Esteri

A che punto è la difesa dell’Europa? Lo rivela uno studio inquietante

 

Il German Kiel Instituteha pubblicato un rapporto inquietante, ma accurato, sulla difesa tedesca ed europea.  La conclusione è che, nonostante tutti i proclami di guerra la NATO (inclusi gli Stati Uniti) non è pronta a un conflitto con la Russia. E suggerisce anche che il prezzo delle attrezzature di difesa arricchisce le aziende di difesa, ma non aiuta la causa generale della sicurezza.

Il rapporto del Kiel Institute

Il Kiel Institute è stato fondato nel 1914 ed è considerato il principale e influente think tank tedesco. A settembre l’istituto ha pubblicato uno studio intitolato“Fit for war in decades: Europe’s and Germany’s slow rearmament vis a vis Russia”.Una analisi che sottolinea quanto la Germania e gli altri paesi europei siano impreparati nel caso di un attacco russo.

Ma racconta anche la triste storia su quanto sia costosa e insufficiente la produzione di difesa europea, in particolare tedesca.  Fra gli esempi citati per costi esorbitanti il veicolo d’assalto tedesco aereotrasportabile Caracal;  le munizioni da 30 mm per il Puma tedesco, e le costosissime cuffie tattiche.

La conclusione è che le aziende stanno facendo un sacco di soldi rifornendo gli eserciti europei o inviando materiale in Ucraina con acquisti ultra-costosi.

La produzione industriale americana ed europea di missili

Ma il rapporto dice anche molto sulla produzione industriale di difesa in Russia dal momento che  non esaurirà le sue armi tanto presto, come qualcuno in Occidente prevede, tanto più che la Corea del Nordsta dando una mano a Putin, probabilmente non tanto con soldati dagli occhia mandorla, come sostengono Kiev e la CIA,quanto in armamenti. , e  forniture.

La Corea del Nord, a quanto pare, ha prodotto armi ben oltre il necessario e fino ad ora non le ha esportate, ma  l’accordo con la Russia fornisce al dittatoreKimdenaro (o l’equivalente)  garantendo posti di lavoro.

La Germania invece sta investendo su hardware eccessivamente costosi, e se raggiungesse effettivamente l’obiettivo NATO del 2,1% del PIL per la difesa, ne pagherebbe gli alti costi, senza contare che molte delle attrezzature vanno in Ucraina e solo lentamente cengono sostituite per la difesa nazionale.

Nel complesso, le difese aeree fornite dalla NATO hanno svolto un lavoro mediocre o estremamente scadente in Ucraina, preannunciando un futuro pericoloso per l’Europa se il problema non verrà risolto.

Lo stato della produzione dei missili più avanzati

Al di fuori della Germania si guardi ad esempio ai missili intercettori per Patriotche sono scarsi e richiedono molto tempo per essere prodotti anche per una carenza di componenti critiche. La produzione delle quali che sta anche mandando in tilt le linee di produzione della Lockheed Martin, mentre la Boeing non sarà in grado di produrle prima del 2027, mentre sta anche subendo un massiccio sciopero del personale.

Ma ci sono grandi quesiti anche  sulle difese aeree. Gli Stati Uniti hanno venduto Patriot e altri sistemi all’Ucraina. I russi si impegnano costantemente a  distruggerli e anche quando funzionano, il loro tasso di intercettazione è al di sotto della media.

L’Europa ha fornito IRIS-T, NSAMSe altri sistemi che sono più o meno equivalenti a Patriot. Nel complesso, i sistemi israeliani sono migliori, ma non sono schierati in Ucraina. Quello che è considerato il miglior sistema statunitense per la difesa aerea, AEGIS (nella forma di AEGIS Ashore), non si trova in Ucraina, ma in Polonia e Romania.

L’Europa ha ben poco in termini di difesa aerea dispiegata in patria (la Gran Bretagna sostanzialmente non ne ha).  Alcuni sistemi americani , in particolare ilGround Based Mid-Course Interceptor (con base in Alaska)sono un mix eterogeneo, e il Pentagono sta ora cercando nuovi missili intercettori che funzionino meglio di quelli disponibili.

Anche il futuro è preoccupante, poiché le armi ipersoniche arrivano sul campo di battaglia, come è già successo in Ucraina, con i missili russi Kinzhal e Zircon.Sistemi come Patriot o Iris-T o uno qualsiasi degli altri sistemi di difesa aerea della NATO ,difficilmente hanno possibilità di successo contro i missili di attacco ipersonici.

La situazione non è bella neanche per quanto riguarda i droni, che vengono sparati a migliaia da ucraini e russi. Sono difficili da colpire e sistemi come il drone russoLancet possono distruggere i moderni carri armati e i veicoli da combattimento della fanteria. Finora nessuno, Israele compreso, ha trovato un modo efficace per distruggere sciami di droni o anche alcuni attacchi minori che riescono a bucare le difese.

Conclusione

Il rapporto Kiel offre  soprattutto una nuova e importante prospettiva sulla situazione della sicurezza in Europa e, per estensione, agli USA,  impegnati da un trattato di difesa europea. Invece di espandere costantemente la NATO e creare tensioni  in Europa e in Russia, sarebbe forse opportuno fare un passo indietro e vedere se è possibile una difesa credibile dell’Europa. Ma attualmente la risposta pare negativa.

Balthazar

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