“Il rischio principale è che incidenti tattici possano degenerare in un’escalation più ampia. Per questo la presenza di Unifil continua a rappresentare un elemento importante di stabilità e di collegamento tra le parti in piena sicurezza”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera il generale di divisione Diodato Abagnara, capo missione e dal giugno scorso comandante della forza dell’Unifil in Libano. La situazione è “estremamente delicata e in continua evoluzione”. Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un’intensificazione delle attività militari, con incursioni aeree israeliane, scambi di fuoco da ambo le parti e operazioni mirate in diverse aree del territorio meridionale”. Molte famiglie libanesi “sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni in tempi rapidi, con pochi effetti personali e grande incertezza sul futuro”. “In alcuni casi abbiamo contribuito a facilitare movimenti sicuri della popolazione e distribuzione di beni essenziali”, afferma. “Il coordinamento con le Lebanese Armed Forces è quotidiano e molto stretto. E manteniamo canali di comunicazione operativi anche con le Israel Defense Forces per prevenire incidenti e gestire eventuali situazioni critiche. Così si riduce il rischio di incomprensioni o escalation non intenzionali”, sottolinea.
