“Gaza viene completamente cancellata. Sta diventando una terra desolata e appare sempre più inadatta alla vita umana”, ha scritto oggi l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) su X. “I bambini muoiono di fame. Le famiglie vengono sfollate con la forza. La gente è terrorizzata”, ha continuato. “Con l’operazione militare israeliana su larga scala in corso, la volontà politica e il processo decisionale sono più necessari che mai”, ha aggiunto.
Intanto si intensificano le operazioni delle forze israeliane. L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito una torre a Gaza City, che l’esercito afferma essere stato utilizzato dai “terroristi di Hamas che vi avevano installato strutture di raccolta di informazioni e posti di osservazione per monitorare la posizione delle truppe israeliane nella zona”. Il portavoce di lingua araba dell’esercito aveva precedentemente ordinato ai residenti di evacuare “in particolare la torre al Kaouthar e le tende vicine” a Gaza City. Successivamente L’Idf ha emesso un avviso di evacuazione per i palestinesi residenti nelle vicinanze di un altro edificio a Gaza City in vista di un attacco aereo. “L’Idf colpirà presto l’edificio a causa della presenza di infrastrutture terroristiche di Hamas al suo interno o nelle vicinanze”, ha dichiarato il portavoce in lingua araba, Avichay Adraee. I civili in tutte le aree di Gaza City hanno ricevuto l’ordine di evacuare verso la “zona umanitaria” designata da Israele nel sud della Striscia. Un terzo ordine di evacuazione ha nuovamente ordinato ai residenti del quartiere di Rimal di Gaza City “evacuare immediatamente” una torre prima che venga attaccata dall’esercito israeliano e di dirigersi verso sud.
Sessantotto morti e 346 feriti sono stati trasferiti negli ospedali della Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, secondo il bilancio giornaliero del ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, portando il totale a 64.871 morti e 164.610 feriti dall’ottobre 2023. Tra le vittime, 10 sono rimaste uccise e otto ferite in attesa di aiuti umanitari. Due persone sono morte di fame e malnutrizione,
ha dichiarato il ministero, aggiungendo che 422 persone, tra cui 145 bambini, sono morte finora a causa delle privazioni.
Trump avverte Netanyahu: “Il Qatar è nostro grande alleato, Bibi stia attento”
A Doha va in scena l’ennesimo summit “straordinario” del mondo arabo-islamico, convocato in fretta e furia dopo il raid israeliano che ha colpito i negoziatori di Hamas in Qatar. Il Qatar alza la voce, chiede sanzioni contro Israele per “crimini” e per aver sabotato i colloqui, mentre gli altri leader arabi si compattano: l’Egitto manda i caccia a sorvegliare il vertice, la Turchia si accoda al coro. Sul fronte opposto, Netanyahu posa con il segretario di Stato Usa Marco Rubio al Muro del Pianto. Una foto di routine, se non fosse per l’avvertimento arrivato da Donald Trump, sempre abile nel mescolare minacce e complimenti: “Il Qatar è nostro grande alleato, Bibi stia attento”.
E infatti, secondo le solite “indiscrezioni”, centinaia di tank sarebbero già pronti a entrare a Gaza. Intanto Trump, davanti ai cronisti, recita la sua solita liturgia: Qatar “meraviglioso”, l’emiro “persona straordinaria”, problema semmai di pubbliche relazioni – “nessuno li capisce”. Poi la stoccata: Israele e gli altri “devono stare molto, molto attenti”.
