“Duole affermarlo, ma la vicenda dell’impianto sportivo di via degli Alberini, nel quartiere Colli Aniene, rappresenta una delle pagine più amare della gestione del patrimonio sportivo pubblico, in questo caso di competenza e amministrato dal Municipio Roma IV di Roma Capitale”, così in una nota Nando Bonessio, Presidente della Commissione Sport di Roma Capitale, che prosegue – “Con la decisione di non rinnovare né accompagnare alla regolarizzazione la concessione storica della A.S.D. Tor Sapienza, il Municipio Roma IV, non assistito dall’Avvocatura Capitolina, ha di fatto determinato la scomparsa di una delle più rilevanti esperienze sportive di base del quadrante est della città, attiva da decenni e punto di riferimento per oltre 700 tra bambini, ragazzi, famiglie e atleti. Una decisione che, soprattutto alla luce delle circostanze, appare difficilmente comprensibile. Le criticità contestate al concessionario uscente – abusi edilizi di natura funzionale all’impianto e mai finalizzati a usi privati o speculativi – avrebbero potuto essere affrontate attraverso un percorso di regolarizzazione, come avvenuto in altre situazioni analoghe sul territorio di Roma Capitale. In questo senso, è inevitabile richiamare la recente esperienza dell’impianto sportivo dell’Ostiamare di competenza Dipartimentale, dove l’Assessorato allo Sport di Roma Capitale ha scelto ‘decisamente e positivamente’ una strada diversa, accompagnando il concessionario verso la regolarizzazione delle difformità edilizie riscontrate e consentendo la prosecuzione di un progetto sportivo storico, radicato nel territorio, capace di garantire continuità occupazionale e valore sociale quotidiano. Si tratta di due situazioni con evidenti analogie, trattate però con criteri differenti, generando una disparità di trattamento che pone interrogativi politici non eludibili. Nel caso di via degli Alberini, il risultato è stato un danno sportivo, sociale ed economico di ampia portata: la chiusura dell’impianto per quasi due anni, la dispersione di centinaia di giovani atleti e la perdita di un presidio educativo e sociale in un territorio complesso. A ciò, si aggiunge il crollo economico della A.S.D. Tor Sapienza, il cui Consiglio Direttivo aveva investito risorse proprie, arrivando a contrarre mutui garantiti da beni personali, nella convinzione – legittima – di un rapporto collaborativo e continuativo con l’Amministrazione. Nonostante ciò, il Municipio, seguendo pedissequamente le indicazioni dell’Avvocatura, ha scelto di procedere con un nuovo avviso pubblico di concessione, che ha portato a ritenere idonea una ASD esterna al territorio che avrà bisogno di tempo per radicarsi, in quanto attualmente priva di un legame consolidato con il quartiere e con la sede in un altro Municipio della città. Di fatto, è stata adottata una visione che penalizza lo sport di base: cancellare una storia sportiva anziché governarne le criticità significa indebolire il tessuto sociale, alimentare sfiducia nelle istituzioni e scoraggiare quelle associazioni che, spesso, tengono vivi i quartieri attraverso lo sport”. Bonessio conclude: “È auspicabile che l’Amministrazione nel suo complesso analizzi questa vicenda e ne faccia un elemento di riflessione, affinché in futuro prevalga una linea amministrativa coerente che non può prescindere, come recita l’art.33 della Costituzione, dal valore umano, educativo e sociale dello sport. A Roma lo sport di base non può essere considerato solo un impianto da assegnare: esperienze come quella della A.S.D. Tor Sapienza rappresentano comunità, storia, responsabilità e futuro”.
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