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Al Nuovo Cinema l’Aquila di Roma anteprima del film italocubano Baracoa

Un ponte culturale tra Cuba e l’Italia al Nuovo Cinema l’Aquila al Pigneto dove ll scorso lunedì è stato presentato in anteprima il Film Baracoa – una coproduzione italocubana già presentata nella sezione Prime Opere al Festival del Cinema Latino americano dell’Avana e in attesa di distribuzione in Italia.

Il film è diretto da Luis Ernesto Doñas regista teatrale cubano con base a Roma, che lavora tra opera, teatro e cinema. Formatosi in regia cinematografica presso l’EICTV di Cuba e selezionato per il programma Fabbrica Young Artist del Teatro dell’Opera di Roma,

Il Personaggio incombente in tutta la storia è ’attore italiano Giancarlo Giannini, nella parte di Felipe, generale italiano volontario a Cuba ai tempi della caduta di Batista nel 1956, che ha girato le riprese direttamente a Cuba per due settimane.

La pellicola che si snoda su un percorso che attraversa tutta l’isola dall’Avana alla punta più caraibica dell’isola, la cittadina di Baracoa , con una visione realistica – talora anche cruda – della vita e delle difficoltà di quel popolo, ma anche delle bellezze dell’Isola, con una storia sempre trattata con delicatezza sul filo della memoria e dei sentimenti

Il generale Felipe (Giannini) non è più andato via dall’isola dove, a Baracoa, è nato l’unico figlio, Pepe (Carlos Luis González) indifferente alla ideologia e alla retorica diffusa, sensibile solo alla potenza del dollaro prestandosi quasi al ruolo di toy boy per le avvenenti e facoltose visitatrici anglosassoni. in visita nell’isola. Nella sostanza un traffichino che si fa chiamare ‘il re dell’Avana’..

Nel trio centrale del film l’altro personaggio chiave è Jimmy (Yadier Fernández), medico che cura Felipe durante la sua malattia e chr, con comprensione, ammirazione e rispetto, lo accompagnerà sino alla morte.

Jimmy è un personaggio molto complesso – figlio di una coppia da tempo emigrata in America – pur essendo medico, di notte si esibisce come la drag queen Estrelita Vidal in un locale notturno frequentato dalla comunità LGBTQ locale. + come Estrellita Vidal.

La storia inizia quando in punto di morte il generale lascia in eredità a Estrelita la casa di Baracoa, all’altra estremità dell’Isola, villa che Pepe aveva già venduta, e intraprendono il viaggio per regolarne la proprietà, ma dove il generale ha conservato la sua storia di rivoluzionario, cui Pepe non crede, ma sulla quale dovrà ricredersi una volta arrivati a destinazione.

Il viaggio, disagevole e soggetto a numerosi incidenti, si snoda nella campagna cubana dove Pepe capisce che i suoi dollari contano poco, ma soprattutto incontra anche l’onestà di molti cubani di umilissime condizioni, sempre con uno sguardo poetico alla Cuba rurale dove i valori sono totalmente diversi.

Ma il viaggio si snoda anche nel rapporto fra Pepe e Jeffry (in arte Estrelita) prima carico di disprezzo e rifiuto della sua diversità per culminare – nel corso del lungo tragitto – in una solida amicizia e reciproca comprensione dei loro percorsi di vita.

Numerose, ma senza retorica, le citazioni sul passato rivoluzionario dell’isola e sulle sue evidenti difficoltà cui ha accennato anche l’Ambasciatore di Cuba Luis Cepero Aguiar puntando però sulla cultura cubana, la sua cinematografia e la sua letteratura diffuse ed apprezzate nel mondo e non solo in America Latina,

Alla serata – molto partecipata – erano presenti anche Marco Papacci presidente dell’Associazione Italia Cuba, Fabio Meloni coordinatore del nuovo Cinema L’Aquila insieme ai membri del team tecnico del Film e l’attore Pino Amendola che lo ha presentato.

 

GiElle

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