di Sara Valerio
Si è conclusa con un grande apprezzamento di pubblico e critica la prima edizione del nuovo festival internazionale dedicato alla fotografia contemporanea Exposed, New Landscapes – Nuovi paesaggi, diretto da Menno Lauw e Salvatore Vitale e promosso tra gli altri dalla Città di Torino e dalla Fondazione CRT.
Un esperimento che ha coinvolto oltre trenta mostre – gratuite o a pagamento – diffuse in 23 sedi della città, che hanno trasformato, per un mese intero, Torino nella capitale italiana della fotografia. Il tema dell’edizione è stato New Landscapes – Nuovi Paesaggi, con una riflessione sull’evoluzione odierna del medium fotografico e delle principali sfide e innovazioni del mondo dell’immagine.
Spazi importanti come il Castello di Rivoli, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea GAM e le OGR Officine Grandi Riparazioni hanno proposto un cartellone di mostre temporanee, incontri, talk ed eventi affrontando temi come il post-colonialismo, il mondo queer, l’ambientalismo e la nuova ecologia.
Coinvolgendo numerosi poli culturali, anche distanti fra loro (CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; l’Ex Galoppatoio della Cavallerizza Reale – Paratissima; MAO Museo d’Arte Orientale) la manifestazione ha dato forma a un vero e proprio progetto di cultura diffusa rivolto a chiunque.
L’obiettivo è stato quello di “concentrarsi su un approccio innovativo e inclusivo per attrarre un pubblico eterogeneo, sia locale che internazionale” – ha affermato il direttore Menno Liauw – attraverso un programma diversificato con diversi approcci alla fotografia: da quella classica a quella contemporanea, cross-media, installativa e performativa.”.
La sede delle Officine Grandi Riparazioni ha ospitato tre progetti gratuiti dedicati al mezzo fotografico come strumento capace di costruire narrazioni tanto poetiche ed evocative quanto attuali ed enigmatiche. A View from Above: mostra collettiva co-prodotta da EXPOSED e OGR Torino, che ha esplorato il modo in cui il nostro sguardo è mediato dall’obiettivo fotografico e come questo rapporto sia cambiato negli ultimi decenni; BODYBUILDERS, progetto transmediale della fotografa Alien, che proponeva una mappatura in progress della nuova scena drag e club kid in diverse aree geografiche generando una serie di libri in progress. Infine, la mostra Expanded Without che ha focalizzato l’attenzione su opere prodotte off-camera, nelle quali l’immagine è generata attraverso installazioni interpretate come campi esperienziali.
L’esposizione è stata parte di Expanded, il percorso di rilettura in tre capitoli della Collezione fotografica della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, che si completava con la mostra Expanded with, nelle sale del Castello di Rivoli e Expanded – I Paesaggi dell’Arte alla GAM. Nella prima è stato sviluppato un percorso cronologico e tematico che ha accompagnato il visitatore nella storia della performance d’avanguardia e d’autore grazie alla sua documentazione fotografica: dal quadro rubato di Ulay alla scultura vivente di Gilbert & George. La seconda alla GAM poneva al centro il tema del paesaggio in varie forme: dal nuovo nucleo di 22 fotografie di Gianfranco Gorgoni, realizzate tra il 1970 e il 1974 su diverse fasi di realizzazione di opere di land art, all’installazione realizzata dall’artista Jacopo Benassi specificamente per l’occasione.
