Politica

Calenda lancia il fronte repubblicano. Renzi: “Draghi detti le prorità e si vada al bis”. Toti: “Avanti con Draghi senza se, e senza ma’…”

 

“‘E ogni partito/sindacato che si presenta con una proposta di spesa o spiega come coprirla o verrà gentilmente accompagnato alla porta senza alcuna risposta’. Così la finiamo con questo spettacolo indecoroso delle proposte stile ‘Miss Universo’. Questo è l’unico modo per stanare i populisti e chi si accompagna a loro. E forse allora vedremo formarsi un ampio Fronte Repubblicano nel paese e in parlamento composto da chi si è profondamente rotto le balle di una politica ridotta a cialtronopoli. Daje Draghi”. Così Carlo Calenda su twitter. “O Draghi bis o voto”, sostiene il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che predilige di gran lunga la prima opzione. Intervistato dal ‘Corriere’, l’ex premier afferma che “quello che è importante è che Draghi stia a Palazzo Chigi. E che venga in Aula senza fare trattative stile Prima Repubblica o vertici di pentapartito: deve fare un elenco prendere o lasciare”. A quel punto “voglio vedere chi si assume la responsabilità di sfasciare tutto”. Nel frattempo la petizione di Italia Viva per il Draghi bis ha superato le 80 mila firme. “La petizione ha fatto il botto”, afferma Renzi, per il quale si tratta di “un risultato che sembrava impossibile anche a noi”. Ma “il bis si fa se Draghi vuole farlo, alle condizioni che dice Draghi”, precisa Renzi. Nel caso in cui ribadisse il suo No, sarebbe difficile per il leader di Italia Viva formare un altro esecutivo. “Mi domando chi può votare un governo del genere”, dice. “Io sono per il Draghi bis con un sussulto di decisionismo e responsabilità da parte del premier – aggiunge -. Se lui non se la sente, e mi dispiacerebbe molto, si vada subito al voto”. Un’altra certezza per Renzi è l’antagonismo con il Movimento 5 stelle. “A me basta che alle prossime elezioni noi e i grillini staremo sue due fronti opposti”, dichiara. “Giorgia Meloni è l’unica che ha titolo per mantenere la sua coerente linea di opposizione, peraltro con posizioni in politica estera più vicine a quelle del governo Draghi rispetto ad altri che sono dentro l’esecutivo. Per tutti gli altri questo non vale, tanto più che stiamo ragionando di anticipare il fine legislatura di sei-otto mesi”. Così Giovanni Toti a Repubblica sulla tentazione al voto di Lega e Fi. “Io ritengo egualmente irresponsabile chi oggi dice Draghi sì ma a condizione che espella il M5S, ma anche chi dice Draghi sì ma solo se tiene dentro i 5 stelle. Il Pd è sicuro di volere una legge elettorale, quella attuale, in cui suoi elettori dovranno votare un senatore grillino che magari non ha dato fiducia a Draghi?”. “Se prevalgono i responsabili sugli irresponsabili, la palla passa a Draghi: ci deve mettere la sua capacità e un po’ di arte e pazienza politica. Credo che gli italiani non capirebbero un comandante che ha accumulato tanta stima e credibilità, che abbandona la nave alla prima onda, non farebbe bene neppure a lui e all’agenda che lascerebbe in eredità”.

aggiornamento crisi di Governo ore 14.04

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