A gennaio 2026 l’export flette su base annua del 6,0% (era +5,1% a dicembre 2025). La flessione tendenziale dell’export verso i mercati extra Ue27 si deve principalmente alle minori vendite di energia (-38,0%) e beni strumentali (-15,1%); aumentano soltanto le esportazioni di beni intermedi (+5,3%). L’import registra una flessione tendenziale più marcata (-14,0%), che riguarda tutti i raggruppamenti ed è più ampia per energia (-31,4%). Lo rileva l’Istat. A gennaio 2026 si rilevano flessioni su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27; le più ampie riguardano paesi MERCOSUR (-18,5%), Giappone (-16,2%), Regno Unito (-14,8%), paesi ASEAN (-7,1%) e Stati Uniti (-6,7%). Aumentano soltanto le esportazioni verso Svizzera (+15,3%) e Cina (+14,5%). Tranne che dai paesi MERCOSUR (+1,9%), le importazioni da tutti i principali paesi partner extra Ue27 sono in calo su base annua. Le riduzioni tendenziali più marcate riguardano gli acquisti da paesi OPEC (-31,8%), paesi ASEAN (-17,5%), Turchia (-17,2%) e Stati Uniti (-12,1%). “A gennaio, la riduzione congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue27 è spiegata soprattutto dalle minori vendite di beni strumentali. Anche la sua flessione tendenziale si deve principalmente alle minori esportazioni di beni strumentali ed è per metà determinata dalla contrazione delle vendite dirette verso Stati Uniti e Regno Unito”, spiega l’Istat commentando i dati. “La più marcata flessione dell’import su base sia mensile sia annua è dovuta in particolare ai minori acquisti di beni intermedi ed energia. L’andamento degli scambi con i paesi extra Ue27, a inizio 2026, si traduce in un avanzo commerciale (+2,1 miliardi di euro) più ampio rispetto a gennaio 2025 (+370 milioni di euro)”, aggiunge l’istituto di statistica.
