Alla vigilia dei colloqui di pace, Ucraina e Russia hanno intensificato drasticamente la guerra con una delle più grandi battaglie di droni del loro conflitto, un ponte autostradale russo fatto saltare sopra un treno passeggeri e un ambizioso attacco contro bombardieri con capacità nucleare nel profondo della Siberia..
Come riportato anche dall’agenzia di stampa governativa TASS, almeno sette persone sono morte e 69 sono rimaste ferite quando un ponte autostradale nella regione russa di Bryansk, al confine con l’Ucraina, è esploso sabato scorso sopra un treno passeggeri diretto a Mosca con 388 persone a bordo. Il comitato investigativo russo ha confermato che entrambi i ponti crollati nelle regioni di Kursk e Bryansk sono stati fatti saltare in aria a seguito di un sabotaggio.
Kiev non ha commentato l’esplosione di due ponti nelle regioni di confine della Russia, ma la Direzione Centrale di Intelligence del Ministero della Difesa, afferma sul suo sito web che le forze ucraine avrebbero fatto esplodere un treno nei pressi di Melitopol la notte del 31 maggio.
Si sostiene che, a seguito dell’esplosione dei binari, un treno con a bordo cisterne sia deragliato nella zona di Akimovka, ma regna il silenzio più assoluto sulle esplosioni del ponte, probabilmente nel timore delle prossime rappresaglie di Mosca.
Eclatante invece l’attacco ucraino di domenica a bombardieri russi a lungo raggio con capacità su una base militare nel profondo della Siberia, come ha ufficializzato l’intelligence ucraina. Si tratta del primo attacco del genere finora effettuato a più di 4.300 km di distanza dalla linea di combattimento.
Un funzionario dei Servizi ucraini ha affermato che l’ operazione prevedeva di nascondere i droni carichi di esplosivo nei tetti di capannoni di legno e di caricarli su camion condotti fino al perimetro delle basi aeree.
Secondo quanto riferiscono i media ucraini in totale sono stati colpiti 41 aerei da guerra russi, ma la notizia non è stta confermata da Mosca.
L’Ucraina non avrebbe informato in anticipo l’amministrazione Trump dell’attacco, ha dichiarato il giornalista di Axios Barak Ravid su X, notizia successivamente confermata dalla Casa Bianca, ma a Mosca si ritiene che senza dati satellitari aggiornati che vengono forniti solo dai Paesi NATO, un simile attacco non sarebbe stato possibile.
Il Ministero della Difesa russo ha ammesso sull’app di messaggistica Telegram ha confermato che ieri l’Ucraina ha lanciato attacchi con droni contro gli aeroporti militari russi in cinque regioni. Ma ha affermato anche di aver respinto tutti gli attacchi in tutte le regioni tranne due: a Murmansk nell’estremo nord e Irkutsk in Siberia, dove “il lancio di droni FPV da un’area nelle immediate vicinanze degli aeroporti ha causato l’incendio di diversi velivoli”.
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Una dimostrazione di efficienza militare destinata agli alleati e al titubante Trump per esibire, anche mediaticamente la capacità delle forze ucraine di colpire il territorio russo in profondità, capacità che verrà implementata dalla recente decisione degli europei di autorizzare Kiev a missili a lunga gittata per colpire obiettivi russi
La Russia invece ha lanciato 472 droni contro l’Ucraina durante la notte di domenica, lo ha dichiarato l’aeronautica militare ucraina, il numero più alto di droni lanciati in una sola notte finora. La Russia ha anche lanciato sette missili, conferma l’aeronautica di Kiev.
Lo Stato Maggiore russo conferma invece l’avanzata nella regione di Sumy, in Ucraina, e le mappe open source filo-ucraine hanno mostrato che la Russia ha conquistato a maggio 450 chilometri quadrati di territorio ucraino, una avanzata sempre più rapida rispetto ai mesi scorsi.
In particolare l’attentato al treno e il relativo disastro ferroviario dimostrano che da tempo i Servizi ucraini stanno preparando quelli che da Mosca definisce attacchi terroristici in territorio russo, dei quali esistono già numerosi precedenti soprattutto su linee ferroviarie e impianti petroliferi.
La delegazione ucraina ai negoziati di Istanbul è invece nuovamente guidata dal ministro della Difesa Rustem Umerov,e Kiev insisterà nuovamente per un cessate il fuoco di 30 giorni proponendo un nuovo scambio di prigionieri, questa volta “tutti per tutti”. Lo riporta Reuters, citando fonti ucraine.
Secondo l’agenzia britannica Zelensky si è nuovamente consultato con i suoi sponsor europei, dopodiché ha annunciato i piani della delegazione ucraina per il secondo round di negoziati.
Le stesse fonti riportano che Zelensky propone di prendere l’attuale linea del fronte come punto di partenza per proseguire i negoziati sui territori, ma solo dopo la fine dei combattimenti.
Inoltre Kiev ha incluso nelle sue proposte l’assenza di restrizioni agli aiuti militari all’Ucraina da parte dell’Occidente dopo la conclusione della pace e l’assenza di riconoscimento internazionale della sovranità russa sulle nuove regioni Crimea inclusa e il pagamento di riparazioni di guerra all’Ucraina.
Condizioni fondamentalmente in contrasto con le proposte espresse in precedenza dalla Russia che non accetterà. E’ molto probabile che le parti si scambino dei memorandum e che ciò segni la fine delle negoziazioni.
GiElle
