Economia e Lavoro

AI: rapporto Ocse, Italia semplifichi quadro normativo e rafforzi quadro governance

 

Rafforzare la raccolta dati coordinata, ricorrente e metodologicamente allineata sulle tendenze di adozione dell’IA, fornendo la base di evidenze per la progettazione e l’attuazione delle politiche, così da contribuire a migliorare l’efficacia della regolamentazione, a semplificare la rendicontazione e a ridurre gli oneri di rendicontazione per gli enti vigilati. E’ una delle raccomandazioni contenute nell’ambito del Rapporto OCSE sull’intelligenza artificiale nei mercati finanziari italiani, presentato a Roma presso il Centro Convegni Ciampi della Banca d’Italia. L’Ocse raccomanda inoltre di promuovere la chiarezza e la semplificazione del quadro normativo e di vigilanza, al fine di rafforzare la supervisione, ridurre l’incertezza normativa e garantire aspettative coerenti a livello UE, salvaguardando al contempo i diritti fondamentali e la tutela dei consumatori finanziari.

L’Ocse suggerisce inoltre di richiedere agli enti vigilati di attuare meccanismi di governance dell’IA sufficientemente solidi, garantendo che i consigli di amministrazione definiscano le strategie e che l’alta dirigenza implementi lo sviluppo dei sistemi di IA e la loro supervisione robusta e proporzionata al rischio. Per l’Ocse è necessario anche promuovere quadri e pratiche di condivisione dei dati sicuri, per consentire una condivisione dei dati sicura, affidabile e che favorisca l’innovazione nel settore finanziario, supportando anche la formazione e la messa a punto dei modelli di IA.

L’Ocse sottolinea poi la necessità di promuovere e sostenere la cooperazione pubblico-privato attraverso un impegno stretto e costante con il settore industriale, al fine di migliorare la comprensione da parte degli organi di vigilanza delle sfide in materia di conformità e fornire vantaggi concreti agli enti vigilati, ma anche di sostenere l’orientamento strategico del settore pubblico per una maggiore diffusione dell’IA nel settore finanziario, attraverso una collaborazione più profonda tra il settore pubblico, l’industria e il mondo accademico, e il supporto allo sviluppo di modelli di IA accessibili e conformi.

Aumenta impiego in settore finanziario italiano, la usa il 39%

L’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) è in aumento nel settore finanziario italiano, con i settori assicurativo e bancario in testa all’adozione e con elevati livelli di sviluppo e sperimentazione dell’IA per scopi generali (GPAI). Complessivamente, il 39% dei 450 intervistati nel progetto OCSE dichiara di utilizzare l’IA nelle proprie attività quotidiane. Tra i principali settori finanziari, quello assicurativo presenta la percentuale più alta di implementazione dell’IA (70% degli intervistati), seguito da quello bancario (59%). Il tasso di implementazione dell’IA per gli operatori del mercato finanziario è invece del 31%. I casi d’uso dell’IA più comunemente segnalati includono l’ottimizzazione dei processi interni e le funzioni di supporto applicabili a tutti i settori finanziari in Italia. Gli scopi più frequenti includono l’analisi dei dati e la generazione e sintesi di contenuti testuali. Altri casi d’uso comuni riguardano la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo (AML/CFT), l’individuazione e la prevenzione delle frodi, nonché l’assistenza clienti (chatbot). Tra gli operatori dei mercati finanziari, il 60% utilizza l’IA per l’ottimizzazione dei processi interni, la generazione di contenuti testuali e la traduzione. La maggior parte dei casi d’uso di IA per la produzione di massa (GPAI) si trova ancora in fase di sviluppo e sperimentazione, a testimonianza di una forte attività esplorativa.

Per 75% aziende finanza che la usano migliora efficienza operativa

I vantaggi dell’IA osservati dalla maggior parte degli intervistati nell’ambito del Rapporto OCSE, si estendono a diversi settori, compreso quello finanziario. Tre quarti delle aziende che utilizzano l’IA hanno segnalato miglioramenti nell’efficienza operativa, mentre quasi due terzi hanno registrato aumenti di produttività. Molte hanno anche segnalato l’ottimizzazione dei processi interni, un miglioramento del processo decisionale e la produzione di nuove analisi, mentre i miglioramenti in aree come l’efficienza della riconciliazione o la gestione del rischio di regolamento sono stati meno frequenti. Le aziende italiane che implementano l’IA attualmente si affidano fortemente ai servizi di IA forniti da terze parti, con una forte concentrazione nelle mani dei quattro principali fornitori. Quasi il 75% degli intervistati dichiara di utilizzare servizi cloud di terze parti per l’IA, mentre il 39% si affida a modelli GPAI implementati da terzi, a dimostrazione di una forte preferenza per le soluzioni supportate dai fornitori. Allo stesso tempo, il 39% delle aziende non utilizza componenti gratuiti o open source, principalmente a causa di problemi di sicurezza e del controllo limitato sulla gestione dei dati.

Red

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