suoi sostenitori della NATO hanno provocato la guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare; ne hanno pasticciato l’esecuzione, sottovalutando tristemente la capacità della Russia di adattarsi alle nuove tecnologie belliche e sopravvalutando la capacità di Washington di strozzare la Russia con le sanzioni.  Il partito della guerra affronta non solo l’umiliazione, ma anche la prospettiva di rimanere disoccupato e farà tutto ciò che è in suo potere per impedirlo.Inizio modulo

Si è posta molta attenzione sulle implicazione degli accordi russo- americani  tra  Trump e  Putin e sulle conseguenze estremamente negative che ciò avrebbe per l’Ucraina e l’Europa.

Trump e il suo team stanno spingendo affinché l’Ucraina faccia concessioni territoriali alla Russia e accetti che circa il 20% delle terre ucraine sotto l’occupazione illegale della Russia vadano perse. Ma  Trump chiede anche che l’Ucraina risarcisca gli Stati Uniti per il passato supporto militare, consegnando metà delle sue risorse minerarie e di terre rare.

Tuttavia il tycoon non sta cercando di compiacere Putin perché pensa di avere carte più deboli di lui , ma sulla base della sua visione semplicistica del mondo, in cui le grandi potenze si ritagliano sfere di influenza sulle quali non influiranno reciprocamente.

Questa la ragione per cui i media scrivono di una nuova Yalta, ovvero gli accordi fra Roosvelt, Stalin e Churcill per la spartizione d’Europa , con la differenza che ora il Regno Unito è ridotto a una vecchia signora decaduta e nostalgica dell’Impero che fu, mentre oggi i conti non si fanno senza Cina India e altre potenze subcontinentali.

Il problema per l’Ucraina e l’Europa in un simile ordine mondiale è che Kiev  non considerata da nessuno nel team di Trump come parte di una zona di influenza americana e per l’Europa ne è, nella migliore delle ipotesi, una parte periferica.

Per Trump, la questione non è tanto l’Ucraina o l’Europa, quanto piuttosto riorganizzare il sistema internazionale in modo che si adatti alla sua visione del mondo.  In questa visione l’Ucraina è il simbolo di ciò che non andava nel vecchio ordine quando, secondo il Presidente, gli Stati Uniti si sono coinvolti in troppe e diverse  avventure militari all’estero in cui nessuno degli interessi vitali americani erano in gioco.

Quindi  la guerra contro l’Ucraina non è più un’aggressione ingiustificata, ma è stata, come ha dichiarato The Donald colpa di Kiev, come prova che l’ordine internazionale liberale non è riuscito a superare.

 Nelle mani di Trump e Putin, questo fallimento  è diventata lo strumento per dare il  colpo di grazia a quest’ordine. Ma mentre gli Stati Uniti e la Russia, nelle loro attuali configurazioni politiche, potrebbero aver trovato facile seppellire l’ordine esistente, troveranno molto più difficile crearne uno nuovo.

Per ora, la resistenze di Zelensky  la bellicosità  di alcuni  paesi europei chiave potrebbe sembrare irrilevante, ma anche senza gli Stati Uniti, l’UE e la NATO dispongono ancora di risorse finanziarie considerevoli. Ma anche se così fosse, manca anche solo  l’dea di obiettivo finale che non sarà più quello della vittoria di Zelensky e della Caduta di Biden.

E allora fuori dai ebbri fumi guerra fondai sarebbe fine che gli europei venissero informati, piuttosto che inondati dal fumo di generici proclami insufflati dai media. Che in soldoni vuol dire continuiamo la guerra si o no? Quanto ci costerà prima e dopo la sua conclusione?  Cosa ne farete degli accordi USA America? Sosterrete Zelensky fino all’Ultimo ucraino? Con Putin intendete parlarci oppure no? ecc. ecc. ecc.

Aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 13.24

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