di Giuliano Longo
Sia la Germania che gli Stati Uniti hanno pubblicato numerose rivelazioni sulla distruzione del gasdotto Nordstream confermando la responsabilità degli ucraini.
L’ultima notizia è del Wall Street Journalil quale vorrebbe farci credere che il piano per far saltare l’oleodotto sia stato inizialmente approvato da Vladimir Zelenskye portato a termine dall’ex capo delle Forze armate ucraine, Valery Zaluzhny.
La pianificazione sarebbe il parto di gruppo eterogeneo di ufficiali dell’esercito e manager civili, allora per lo più in preda all’alcol, tanto Zelensky ha cercato di annullare l’attacco su avvertimento degli Stati Uniti, ma l’ex attore affermò di non essere più in grado di fermare l’operazione.
La notizia è anche collegata alle indagini dei procuratori tedeschi che hanno tentato di incriminare un membro dell’equipaggio , un istruttore subacqueo ucraino (senza rivelare il suo cognome) che presumibilmente viveva in Polonia con la sua famiglia, ma è scomparso e Berlino accusa i polacchi di ostruzione alle indagini sul caso .
Quasi tutta la storia pubblicata dal Wall Street Journal mette a dura prova la propria credibilità. Ad esempio, c’è un’affermazione secondo cui gli investigatori tedeschi hanno controllato lo yacht registrato in Germania, chiamato Andromeda,e affermano di aver scoperto DNA, impronte digitali e tracce di esplosivi. Non viene però spiegato chi sia associato al DNA e alle impronte digitali emerse, né il tipo di “tracce” di esplosivo che si sostiene siano state trovate.
Il Journal si limita ad affermare che si tratta di una indagine della polizia durata due anni. In un periodo così lungo, l’Andromeda è stato senza dubbio affittato a molti altri. La prima domanda che allora si pone è se ci sono differenze tra le impronte digitali ucraine e quelle di altri.
Una delle affermazioni più curiose è che l’Andromeda sarebbe attraccata nella piccola città portuale di Sandhamn, circa 50 km a est di Stoccolma, in Svezia, apparentemente a causa del maltempo. Il Journal riporta che testimoni oculari (non identificati) affermano che lo Yatch ha esposto una “piccola bandiera ucraina”che tuttavia potrebbe solo segnalare impropriamete la nazionalità degli attuali affittuar, beati loro! .
La vera domanda da porsi è: perché un giornale rispettato come il Journal dovrebbe pubblica una storia che non può essere verificata? Una storia che oggettivamente mina la credibilità sia di Zelensky e del generale Zaluzhny se non altro per l’enorme, sia pur temporaneo, danno causato all’economia e ai cittadini europei.
Il generale è ora ambasciatore dell’Ucraina nel Regno Unito, ma al momento dell’incidente dell’oleodotto era Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine e a suo tempo venne indicato come il sostituto più credibile di Zelensky. Duro quanto il suo presidente sulla Russia, ora potrebbe non essere il candidato preferito alla sostituzione dall’Occidente.Quindi l’articolo del Journal potrebbe indicare l’intenzione di Washington di far fuori tutti e due, Presidente e Generale.
È interessante notare che l’articolo afferma che le autorità tedesche non hanno prove tali da poter portare in tribunale il Generale che ha già negato qualsiasi coinvolgimentonell’attentato, così come il suo presidente che invece avrebbe dovuto farsene un vanto, mentre i suoi militari muoiono al fronte e azzannano l’orso Russo a 30 chilometri oltre il suo confine.
Il celebre analista, commentatoree girnalista americano Seymour Hersh ,sostiene invece da tempo che il gasdotto è stato distrutto in un’operazione condotta dagli Stati Uniti, forse con l’aiuto di altri. Hersh ha fornito una descrizione dettagliata di come si è svolta l’operazione, indicando anche la responsabilità di Joe Biden e dell’ex sottosegretario di Stato ad interim Victoria Nuland, che hanno apertamente spinto per la distruzione dell’oleodotto, indipendentemente da chi l’avrebbe eseguita.
