– I verbali della riunione di politica monetaria della Bce del 18-19 marzo evidenziano un significativo deterioramento del quadro macroeconomico a seguito della guerra in Medio Oriente, con rischi per la crescita orientati al ribasso e pressioni inflazionistiche al rialzo, soprattutto nel breve periodo. L’impatto del conflitto si è trasmesso rapidamente ai mercati energetici, con forti rialzi di petrolio e gas e un aumento dei costi di trasporto legati ai carburanti, in particolare diesel e carburante per l’aviazione, già visibili nei dati ad alta frequenza. Sul fronte della crescita, i membri del Consiglio direttivo sottolineano come lo shock energetico stia erodendo redditi reali, fiducia di imprese e famiglie e prospettive di investimento e consumi. Il rischio principale, si legge nei verbali, è che un prolungamento del conflitto possa amplificare e prolungare l’aumento dei prezzi energetici, con effetti negativi anche su commercio globale, catene di approvvigionamento ed esportazioni dell’area euro. Le previsioni di base indicano ora una crescita più contenuta rispetto a quanto atteso in precedenza, soprattutto nel breve termine, con una ripresa solo graduale nel medio periodo sostenuta da consumi privati e investimenti. Per quanto riguarda l’inflazione, la Bce rileva che lo shock energetico porterà l’indice dei prezzi “materialmente sopra il 2%” nel breve periodo. Le proiezioni sono state riviste al rialzo, in particolare per il 2026, riflettendo l’aumento dei prezzi di petrolio e gas e il loro impatto su trasporti e produzione. I membri discutono inoltre il possibile rischio che effetti indiretti e di secondo impatto – in particolare su salari e prezzi dei beni – risultino più forti del previsto, anche se altri interventi sottolineano come il rallentamento della crescita salariale e l’indebolimento della domanda possano limitare tali pressioni. Nel complesso, i verbali indicano che i rischi per l’inflazione restano sbilanciati al rialzo nel breve periodo, mentre quelli sulla crescita sono chiaramente orientati al ribasso, in un contesto di elevata incertezza legata all’evoluzione del conflitto e alla volatilità dei mercati energetici.
