Esteri

“Con la geopolitica che cambia, più relazioni commerciali e culturali tra Italia e Pakistan”    

Intervista a Shahid M. Ajmal, Imprenditore ed esponente della Comunità pakistana in Italia

 

di Franco Vincenzi

 

Il Pakistan è un paese dalle enormi potenzialità, ma spesso viene raccontato solo attraverso le sue crisi politiche ed economiche. Tuttavia, dietro le difficoltà, c’è una nazione giovane, ricca di risorse naturali, con un settore tecnologico in espansione e una posizione strategica che la rende un attore chiave negli equilibri geopolitici dell’Asia meridionale. Per comprendere meglio le sfide e le opportunità del Pakistan, abbiamo intervistato il Signor Shahid. M. Ajmal,  imprenditore italo-pakistano che opera  nelle Marche e in Emilia-Romagna  nei settori dell’import-export, del commercio rottami refrigeranti, dell’autodemolizione e oltre che nel settore dell’Ecofrost per lo smaltimento di gas refrigeranti e vecchi impianti di riscaldamento, con due impianti nelle Marche e nell’Emilia Romagna, a Rimini. Oltre alla sua attività imprenditoriale è molto attivo nelle relazioni commerciali tra Italia e Pakistan.  Ha partecipato a diverse missioni imprenditoriali, al seguito dell’ex Sottosegretario Ivan Scalfarotto  e collabora  intensamente  con l’Ambasciata pakistana in Italia per lo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi.   In questo nostro colloquio ci offre una prospettiva diretta sul presente e sul futuro del suo paese.

Signor Ajmal, il Pakistan è spesso descritto come un paese in bilico tra crisi politiche e grandi possibilità di crescita. Qual è la sua valutazione della situazione attuale?

Il Pakistan ha attraversato momenti difficili, tra instabilità politica ed economica. Tuttavia, è importante sottolineare che si tratta di una nazione con risorse straordinarie e una popolazione giovane e dinamica. Negli ultimi anni, il governo ha avviato riforme economiche importanti per attrarre investimenti e stabilizzare il sistema finanziario. La sfida principale resta la governance: serve una maggiore stabilità per garantire una crescita sostenibile. Molti osservatori vedono il Pakistan come una potenziale potenza regionale, grazie alla sua posizione strategica tra India, Cina e Medio Oriente. Per raggiungere questo obiettivo, il paese deve lavorare su infrastrutture, istruzione e riforme economiche.

Molti imprenditori italiani si chiedono se valga la pena investire in Pakistan. Quali sono i settori più promettenti?

Il Pakistan è una terra di opportunità, soprattutto nei settori tessile, agricolo, tecnologico ed energetico. Il tessile è la spina dorsale dell’economia pakistana ed è un settore che può offrire grandi possibilità di collaborazione con l’Italia, leader mondiale nella moda e nel design. Anche la tecnologia sta crescendo rapidamente: il governo pakistano sta incentivando le startup, in particolare nell’IT e nell’e-commerce. Inoltre, il Pakistan ha un enorme potenziale nel settore delle energie rinnovabili. Il governo sta investendo in solare ed eolico e ci sono incentivi per chi vuole entrare in questo mercato. Un altro settore chiave è quello delle infrastrutture: il Pakistan ha bisogno di nuove strade, ponti, ferrovie e impianti industriali. Il Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC) ha già portato miliardi di dollari di investimenti, ma c’è ancora molto da fare.

Il Pakistan non è ancora una meta turistica di massa. Quali sono i luoghi più affascinanti che consiglierebbe a chi vuole visitarlo?

Il Pakistan è una destinazione straordinaria che purtroppo non è ancora molto conosciuta dal turismo internazionale. Tra le mete imperdibili c’è la Valle di Hunza, con i suoi paesaggi mozzafiato e le montagne imponenti. Lahore, invece, è il cuore culturale del paese, con il Forte di Lahore e la splendida Moschea Badshahi. Abbiamo anche siti archeologici di rilevanza mondiale, come Mohenjo-daro, una delle città più antiche della civiltà della Valle dell’Indo. Inoltre, la regione del Baluchistan offre scenari naturali incredibili, dalle spiagge del Mar Arabico alle montagne di Hingol. Il governo sta lavorando per facilitare il turismo, con visti elettronici e infrastrutture migliori. È il momento giusto per scoprire il Pakistan.

