“Mi ha detto ‘lo shock è ancora troppo grande. Ho bisogno di coraggio, di pazienza e di tempo per recuperare. Ma il prossimo 25 aprile sarò di nuovo con voi con il fazzoletto dell’Anpi'”. Così Marina Pierlorenzi, presidente dell’Anpi di Roma, che racconta l’incontro con Rossana Gabrieli che, assieme al marito Nicola Fasciano, è stata colpita con una pistola softair durante il corteo per la Festa della Liberazione. Pierlorenzi lo racconta al presidio di solidarietà che Anpi ha organizzato assieme a Cgil, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, convocato sul luogo dell’accaduto – il Parco Schuster di Roma – dopo la notizia del fermo da parte della polizia del presunto responsabile, un 21enne della comunità ebraica romana. “Ha ripetuto più volte” prosegue Pierlorenzi, “che quando ha visto la pistola ha pensato ‘adesso muoio’. È chiaro che shock è notevole”.
Vorrei parlare con questo ragazzo per capire gesto
“Se voglio dire qualcosa a questo ragazzo? Lo vorrei incontrare. Vorrei parlarci e capire. Vado spesso nelle scuole a parlare ai ragazzi e molti non conoscono che situazione l’Italia abbia passato durante il fascismo e la guerra. E spesso mi sono trovata a parlare con ragazzi che non la pensano come me o che ignorano”. Sono sempre parole della presidente dell’Associazione nazionale partigiani italiani di Roma, Marina Pierlorenzi, sul giovane di 21 anni fermato dalla polizia per i colpi di pistola a pallini su una coppia di manifestanti dell’Anpi al corteo del 25 aprile. E quindi parlare con questo ragazzo” prosegue Pierlorenzi, “e capire cosa passa per il cervello di un giovane per arrivare a un gesto così vigliacco e così brutto e violento”.
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