Politica

Caso Roggero: l’ultimo appello del gioielliere, Mattarella si metta le mani sulla coscienza

di Marino Marini

Prima di entrare nel carcere di Bollate, dove si è costituito alle 16.45, Mario Roggero ha risposto ai cronisti che gli chiedevano cosa direbbe il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Insomma, ha graziato uno scafista che ha ammazzato trenta persone, ha graziato la Minetti, per cui io penso che Mattarella dovrebbe mettersi le mani sulla coscienza”. “Io me l’aspetterei una grazia – ha proseguito Roggero – Questa mattina mia moglie ha depositato una richiesta di grazia, ha richiesto anche una sospensione temporanea della pena, però non è arrivata nessuna risposta in sette ore”. La domanda di grazia si aggiunge all’istanza di differimento dell’esecuzione della pena depositata dai legali dopo la conferma della condanna in Cassazione, arrivata mercoledì. Dunque un ultimo appello al capo dello Stato prima di varcare l’ingresso del carcere di Bollate. Ai cronisti che gli hanno chiesto cosa direbbe al presidente della Repubblica, Roggero ha risposto: “Presidente, ho visto che ha graziato la Minetti e che ha graziato lo scafista libico, quindi la pregherei se io riuscissi anche a entrare in questa possibilità di grazia, anche perché c’è un sacco di lavoro da fare a casa. Devo seguire la famiglia, devo seguire i nipoti, devo seguire il lavoro. Questo per noi è un disastro economico anche”, ha aggiunto Roggero. Sul futuro dell’attività di Grinzane Cavour ha spiegato che il negozio non chiuderà: “Sì, resterà aperto per un po’ di tempo, resterà aperto, poi vedremo”.

Per me è un ergastolo, viva la giustizia italiana

“Come si può sentire uno che sta entrando a 72 anni per scontare 15 anni? Ergastolo! Viva la giustizia italiana! ErgastoloIl gioielliere di Grinzane Cavour, nel Cuneese, è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina alla sua gioielleria il 28 aprile 2021. “Questo è il massimo per i delinquenti – ha proseguito Roggero – Sono facilitati a continuare a rapinare, a rubare. Tanto sono impuniti”. A chi gli ha chiesto come avesse passato l’ultima ora prima dell’ingresso ha risposto di averla vissuta con grande difficoltà”.

Mai stato in carcere, a 72 anni sarà difficile

 

“Sono sorpreso.L’ultimo video ha avuto 30 milioni di visualizzazioni. Stasera vedrò come sarà. Non sono mai andato in carcere. Fare l’esperienza a 72 anni credo sia una cosa estremamente difficile”. A chi gli ha chiesto se si sentisse sostenuto dalla politica ha risposto: “Sì, hanno fatto quadrato in tanti”. Poi la domanda se creda di aver fatto la storia con il suo caso: “È possibile, chissà – ha detto Roggero – Non era uno degli obiettivi, no, assolutamente, però è una conseguenza”. La difesa ha depositato un’istanza di differimento dell’esecuzione della pena, mentre la moglie ha presentato una domanda di grazia.

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Nasce l’Osservatorio di Trieste, una porta aperta per il dialogo tra le diplomazie internazionali “Una porta e un porto aperto, base naturale e ideale condizione giuridica preposta ad accogliere il dialogo tra le diplomazie mondiali” Nasce con la formale costituzione l’Osservatorio Libero di Trieste. A presiedere il nuovo organismo Giorgio Deschi, triestino, esperto di materia geopolitica e forte conoscitore della materia del Trattato di Pace di Parigi del 1947, già osservatore alle elezioni politiche che si sono tenute nella Federazione Russa nel settembre 2023 A norma dell’articolo 3 dello Statuto approvato contestualmente all’atto costitutivo “l’Osservatorio Libero di Trieste, con sede a Trieste, si fonda e opera in osservanza delle leggi superiori del diritto internazionale”. Si indicano in particolare quali riferimenti normativi la Risoluzione 16 del Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite-ONU del 10 gennaio 1947, il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 con gli articoli 4, 21 e 22 ed in seguito all’allegato VI determinano “ius cogens” ogni aspetto dell’esistenza del Territorio Libero di Trieste così come recepito anche dallo Stato italiano con il decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato il 28 novembre 1947 – legge 1430 ed in seguito ratificato nella legge italiana 3054/52 del 25 novembre 1952. Lo scopo statutario dell’Osservatorio Libero di Trieste, che ha sede anche a Mosca, è informare, promuovere e realizzare concordemente agli interessi specifici politici ed economici dei popoli di tutte le nazioni firmatarie del Trattato di Pace di Parigi del 1947 quanto previsto dalle leggi internazionali vigenti ed in primis garantire contestualmente ed equamente gli interessi fin qui acquisiti dei tre Paesi amministratori delle zone A e B del Territorio Libero di Trieste: Rispettivamente la Repubblica Italiana, la Repubblica di Slovenia e la Repubblica di Croazia. L’Osservatorio Libero di Trieste si qualifica inoltre come “una porta e un porto aperto, base naturale e ideale condizione giuridica preposta ad accogliere il dialogo tra le diplomazie mondiali per la realizzazione in seno al riconosciuto superiore vigente diritto internazionale, dell’allargamento dei benefici derivanti dallo statuto permanente del Territorio Libero di Trieste e del suo Porto Libero Internazionale ai Paesi in via di sviluppo, in via di riconoscimento, non riconosciuti o riconosciuti parzialmente”. L’Osservatorio Libero di Trieste indica il Territorio Libero di Trieste come deputato ad essere incontro di culture, promotore di pace, modello di sviluppo sociale al servizio dei popoli, culture e nazioni nel pieno rispetto delle aspirazioni e degli interessi di tutte le parti. Tutto nel rispetto del principio “pacta sunt servanda”. Per il presidente Giorgio Deschi “l’Osservatorio Libero di Trieste nasce qui dove mondo latino slavo e germanico si uniscono in triplice abbraccio a richiamare l’attenzione del Consiglio di Sicurezza Onu e dei suoi cinque membri permanenti al dialogo nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite di cui questo territorio e “figlio” ancora in essere per il diritto internazionale dal 1947 ed è ancora oggi formula perfetta per la creazione al centro dell’Europa “Euromediterranea” di una piattaforma ideale e modello innovativo per la risoluzione pacifica dei conflitti in atto, la creazione di un centro a disposizione della diplomazia di tutte le Nazioni per la discussione degli futuri assetti geopolitici”.

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