Esteri

Vaticano: Papa riceve arcivescova Canterbury, scandalo non lavorare per superare differenze

 

Un incontro storico con al centro il lavoro per l’unità dei cristiani. Un’azione che non si deve fermare, nonostante le distanze esistenti, soprattutto nel contesto di un mondo ferito dalle guerre. Papa Leone XIV, lunedì mattina, ha ricevuto in Vaticano l’arcivescova di Canterbury, Sarah Mullally (nella foto). Due discorsi, uno per parte, e un momento di preghiera comune nella Cappella di Urbano VIII. Prevost rivolgendosi all’arcivescova ha evidenziato che sarebbe “uno scandalo se non continuassimo a lavorare per superare le nostre differenze, per quanto possano sembrare irrisolvibili”. Insomma, una sfida da affrontare nonostante “negli ultimi decenni sono emersi nuovi problemi, rendendo più difficile discernere il percorso verso la piena comunione”. “Non dobbiamo permettere che queste continue sfide ci impediscano di sfruttare ogni possibile opportunità per proclamare insieme Cristo al mondo”, ha sottolineato il Papa anche perché le “divisioni tra i cristiani indeboliscono la nostra capacità di essere portatori efficaci di quella pace” di cui ha bisogno “il nostro mondo sofferente”. Da qui il monito: “Se il mondo vuole prendere a cuore la nostra predicazione, dobbiamo quindi essere costanti nelle nostre preghiere e nei nostri sforzi per rimuovere ogni ostacolo che ostacola la proclamazione del Vangelo”. Dal canto suo la primate della Chiesa anglicana ha detto: “Nel nostro mondo di oggi, siamo chiamati a vivere e predicare il Vangelo con rinnovata chiarezza. Di fronte a violenze disumane, profonde divisioni e rapidi cambiamenti sociali, dobbiamo continuare a raccontare una storia più speranzosa: che ogni vita umana ha un valore infinito perché siamo preziosi figli di Dio; che la famiglia umana è chiamata a vivere come sorelle e fratelli; che dobbiamo quindi lavorare insieme per il bene comune – costruendo sempre ponti, mai muri”. Poi la rassicurazione per il futuro: “Rimarrò unito a voi nella preghiera: preghiera per la pace nel nostro mondo; preghiera per la giustizia; e preghiera affinché ogni persona possa scoprire la pienezza della vita che Dio offre. Siamo uniti nella preghiera perché preghiamo il Padre, attraverso Gesù Cristo nostro Signore”.

Antonio Modaffari (LaPresse)

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