Sarebbe stata la rinuncia di un colloquio di lavoro al Nord, la causa della lite tra padre e figlio finita nel sangue a Vasto (Chieti), ieri. Antonio Sciorilli, dirigente della Azienda sanitaria locale di Chieti, 52 anni, avrebbe confessato l’omicidio del figlio 20enne, Andrea Sciorilli. Il corpo del ragazzo è stato trovato ieri, nel garage del condominio di famiglia con numerose ferite da arma da taglio. Dopo un interrogatorio, durato tutta la notte, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Vasto, diretto da gennaio da Rita Cerino. La garante per i diritti dei detenuti ha raggiunto la Casa lavoro frentana sottolineando che quanto accaduto è “una tragedia immane” e che è stato attivato il protocollo previsto per casi come questo. Circa2 anni, il giovane era stato denunciato per maltrattamenti in famiglia. I rilievi dei carabinieri, conclusi a tarda notte, hanno evidenziato tracce ematiche anche nell’ascensore dello stabile in cui abitavano padre e figlio. “È in stato confusionale, abbiamo fiducia nell’operato delle forze dell’ordine”, ha dichiarato il legale, Massimiliano Baccalà, che rappresenta il padre della vittima, confermando lo stato di fermo del suo assistito. Per mercoledì è stata disposta l’autopsia sul corpo della vittima. L’incarico per eseguirla è stato affidato al medico legale, Pietro Falco, che ha già svolto ieri una ricognizione cadaverica. L’esame autoptico, disposto dal pubblico ministero Silvia Di Nunzio, servirà a chiarire la dinamica dei colpi inferti e a confermare i dettagli emersi dopo il fermo del padre.
Padre ha colpito il figlio sul letto
Il giovane sarebbe stato colpito a morte mentre si trovava sul letto, in un momento in cui i due erano soli all’interno dell’abitazione di famiglia. Il delitto sarebbe maturato al culmine di un diverbio legato al rifiuto del ragazzo di partecipare a un corso di formazione in un’azienda a Piacenza per un’opportunità lavorativa. Dopo l’aggressione, l’uomo avrebbe tentato di trascinare il corpo nel garage condominiale per occultarlo, ma il piano sarebbe stato interrotto dalla segnalazione di un testimone, che ha allertato i carabinieri. Antonio Sciorilli ha confessato l’omicidio intorno alle 5 di questa mattina, al termine di un interrogatorio fiume davanti agli inquirenti. Sul luogo del delitto sono stati effettuati rilievi scientifici, che hanno confermato la presenza di tracce ematiche sia nell’appartamento che nell’ascensore dello stabile. Mercoledì l’autopsia, affidata al medico legale Pietro Falco, cercherà di chiarire la dinamica dei fendenti inflitti.
Arma usata dal padre è un’ascia
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Andrea Sciorilli, 20enne ucciso ieri a Vasto (Chieti) dal padre Antonio Sciorilli, 51enne impiegato dell’Asl2, sarebbe stato colpito a morte con 3 colpi di ascia, due al cranio e uno, quello fatale, allo sterno, mentre si trovava nel letto. Al momento del delitto, avvenuto prima di mezzogiorno, padre e figlio erano soli in casa. La madre della vittima, cassiera in un centro commerciale dell’area frentana, ha scoperto l’accaduto solo al suo rientro, accusando un malore alla vista del corpo esanime del figlio in garage. Dopo l’aggressione, il padre avrebbe provato a occultare il cadavere utilizzando l’ascensore condominiale per trasportare il corpo. Nel seminterrato sarebbe stato notato da un testimone, che avrebbe dato l’allarme ai carabinieri. I militari poco dopo hanno raggiunto la palazzina, trovando l’uomo in stato confusionale e il corpo del figlio. All’origine del gesto ci sarebbe il rifiuto del ragazzo di trasferirsi a Piacenza per un’opportunità lavorativa. L’uomo, descritto dai conoscenti come una persona stimata, ha confessato il delitto alle 5.30 di questa mattina dopo un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Vasto (Chieti). Resta da chiarire la premeditazione del gesto, ha precisato in conferenza stampa il procuratore capo di Vasto, Raffaele Seccia. Nel 2024 il padre e la figlia, giovane avvocata a Roma, avrebbero denunciato il giovane per maltrattamenti in famiglia. Un meso dopo però la denuncia è stata ritirata.
