Il Segretario Generale di Confcommercio Marco Barbieri e il Direttore Centrale delle Politiche del Lavoro e del Welfare, Guido Lazzarelli, sono stati i protagonisti del focus dedicato alle strategie per affrontare il mismatch nel terziario di mercato. “Il settore del terziario continua a soffrire una forte carenza di manodopera. Secondo le stime dell’ufficio studi di Confcommercio mancano all’appello circa 558mila unità, un vuoto che si riflette direttamente sul Pil nazionale, dato che proprio i servizi rappresentano il motore principale dell’economia italiana”. “Il nostro Ufficio Studi ha stimato circa 558mila unità che mancano nei nostri settori – ha spiegato Barbieri – una mancanza che incide sul Pil nazionale perché il terziario è il comparto che tira di più dal punto di vista economico. Una delle ragioni di questa difficoltà di reperimento dei lavoratori, ad esempio nella ristorazione, risale al periodo del Covid: la qualifica di ristoratore o dipendente era molto incerta e molti lavoratori si sono dovuti riconvertire. A questo si aggiunge il calo demografico, che pesa su lavori che richiedono la presenza dei giovani. Nel contesto di oggi è più complicato trovare ragazzi disponibili a lavorare in un bar o in un ristorante il venerdì e sabato sera”. Sul fronte retributivo, Barbieri ha sottolineato l’importanza del rispetto dei contratti collettivi: “Il tema delle retribuzioni non si pone se vengono applicati i contratti collettivi nazionali con parametri adeguati sul piano salariale e del welfare. La questione è evitare i contratti in dumping. La detassazione della tredicesima sarebbe comunque fondamentale per incrementare il netto in busta paga. Se un datore di lavoro non riconosce la quattordicesima, il lavoratore avrà meno risorse da spendere e questo circolo vizioso danneggia l’intero sistema economico. È un tema che riguarda da vicino il nostro settore del terziario, che è quello maggiormente in espansione. Il presidente Sangalli sul tema incontrerà i sindacati confederali: il contratto nazionale va tutelato. Anche il ministro Calderoli ha ribadito che il governo deve lavorare sui contratti comparativamente più rappresentativi”. A mettere l’accento sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro è anche Guido Lazzarelli: “Il mismatch si realizza soprattutto in attività come la ristorazione e l’accoglienza, che implicano lavorare proprio nei giorni in cui gli altri festeggiano. Per questo bisogna recuperare e dare forza ai percorsi professionalizzanti, costruendo veri ponti tra scuola e lavoro. Un esempio importante è il Piano Mattei per l’Africa, che punta a formare giovani africani che possano poi essere reclutati dalle imprese italiane come addetti di cucina, autisti o nei servizi della ristorazione”.
