Covid

Vaccinazioni anti-Covid, possibile quarta dose per tutti in autunno

Sembrava finita, ma la pandemia sembrerebbe destinata ad avere colpi di coda in autunno, quando potrebbe riaffacciarsi con virulenza il contagio costringendoci, probabilmente a ricorrere ad una quarta dose di vaccinazioni. già in questi giorni le somministrazioni sono ripartite per le persone che abbiano compiuto o superato gli 80 anni di età, per gli ospiti delle Rsa e per coloro che sono inseriti nelle categorie a rischio e abbiano un’età compresa tra i 60 e i 79 anni. La nota del Ministero della Salute precisa che “si raccomanda la somministrazione di una seconda dose di richiamo (quarta dose) con vaccino” anti-Covid “a mRna nei dosaggi autorizzati per la dose booster, purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno 120 giorni(4 mesi)” dall’ultima dose. Ad annunciare le nuove strategie di contrasto al virus sono stati il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Nicola Magrini e il direttore Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, in una conferenza stampa per fare il punto sulla prosecuzione della campagna vaccinale. Il timore degli esperti è che la campagna per la quarta dose, che per ora è solo raccomandata, sia poco partecipata. E mentre la pandemia da Covid in Italia registra nelle ultime settimane curve in discesa, sia pure mantenendo numeri ancora alti in termini di casi e decessi, si affilano le armi in vista del prossimo autunno, quando la minaccia del virus potrebbe ripresentarsi. L’ipotesi più accreditata è che in autunno ci sarà una quarta dose a partire dai 50 o 60 anni di età, utilizzando i nuovi vaccini adattati ‘anti-varianti’ attualmente allo studio e che dovrebbero arrivare alla valutazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) entro l’estate. Nei prossimi mesi, ha rilevato Magrini, “si potrebbe infatti verificare una riduzione dell’efficacia della copertura del vaccino, anche se dati ancora non pubblicati mostrano una tenuta proprio per questa fascia di età più anziana”. Rispetto alla popolazione generale, Locatelli ha precisato che gli studi attuali mostrano un vantaggio marginale per una ulteriore dose vaccinale. Studi israeliani, ha sottolineato Locatelli, “dimostrano che negli anziani la somministrazione di una seconda dose di richiamo dà un fattore di protezione 4 volte maggiore rispetto a chi ha ricevuto solo 3 dosi”. Su queste basi, la strategia più probabile è che si arrivi appunto ad allargare il secondo richiamo in autunno – utilizzando i nuovi vaccini adattati contro le varianti – ma ad oggi, ha precisato Magrini, “è ancora da decidere se vaccineremo tutta la popolazione o solo gli over 50 o over 60”. Dagli esperti arriva comunque un monito: la circolazione del virus e l’incidenza dei casi è ancora elevata nel nostro Paese, e l’Agenas rileva come l’occupazione dei reparti a livello nazionale sia risalita al 16%, sopra la soglia di allerta del 15%.

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