Primo piano

Zelensky e Netanyahu, auguri al neo Presidente con pensieri diversi

 

In attesa della proclamazione ufficiale tutti i leader mondiali si stanno congratulando con Donald Trump. Non ultimo Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino scrive su Twitter di “impressionante vittoria elettorale”. “Ricordo il nostro bell’incontro con il presidente Trump a settembre, quando abbiamo parlato nei dettagli del partenariato strategico tra Ucraina e Stati Uniti, del piano per la vittoria e dei modi per porre fine all’aggressione russa contro l’Ucraina. Apprezzo l’impegno del presidente Trump per l’approccio ‘pace attraverso la forza’ negli affari globali. Questo è esattamente il principio che può nei fatti avvicinare la pace giusta in Ucraina. Spero lo metteremo in pratica insieme”. Poi Israele e il suo leader. Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, si è congratulato con Trump per il “più grande ritorno della storia”.   La vittoria di Trump segna “una forte ripresa della grande alleanza” con Israele, afferma il premier israeliano. Dal Likud, il partito del premier israeliano Benjamin Netanyahu, arrivano prime dichiarazioni con le congratulazioni per Donald Trump, eletto presidente degli Stati Uniti secondo la proiezione di Fox News. “Bentornato Mr. President!!”, scrive su X in inglese il ministro dell’Istruzione Yoav Kisch con le bandiere di Stati Uniti e Israele. “Congratulazioni al presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump – gli fa eco il ministro della Cultura Miki Zohar – Guardiamo già ai prossimi quattro anni”.

“Netanyahu ha licenziato il ministro della Difesa Yoav Gallant e qui credo conti soprattutto il tempismo: la notte elettorale negli Stati Uniti. Il primo ministro ha giustamente dato per scontato che avrebbe ricevuto meno attenzione e resistenza a livello globale in un momento in cui tutti guardano agli Stati Uniti”. Ne è convinto Heggai Matar, direttore di +972 Magazine. Con l’agenzia Dire il reporter commenta la decisione del premier, presa nel tardo pomeriggio di ieri, di licenziare il suo ministro della Difesa. Gallant si è distinto in questi mesi di offensiva sulla Striscia di Gaza e il Libano per aver esortato al ritiro delle truppe. Negli ultimi giorni, Gallant ha anche fatto eco a quegli alti ufficiali dell’esercito secondo cui il movimento palestinese Hamas è stato sconfitto e sarebbe ormai possibile riportare a casa i soldati israeliani. “La notte scorsa”, riferisce Matar, “ci sono state proteste in diverse città israeliane, tra cui Tel Aviv”. I media locali riferiscono anche di disordini a Gerusalemme, sotto la residenza di Netanyahu, ormai soggetto da mesi a critiche da parte delle associazioni dei familiari degli ostaggi e di quella componente della popolazione israeliana che invoca il cessate il fuoco.

aggiornamento la vittoria di Trump ore 14.01

Related posts

Pazienti oncologici, un certificato per accedere più rapidamente a valutazioni e accertamenti. Intesa tra Inps e Agenas

Redazione Ore 12

Lo sconforto di Guterres (Onu): “La maggior parte degli aiuti per Gaza viene saccheggiata”

Redazione Ore 12

Israele-Hamas, timidi passi avanti nella trattativa per la tregua

Redazione Ore 12