Sorelle prelevate di notte e subito portate a Formia
“Con le unità cinofile si sono seguite le tracce molecolari delle ragazze che sono scomparse nella piazza del paese”. Lo ha dichiarato il procuratore capo Luciano D’Angelo, che si è occupato del ritrovamento delle sorelline di 12 e 16 anni. Le ragazze sarebbero state prelevate in un punto non attenzionato dalle telecamere, la notte tra il 6 e 7 giugno e portate direttamente nell’appartamento di Formia (Latina). La signora 80enne che le ha ospitate a Formia (Latina) è indagata, ma non è in stato di fermo. “Ieri ha fatto una videochiamata con le figlie – ha spiegato il procuratore riferendosi alla madre delle adolescenti – e poi ha pianto per le figlie temendo che fossero morte”. La madre è tra le 3 persone sottoposte a fermo di polizia con l’accusa di sequestro di persona assieme al compagno e al padre, nonno delle giovani. “Avevamo già da tempo attenzionato il posto” in cui a Formia poi sono risultate presenti le ragazze, ha spiegato il magistrato.
Prelevate da nonno e compagno della madre
“Le bambine vogliono anche stare con la mamma. Le bambine sono state prelevate dal padre della madre e il compagno della madre. Sono state portate nella casa a Formia, dove la madre si era già recata annunciando l’arrivo delle bambine portando materiale e prodotti per celiaci”. Lo ha dichiarato il procuratore capo Luciano D’Angelo, che si è occupato del ritrovamento delle sorelline Sarah e Alisya, di 12 e 16 anni. La signora 80enne che le ha ospitate a Formia(Latina) è indagata, ma non è in stato di fermo.
Non volevano seguire carabinieri
Nuovi dettagli emergono sul ritrovamento di Alisya e Sara, le due sorelle di 12 e 16 anni originarie di Minturno (Latina), allontanatesi da una casa-famiglia di Civitella Alfedena (L’Aquila) nella notte tra il 6 e 7 giugno. Quando i carabinieri sono arrivati nell’appartamento in cui si trovavano le due minori, a Formia (Latina), la situazione emersa è apparsa fin da subito particolare. Secondo alcune indiscrezioni, sembra infatti che le ragazze non fossero affatto felici di dover lasciare quell’appartamento, soprattutto la più grande non è stata particolarmente felice di andare via.
Sorelline frutto di amore genitoriale malato
“Non stiamo per festeggiare e magnificare degli arresti, delle catture, ma siamo per festeggiare la liberazione di due ragazze che per un periodo di tempo abbiamo temuto anche di non poter rivedere mai più”. Lo ha spiegato sempre Luciano D’Angelo. In merito alle indagini ha aggiunto: “Ieri abbiamo trovato le ragazze, stanotte abbiamo iniziato la prima fase lunga di un procedimento, abbiamo emesso un decreto di fermo e adesso dovrà essere sottoposto al vaglio indispensabile del giudice perché le persone che abbiamo fermato sono delle persone per le quali continua a vigere la presunzione di non colpevolezza e così vorrei che fosse trattato”.
L’accusa per le 3 persone fermate è di sequestro di persona, in relazione all’allontanamento delle ragazze, rintracciate ieri sera a Formia (Latina) in un appartamento di un’anziana indagata. I provvedimenti hanno riguardato la madre delle giovani, Valentina Dacunto, il compagno della donna, Vincenzo Esposito e il padre della Dacunto, Marco Dacunto.
Il capo della procura ha poi lanciato un appello ai media: “Vorrei che d’ora in avanti su questa vicenda vi disinteressaste delle ragazze. Non mi ha fatto molto piacere vedere le immagini fugaci nelle quali le ragazzine erano costrette a uscire sotto al braccio di carabinieri che cercavano di preservarle per quanto possibile”. Secondo il magistrato, si tratta di “una vicenda che non ha nulla a che vedere con la criminalità, ma ha solo e soltanto come punto di riferimento un amore genitoriale malato. E quando parlo di genitoriale malato mi riferisco al fatto che quelle bambine hanno due genitori, non un solo genitore, la mamma dipinta e dipingibile come il mostro”. “Sono due genitori che hanno rinunciato al primo dovere di ognuno di noi che ha la fortuna e l’onere di diventare genitore: essere portatori di un amore disinteressato, essere mettere al primo posto l’interesse dei minori”, ha concluso il procuratore, sottolineando che “queste ragazzine da quando avevano sei e tre anni non hanno mai avuto alcuno che si occupasse di loro”.
Destino sorelline nelle mani giudici Cassino
“L’unica Procura che ha investigato è quella di Sulmona”. Lo ha confermato il procuratore capo Luciano D’Angelo. “Il destino delle ragazze è nelle mani dei giudici di Cassino. Il sindaco di Minturno resta il tutore”. Il padre delle adolescenti ha riottenuto la potestà genitoriale, ma le ragazze sono, al momento, in un luogo protetto e stanno bene. Un particolare, la più piccolina non mette più gli occhiali, ha fatto sapere il magistrato.
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