di Giuliano Longo
Nelle prime ore del mattino del 30 agosto numerosi droni ucraini hanno colpito sei città russe anche a grande distanza dal confine, mentre In Crimea, i droni marittimi sono stati utilizzati in un tentativo di attacco al porto di Sebastopoli. Per Maria Zakharova portavocedel Ministero degli Esteri russo questi attacchi rappresentano “l’agonia del regime di Kiev, nonché l’odio insensato, la malizia e la mancanza di qualsiasi prospettiva per il proprio futuro sviluppo generando questo tipo di attività terroristica…di pura inutilità”,
Quello di ieri è stato il più massiccio attacco droni sul territorio russo dall’inizio del conflitto , con danni rilevanti soprattutto all’aeroporto di Pskov vicino al confine estone, dove sono stati distrutti o danneggiati due aerei da trasporto a reazione Il-76, quattro per altre fonti non ufficiali.
L’Il-76 è un grande aereo da trasporto strategico multiuso, ad ala fissa, quadrimotore che può anche essere configurato per missioni speciali e rappresenta un cavallo di battaglia dell’aeronautica russa, utilizzato per il trasporto di truppe e rifornimenti. Questi aerei sono stati prodotti dal 1971 e vengono tuttora fabbricati e utilizzati anche da organizzazioni civili in Russia e all’estero e venduto in varie versioni almeno a 14 operatori stranieri.
L’importanza dell’attacco a Pskov è la posizione dell’aerodromo che si trova nella Russia nordoccidentale a 61,3 km dal posto di frontiera estone di Luhamaa a 800 km dal territorio ucraino, il che ha sollevato seri dubbi sulla provenienza del drone o dei droni che hanno attaccato l’aeroporto.
Infatti aun drone per operare a lungo raggio ha bisogno di comunicazione speciali come l’RQ-4 Global Hawk, l’RQ-1/MQ-1 Reaper e l’RQ-170 Sentinel che utilizzano comunicazioni satellitari e ripetitori radio. I Reaper trasportano missili aria-terra e sono dotati di radar molto sofisticati e apparecchiature elettro-ottiche e va rilevato che l’Ucraina non dispone di questi UAV.
I russi pensano che il drone lanciato su Pskov provenisse da una base clandestina sul territorio russo o bielorusso oppure dall’Estonia e altri attacchi in profondità nel territorio russo che suggeriscono che i droni siano stati introdotti clandestinamente in Russia, anche vicino a Mosca.
Kiev ha anche effettuato operazioni di sabotaggio sul territorio russo, spesso coinvolgendone i civili molato spesso nei territori ucraini occupati dalle truppe della Federazione.
La stampa russa fornisce poche notizie su questi attacchi se non quando vengono catturati autori degli attacchi come talora accade, ma i social media abbondano di foto e video dei luoghi colpiti.
Alcuni sabotaggi sono mirati a obiettivi militari, ma ci sono anche molti obiettivi come uffici, edifici commerciali, centri commerciali e magazzini, tanto che la sicurezza interna della Federazione appare incapace di fermare o addirittura ridurre la frequenza di queste operazioni di sabotaggio.
Dal punto di vista militare attacchi e sabotaggi non cambieranno in modo significativo la situazione della guerra al fronte, mentre ormai è opinione diffusa, espressa dalla stessa ZaKharova, che l’obiettivo di Kiev sia quello di seminare paure fra la popolazione e dimostrare che le difese di Mosca sono porose e che le autorità non sono in grado di proteggere le risorse chiave del paese.
Inoltre l’Ucraina vuole dimostrare che esiste una seria opposizione al governo di Putin da parte di cittadini russi, mentre gli attacchi dell’Ucraina sono intesi anche come una contropartita per quelli russi alle infrastrutture civili dell’Ucraina.
Non è un caso che proprio mentre gli ucraini lanciavano il loro più pesante attacco con droni i russi effettuavano uno dei più pesanti bombardamenti su Kiev dall’inizio del conflitto.
Eppure ci sono dei rischi con queste operazioni che dovrebbero preoccupare i partner NATO, perché colpire nelle vicinanze di un paese membro dell’Alleanza, qual’è l’Estonia come avvenuto a Pskov, potrebbe innescare una risposta oltre frontiera innescando una escalation del conflitto più estesa.
Così come la stessa Russia ha corso un grosso rischio quando ha recentemente colpito il deposito di grano nel porto danubiano di Izmayil, al confine con la Romania.
Senza dubbio Mosca intensificherà i suoi sforzi per migliorare la sicurezza interna aggiungendo altri sistemi difensivi, ma Kiev da parte sua deve prestare attenzione nella scelta degli obiettivi all’interno del territorio russo.
In particolare dovrebbe tenersi alla larga dai territori dove sono presenti installazioni in cui sono immagazzinate armi nucleari o dove si trovano aerei strategici russi, perché Mosca potrebbe interpretare tali attacchi come provenienti direttamente dai membri della NATO.
Un errore potrebbe trasformare istantaneamente la guerra in Ucraina in una guerra con la nato che attualmente nonsarebbe ancora in grado di fornire una rapida ed efficace risposta, come ammettono gli stessi vertici militari della Alleanza.
aggiornamento la Guerra di Putin ore 14.07