Lo stesso vale per il governo tedesco che ha sostenuto le smentite degli Stati Uniti sul coinvolgimento nell’affaire, cercando di far cadere la responsabilità esclusivament su Kiev, contrariamente a molte narrazioni precedenti.
Questa nebbia mediatica su un evento di tre anni fa si sta infittendo, mentre la guerra in Ucraina è probabilmente nelle sue ultime fasi.
Anche l’operazione Kurskda parte dell’Ucraina è apertamente mirata a preparare il terreno per i colloqui di pace con la Russia. È chiaro che Zelensky (che è allineato con gli elementi più nazionalisti e di destra nell’esercito) è l’interlocutore sbagliato,e probabilmente non è accettabile per i russi. Se se ne andrà presto, ci si può aspettare un sostituto più malleabile che prenda il suo posto al tavolo delle trattative.
Nel frattempo Zelensky ha un grosso problema con Washington che va oltre la sua inflessibilità. Il Washington Post ha riportato nella sua edizione del 17 agosto chel’attacco al Kursk ha fatto deragliare i negoziati segreti e sensibili ospitati in Qatar, volti a un cessate il fuoco parziale incentrato sull’infrastruttura energetica di Ucraina e Russia. Se si raggiungesse un accordo, si aprirebbe la porta ai negoziati di pace.
Gli ucraini, guidati da Zelensky e il generale Syrsky, hanno invece minato l’accordo in quattro modi:con l’invasione di Kursk, che spingerà i russi a punire ulteriormente l’Ucraina, come verificheremo nel prossimo futuro ;
il tentativo dell’Ucraina di spingere le sue forze ad attaccare la centrale nucleare di Kursk (un obiettivo che non sono riusciti a raggiungere);
l’uso di armi a lungo raggio contro nonostante l’ambigua opposizione degli Stati Uniti e l’attacco dei droni alla centrale nucleare di Zaphorize (ZNPP)che ha distrutto una delle due torri di raffreddamento.
Inoltre, ci sono segnalazioni secondo cui l’Ucraina intende lanciare una grande operazione militare contro la ZNPP e si sta preparando a portarla a termine presto, mentre altre segnalazioni, finora non confermate ma apparse sul canale Telegram, affermano Kiev sta preparando una “bomba sporca” da usare sul territorio russo.
Se tutte le notizie sopra riportate sono attendibili, e alcune di esse lo sono sicuramente, Zelensky sta diventando scomodo non solo per la Russia, ma anche per gli Stati Uniti che avrebbero a che fare un attore ribelle.
Dal Cremlino si afferma invece che l’attore non è affatto ribelle ma sapientemente pilotato dagli Stati Uniti e dalla Natoche sta saggiando i punti deboli della difesa Russain vista di un futuro coflitto, questa volta diretto e non su commissione, sino”all’ultimo ucraino”.
Quanto alle trattive segrete non è certo una novità che si stiano svolgendo sottotraccia e dall’inizio del conflitto a livello di intelligence, di strategie militari ecc., ma Zelnsky per ora rimane un attore secondario anche se aggressivo per necessità, come chiunque con l’acqua alla gola.
Scorrendo invece la stampa russa dopo la mini invasione ucraina a Kursk non mancano gli appelli alla difesa del sacro suolo russo e spuntano anche critiche a quella che viene considerata una gestione troppo cauta del conflitto invocando al ritorno dei 3 milioni e passa soldati di cui disponeva l’Armata Rossa ai tempi dell’Unione Sovietica.
La Posizione di Putinappare invece molto equilibrata e cauta, forse nella materiale impossibilità di affrontare un conflitto a lungo termine con l’Occidente,ma più probabilmente perchè sta verificando una via onorevole alla uscita dalla iniziale Operazione Militare Speciale, che si è rivelata un sostanziale fallimento.
In ogni caso appare sempre più evidente che il destino politico di Zelensky, come quello di Netaniahu in Israele, è sempre più legato alla prosecuzione del conflitto ad ogni costo. L’attore ha quindi il tempo di esibirsi ulteriormente sul proscenio del suo spettacolo che potrebbe essere l’ultimo della sua brillante carriera.
