Cultura, Arte e Libri

A Palazzo Bonaparte il grande artista giapponese Katsushika Hokusai

A partire dal 27 marzo 2026, Palazzo Bonaparte a Roma ospiterà la più grande esposizione mai dedicata in Italia a Katsushika Hokusai (1760–1849), il più celebre artista giapponese fra le più potenti della cultura visiva universale.

Hokusai è il protagonista della stagione artistica del periodo Edo (1603–1868), l’epoca s in cui fiorisce la cultura del “Mondo fluttuante”, l’Ukiyo-e, destinata a trasformare l’immaginario giapponese e, in seguito, quello occidentale.

Pittore e incisore prolifico Hokusai è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per le sue celebri stampe Ukiyo-e nelle quali la natura, il movimento dell’acqua, il paesaggio e le figure che animano la vita quotidiana del Giappone si trasformano in immagini di sorprendente forza poetica e modernità.

In esposizione tra i capolavori le straordinarie: dalle Cinquantatré stazioni del Tōkaidō alla celeberrima La Grande Onda di Kanagawa, dalle Trentasei Vedute del Monte Fuji fino Manga, gli album di disegni che hanno consegnato alla storia uno dei termini più noti della cultura visiva contemporanea.

Sono oltre 200 le opere esposte, provenienti dalla prestigiosa collezione del Museo Nazionale di Cracovia che presta per la prima volta le sue opere in Italia.

La mostra offre anche una chiave di lettura delle opere del maestro: al centro delle sue immagini le vedute del Giappone e la presenza del sacro Monte Fuji, Hokusai osserva la vita con straordinaria sensibilità sulolo sfondo del monte mentre in primo piano emergono gesti e dettagli del quotidiano: una capanna costruita dall’uomo, il dorso di un cavallo lungo la strada, il profilo di un tetto che dialoga con quello di una collina.

Accanto alla centralità dell’uomo emerge un altro grande protagonista dell’opera di Hokusai: l’acqua celebrata non solo dalla celebre Onda, qui presentata in una delle prime tirature, ma nelle infinite variazioni con cui l’artista la osserva, la studia e la reinventa.

Un viaggio tra le cascate di varie province (Shokoku taki meguri), che si frantuma in vortici e si distende in superfici silenziose o diventa energia visiva. In ogni immagine il movimento nasce da una precisione del segno straordinaria, capace di trasformare la natura in ritmo e armonia.

La mostra mette in luce anche aspetti meno noti della personalità di Hokusai come il suo Autoritratto come pescatore, in cui l’artista gioca con la propria immagine con ironia e libertà.

“…Tutto ciò che ho disegnato prima dei settant’anni non vale la pena di essere considerato… A novant’anni avrò penetrato il mistero della natura. A cento anni sarò un artista meraviglioso. A centodieci anni tutto ciò che creerò, un punto, una linea, prenderà vita come mai prima. A tutti voi che vivrete a lungo come me, prometto di mantenere la mia parola” scrive Hokusai .

Parole raccontano bene la straordinaria idea che aveva di sé stesso e dell’arte: un cammino di studio, osservazione e perfezionamento, in cui l’artista non smette mai di imparare.

Fu infatti proprio dopo i settant’anni che realizza alcuni dei suoi capolavori più celebri, tra questi proprio la sua immagine più nota: la Grande Onda presso Kanagawa. Negli ultimi anni firmava spesso le sue opere “Gakyō rōjin”, il “Vecchio Pazzo per la Pittura” un nome che racconta l’inesauribile bene l’energiacon cui continua a osservare il mondo e reinventarlo attraverso il disegno.

Accanto ai capolavori di Hokusai, l’esposizione presenta anche 180 pezzi tra libri rarissimi e preziosi oggetti giapponesi, tra cui laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi e spade, oltre a strumenti musicali tradizionali. I costumi (kimono, giacche haori e fasce obi) accompagnano la visita, creando un dialogo continuo tra arte, vita quotidiana e spiritualità della cultura giapponese.

Il fascino senza tempo del Giappone restituito da un artista che ha affascinato e ispirato pittori come Monet, Van Gogh e il movimento impressionista e hanno suggestionato anche musicisti come Claude Debussy.

La mostra si arricchisce anche di uno sguardo diverso sul Giappone dell’Ottocento grazie alle fotografie di Felice Beato: italiano, fotografo viaggiatore tra i primi a documentare il Paese appena aperto all’Occidente.

Infine, un percorso didattico che si snoda attraverso le sale permetterà al visitatore di addentrarsi nel complesso mondo della produzione tecnico-artistica delle opere di Hokusai e dei suoi allievi.

Hokusai è statoè stato scelto per rappresentare l’evento culturale più rilevante del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.

Promossa dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, dell’Ambasciata del Giappone in Italia, dell’Istituto Giapponese di Cultura, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, la mostra è realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia, è prodotta e organizzata da Arthemisia ed è curata da Beata Romanowicz con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti testuali, audiovisivi e divulgativi di Francesca Villanti.
G.L.

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