Esteri

  Romania, il putiniano Georgescu escluso dalle elezioni presidenziali. Scontri a Bucarest

 

Il candidato di estrema destra filo-russo Calin Georgescu non potrà ricandidarsi alle elezioni presidenziali di maggio, in Romania. Lo ha deciso l’autorità elettorale centrale, con un atto che potrà ancora essere ribaltato dalla corte costituzionale. Georgescu è sotto inchiesta penale per sei capi d’imputazione, tra cui appartenenza a un’organizzazione fascista e comunicazione di false informazioni sul finanziamento della campagna elettorale. Negato ogni illecito.

Decine di sostenitori di Georgescu si sono radunati fuori dall’ufficio elettorale gridando “Libertà” e hanno tentato di forzare il cordone di sicurezza.

La corte suprema rumena aveva annullato il voto due giorni prima del secondo turno, a dicembre, sostenendo ci fossero delle ingerenze russa a favore di Georgescu, negate da Mosca.

Alcuni esponenti dell’amministrazione Trump hanno definito l’annullamento delle elezioni in Romania un esempio della repressione della libertà di parola e degli oppositori politici da parte dei governi europei.

In Italia il primo a “reagire” è stato il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha definito la decisione “un euro-golpe in stile sovietico. Prima annullano – a urne aperte – le elezioni che stava vincendo, poi lo arrestano, poi addirittura lo escludono dalle elezioni per paura che vinca. Altro che ‘riarmare l’Europa’, qui bisogna rifondarla per difendere la democrazia. La Lega è vicina ai tanti cittadini rumeni che, in patria e in Italia, sono derubati del loro diritto di voto da un furto di democrazia gravissimo”.

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