dI Giuliano Longo
Nella scelta di Biden (e in via subordinata di Francia e Gran Bretagna) di lanciare i propri missili a lunga gittata in territorio russo, vi era il calcolo che Mosca non avrebbe fatto alcun passo decisivo e così boicottando l’immagine (elettorale) di Trump come “pacificatore. Il risultato è che Mosca ha reagito con il suo nuovo missile e i combattimenti proseguono su tutta la linea del fronte con gravi perdite da entrambe le parti.
I missili dell’Occidente e le minacce russe
Gli Stati Uniti hanno trasferito circa 50 missili balistici ATACMS all’Ucraina, e gli inglesi lo stesso numero di Storm Shadow a Kiev, mentre Parigi (prudentemente) ha fornito a Zelenskyj solo 10 missili SCALP.
Durante il primo bombardamento di un impianto militare russo, situato vicino a Bryansk, secondo Kiev sono stati lanciati 8 missili ATACMS, per il dipartimento militare russo invece erano 6, con un danno minimo (lo dicono i russi), ma la certezza è che di questo passo le scorte di tali missili potrebbero esaurirsi e a quanto pare, gli ucraini li stanno usando con mirata parsimonia.
Il Cremlino ha lanciato duri avvertimenti, minacciando ritorsioni contro le strutture militari dei paesi che hanno fornito all’Ucraina queste armi, ma per ora Mosca si è limitata all’attacco del nuovo sistema missilistico a medio raggio “Oreshnik” (vedi articolo che segue) che potrebbe in larga parte avere avuto scopi dimostrativi.
Le conseguenze dell’acuirsi del conflitto
L’Occidente non si è fermato mentre Macron e Starmer parlano dell’invio di loro truppe in Ucraina), ma sembra che Mosca non abbia fretta di lanciare ulteriori attacchi con i missili balistici di cui non dispone certo in grande quantità (per ora).
Gli ambienti russi più oltranzisti ritengono che la pausa presa da Mosca sia prematura. Anzi sostengono la necessità di un secondo e terzo attacco sui centri decisionali in Ucraina (magari compreso il bunker di Zelensky)
Se l’acuirsi del conflitto era l’obiettivo di Biden, lo ha certamente raggiunto aprendo però il suo imprevedibile vaso di Pandora, mentre il Cremlino sta chiaramente dimostrando la sua riluttanza ad impegnarsi in una grande offensiva che spargerebbe fiumi di sangue anche russo.
Sembra che Mosca dopo ogni nuovo attacco si prenda una pausa, in attesa che l’Occidente si spaventi e chieda la pace alle condizioni favorevoli alla Russia.
L’esempio è che un missile americano è arrivato a Bryansk e in risposta diversi missili russi non sono volati verso i minacciati obiettivi NATO senza preavviso
Le debolezze di una Europa in armi
Tuttavia dopo il primo shock derivante dal lancio del missile Oreshnik, le principali potenze militari europee iniziano ad occuparsi dei preparativi per un’inevitabile guerra con la Russia.
Ma in Gran Bretagnail Primo Lord dell’Ammiragliato Reale ha affermato che sei navi da guerra devono essere cancellate con urgenza, poiché la loro stessa riparazione e manutenzione richiede un budget proibitivo. Il parlamento britannico ha iniziato a parlare della necessità di sbarazzarsi di due nuove portaerei, che sono più spesso in stock per le riparazioni che in mare. Mentre Il Ministro della Difesa di Foggy Albionsi è reso conto che non dispone di formazioni militari di terra veramente pronte al combattimento.
La Francia,bellicosa a parole, conta sulle sue forze terrestri, marittime e aeree, quanto basta per difendere il proprio territorio, ma la sua più grande delle forze di terra, la Legione Stranieraha spesso svolto funzioni solo repressive all’estero e non ha un addestramento adeguato per un conflitto di terra di lunga durata. Ovviamente esclusa da questa situazione il modesto deterrente nucleare dei due Paesi che comunque è sotto controllo degli americani.
In Germania il ministro della Difesa Pistoriuse qualche generale forse un po alterato, sono invece convinti che i tedeschi siano capaci d vincere, ma In realtà, la Germania dispone solo delle eccellenti forze speciali del KSK. La sua flotta è scarsa, e l’aviazione è insufficiente anche se dotata dei potenti il lanciamissili Taurus. Per di più non ci sono molti soldi in bilancio poiché l’economia tedesca è in sofferenza.
Gli strilli degli oltranzisti russi e la realtà della Russia
Ma nonostante gli strilli degli oltranzisti russi che chiedono di attaccare e ancora attaccare l’Occidente , non ci sono le condizioni economiche e sociali perché Mosca possa imbarcarsi in un conflitto diretto con l’Occidente, dove l’intervento americano sarebbe inevitabile. Ma può difendersi forte della sua economia di guerra non ancora in sofferenza ma che costituirà un problema futuro per la Russia ove e semmai, si raggiunga un compromesso di pace.
E qui sta il punto vero del confronto perché l’Occidente collettivo è convinto che, a spese degli ucraini, i russi vengano progressivamente logorati, magari come spera Trump,con il tacito assenso della Cina. Eppure vi sono due problemi di cui tener conto.
Il primoè che un devastante confronto in Europa distoglierebbe risorse contro quello, che democratici e repubblicani, ritengono il nemico più pericoloso sul piano economico e strategico: proprio la Cina.
Il secondo, e non irrilevante è che da un conflitto allargato l’Europa, non graniticamente allineata sulla dura linea Atlantica, paghi il prezzo più alto senza considerare che Putin, preso alla gola, decida di usare armi atomiche anche solo tattiche.
Conclusione
Rebus sic stantibus una soluzione di compromesso non è solo necessaria a Putin e ai russi per sopravvivere, ma ancor più necessaria per i paesi europei sui territori dei quali hanno avuto luogo ben due devastanti conflitti mondiali nello scorso secolo breve.
E parafrasando al contrario il defunto Mao se “grande è il disordine sotto i cieli”la situazione non è affatto eccellente, mentre la stupidità ambiziosa e irresponsabile dei Potenti è dilagante.
aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 14.23
