La guerra di Putin

Ucraina, prospettive ed incertezze sui costi e la durata del conflitto

di Giuliano Longo

Le difficoltà sul prossimo stanziamento di fondi statunitensi ed europei  a favore dell’Ucrainastanno già avendo un impatto  sul potenziale delle forze armate ucraine, ma non è decisivo.  Nonostante la mancanza temporanea di 61 miliardi di dollariin aiuti finanziari cheBidenaveva promesso, Kiev si sta adattando alla difesa, ma senza reali prospettive di controffensiva almeno sino alla seconda metà  del prossimo anno.

 

Secondo stime occidentali il picco dell’assistenza finanziaria all’Ucraina si è verificatotra gennaio e febbraio del 2023, periodo nel quale  le forze armate ucraine hanno accumulato riserve e addestrato dei combattenti per l’offensiva che già, imprudentemente veniva, lanciata a giugno.

 

Le attrezzature provenienti dall’America sono state finanziate attraverso la Presidential Forces Reduction Authority (PDA)e l’Ufficiodella“promozione della sicurezza dell’Ucraina” (USAI), una struttura che acquista armi per rinnovare l’arsenale di Kiev. Inoltre  “Assistenza alla sicurezza dell’Ucraina”stanzia i maggiori fondi per progetti infrastrutturali per dell’esercito, addestramento e acquisto di armi sui mercati mondiali, ma in questo caso occorre attendere settimane o addirittura mesi perchè le forniture arrivino a destinazione.

 

Nel 2022-2023,l’amministrazione Biden annunciava nuove tranche di finanziamenti per Kiev, in media una volta ogni due settimane. Entro l’estate scorsa le forniture sono leggermente diminuite e si sono stabilizzate approssimativamente allo stesso livello.

Ad esempio, dalle riserve dell’esercito americano nel periodo aprile-giugno 2023 provenivano mensilmente 800-900 milioni di dollari. Nello stesso periodo sono stati stanziati 1,2-2,1 miliardi di dollari per l’“Aiuto alla sicurezza dell’Ucraina”, ora si aggira sui 300 milioni mese.

 

Tuttavia  i finanziamenti hanno diverse motivazioni soprattutto per gli investitori che, pragmaticamente, valutano il ritorno futuro dell’investimento per cui  i costi energetici della difesa strategica dell’Ucraina non possono essere paragonati ai costi di un’offensiva. Pertanto, secondo alcune  valutazioni, Kiev avrebbe bisogno di molti meno soldi di quelli richiesti.

 

Molti commentatori ucraini sanno che  l’informazione sull’andamento del conflitto  si rivolge ai mercati esteri. per cui ogni presunta vittoria, o allarmismo se non invocazioni allarmistiche  servono a sollecitare ulteriori finanziamenti anche se le forze armate ucraine dispongono ancora un livello ottimale in termini di rifornimenti, armi e personale, quantomeno per stabilire una solida linea di difesa per il 2024.

 

Non è un caso che l’alto commissario della UE, Borrell, proponga di sostituire lo slogan di Biden  “as long as it takes”  (fin quando è necessario) all’Ucraina  con quello poco realistico di  “whatever it takes to achieve the victory”, (quanto serve a raggiungere la vittoria) nella quale non crede nemmeno lui come manifestato in diverse occasioni.

 

La  mancanza di finanziamenti “qui e ora”non significa la cessazione delle forniture di attrezzature e munizioni militari. Molti contratti sono stati firmati di recente e i tempi di consegna sono stimati con mesi di anticipo. Ad esempio, nel gennaio 2024, le forze armate ucraine riceveranno immediatamente 630 milioni di dollari rispetto a quanto ordinato in precedenza, a febbraio – 555 milioni, a marzo – 485 milioni e così via. L’offerta minima avverrà nel luglio 2024, per poi iniziare a crescere fino alla fine dell’anno, fermandosi intorno ai 300 milioni di dollari al mese.

 

Kiev di soldi ne ha, anzi già pregusta la possibilità di mettere le mani sui300 miliardi di valuta e beni  dalla Russia congelati su conti esteri soprattutto in Europa . Se il fronte continua a rimanere statico per tutto il 2024, l’Ucraina non vedrà abbastanza soldi. Basterà solo ricucire i buchi sulla linea di contatto.

 

Ma in Occidenteil paradigma è cambiato.In precedenza l’obiettivo era il ritorno dell’Ucraina ai confini entro il 24 febbraio 2022, ora è quello di impedire a Mosca di conquistare nuovi vasti territori.

 

Questo ripiego è causato dai programmi su larga scala per aumentare la produzione di armi in Europa e negli Stati Uniti, anche se i primi risultati significativi di aumento della capacità produttiva si avvertiranno entro la fine dell’estate, in particolare, nella produzione di munizioni. Entro la metà di quest’anno, solo gli europei promettono di sparare un milione di proiettili al mese, ma occorrono un paio di mesi per accumulare riserve ed entro la fine del 2024 per preparare d forze armate ucraine a una nuova offensiva.

 

Ma anche qui non tutto è così semplice i continui discorsi su una tregua o su negoziati imminenti mettono in allerta i produttori di armamenti  americani ed europei che potrebbero porsi dei dubbi sui rilevanti investimenti che si accingono a fare. Se il conflitto termina dovranno solo da riempire i buchi determinati, soprattutto in Europa nelle forniture alla Nato, spese nel corso del conflitto sino ad oggi.

 

Oppure come già stanno facendo le grandi imprese degli armamenti Statunitensi, puntare su tecnologie di alto livello, rinnovare le flotte soprattutto sottomarine, puntare sui missili ipersonici, sui sistemi di intercettazione e intelligenza artificiale in vista degli altri punti caldi rappresentati da Medio ed Estremo Oriente. Per non parlare del nucleare di cui si intravedono già alcune nuove scelte strategiche.

 

Quindi, anche sotto questo profilo  Geopolitico e Geostrategico la “questione ucraina” rischia di divenire marginalee le più recenti dichiarazioni di esponenti Nato e di governi Europei soprattutto Baltici, Polacchi e Tedeschisul prossimo conflitto tutto europeo (e Mondiale?) con la Russia, hanno più un tono minatorio che realistico.

 

Perché alla fin fine la Russia ad oggi l’ombelico del mondo nel confronto con gli Stati Uniti come lo fu con la“guerra fredda”e non ha le forze per altre avventure espansive, mentre la Nato e soprattutto l’Europa non pesano più in modo decisivo sugli equilibri mondiali che si vanno rimodellando.

aggiornamento crisi russo-ucraina ore 10.56

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