“Prima il programma è quello che ci chiede la nostra gente. Capire di quale progetto vogliamo essere co-protagonisti. Poi i nomi, poi la guida, e su questo l’ho sempre detto, o facciamo l’accordo, come succede in tanti paesi europei, che guida chi ha più voti, chi ha più consenso, oppure faremo delle primarie a cui mi sono sempre detta disponibile. Ma prima, adesso, il programma comune. E devo dire che io sono molto fiduciosa su questo. Perché in questi tre anni e mezzo di lavoro testardamente unitario, abbiamo costruito in parlamento e nelle piazze del paese, tante proposte condivise insieme, sui temi fondamentali”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervistata da Enrico Mentana al Festival Open, di Parma.
Meloni dica quando e con che legge si vota
“Vorrei che Giorgia Meloni dicesse a noi e al paese quando si andrà a votare, perché nella maggioranza sono divisi anche sulla data del voto. E vogliamo sapere con quale legge elettorale andare al voto”.
Condivido tante proposte M5S, su Ucraina troveremo compromesso
“Ogni forza politica è impegnata a fare i suoi percorsi. Si è chiuso oggi stesso quello del Movimento 5 Stelle e io ho guardato con attenzione anche quello che è emerso da Nova, dalle proposte. E ci ho ritrovato moltissime cose assolutamente condivisibili, se non sovrapponibili, a quelle che stiamo portando avanti noi, come Partito Democratico, come anche le altre forze di coalizione. Su quelle su cui non siamo già d’accordo, come ho detto, discuteremo. Sull’Ucraina noi come Pd abbiamo una posizione chiara chiediamo una sola voce negoziale dell’Ue”, prosegue. E quanto agli alleati di centrosinistra ammette: “Non siamo d’accordo su una differenza di vedute, sul fatto che secondo noi fino a che non otteniamo negoziato e una pace giusta per l’Ucraina, sia fondamentale anche sostenere un paese che subisce un’invasione criminale e in cui anche ieri sono morti altri quattro civili sotto i missili russi. Ecco, su questo possiamo discutere e discuteremo fino a trovare un compromesso, come abbiamo sempre fatto, perché nessuno di noi intende mai più fare il favore alla destra di dividerci, come è successo nel 2022. Lo dobbiamo ai nostri elettori”.
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