di Fabrizio Pezzani
La elezione di Zohran Mamdani (nella foto) nato in Uganda e musulmano a sindaco di New York con una chiara maggioranza segna, a suo modo, una svolta nella storia non tanto per la sua nascita e religione quanto per il messaggio sociale di cui si è fatto portatore.
La sua candidatura ha trovato una forte opposizione nella parte della città più ricca e nei suoi oligarchi che è riuscito a sconfiggere come Bloomberg e gli altri con le armi di una elevata disponibilità finanziaria e grazie ai mezzi di comunicazione controllati non sono riusciti ad avere la meglio.
La posizione di Mandani va vista e letta nelle caratteristiche dell’attuale società americana e di quella di New York in particolare fortemente disuguale e piena di contraddizioni nella ripartizione della ricchezza e nel rispetto del suo motto: “E pluribus unum “completamente dimenticato e devastato.
La vittoria di Mandani mette un sigillo alla fine del modello socioculturale del neoliberismo cavalcato fino allo sfinimento su una finanza che ha strozzato la classe media che è il lievito di tutte le società nella storia millenaria dell’uomo depredando il senso del bene comune con il perseguimento di quello individuale a costo di realizzare sistematicamente comportamenti illeciti dimenticando il senso di una corretta morale sociale.
(*) Economista, Professore emerito Università Bocconi