Qual è la situazione delle relazioni economiche e diplomatiche tra Italia e Pakistan?

Le relazioni sono solide e in crescita. Il commercio bilaterale ha superato i 2 miliardi di euro, ma ci sono ancora molte opportunità da esplorare. L’Italia è tra i principali partner commerciali del Pakistan in Europa, soprattutto per il settore tessile e agroalimentare e la presenza di una numerosa comunità pakistana in Italia aiuta a rafforzare i legami. Ci sono però molte altre possibilità da esplorare: il Made in Italy è molto apprezzato in Pakistan e ci sono margini per aumentare l’export di prodotti italiani. A livello diplomatico, il dialogo è sempre stato positivo, ma sarebbe utile rafforzare gli scambi culturali e accademici. Più studenti pakistani in Italia e più italiani in Pakistan aiuterebbero a creare una conoscenza reciproca più profonda.

In quali settori l’interscambio commerciale potrebbe intensificarsi?

Sicuramente nel tessile. Il Pakistan è uno dei maggiori produttori mondiali di cotone e tessuti, mentre l’Italia eccelle nel design e nella moda. Creare collaborazioni per la fornitura di materie prime e l’uso di tecnologie italiane nella lavorazione tessile potrebbe essere un grande vantaggio per entrambi. Un altro settore chiave è l’agroalimentare: l’Italia potrebbe esportare macchinari agricoli e tecnologie per la trasformazione alimentare, mentre il Pakistan potrebbe aumentare l’export di riso Basmati, mango e spezie.

E per quanto riguarda l’energia e le infrastrutture?

Sono settori strategici. Il Pakistan ha bisogno di energia e l’Italia è all’avanguardia nelle rinnovabili. Esistono già collaborazioni per impianti solari ed eolici, ma c’è spazio per investimenti più ambiziosi. Anche le infrastrutture sono fondamentali: il Pakistan sta crescendo rapidamente e le imprese italiane potrebbero offrire il loro know-how nel settore delle costruzioni.

Quali sono i vantaggi reciproci di una cooperazione più stretta tra i due Paesi?

Per l’Italia, significherebbe accedere a un mercato emergente con una popolazione giovane e dinamica, oltre a nuove opportunità di investimento. Per il Pakistan, significherebbe modernizzare i propri settori industriali, migliorare la formazione e attrarre investimenti strategici. In un mondo che cambia rapidamente, rafforzare questi legami sarebbe una scelta intelligente per entrambi.

 

La comunità pakistana in Italia è numerosa e ben radicata. Quali sono le sfide e le prospettive per i pakistani in Italia?

La comunità pakistana in Italia è una delle più integrate d’Europa. Siamo presenti soprattutto nel settore della ristorazione, del commercio e dell’imprenditoria. Tuttavia, ci sono ancora ostacoli da superare, come la burocrazia e il riconoscimento dei titoli di studio pakistani. Molti giovani pakistani di seconda generazione stanno emergendo in settori come la medicina, l’ingegneria e il digitale. È fondamentale investire nella formazione per garantire che possano contribuire pienamente alla società italiana. L’Italia ha bisogno di lavoratori qualificati in molti settori, dall’industria alla sanità. Facilitare l’integrazione dei cittadini pakistani può essere una soluzione per colmare queste lacune. Anche i Pakistani devono partecipare alla vita politica locale per stimolare ancor più l’attività sociale e culturale delle nostre comunità.

Qual è il suo messaggio per chi vuole conoscere meglio il Pakistan e contribuire a costruire un ponte tra i due paesi?

Il Pakistan è un paese in trasformazione, con sfide ma anche grandi opportunità. Chiunque voglia visitarlo troverà un’accoglienza calorosa e un patrimonio culturale straordinario. Chi vuole investire troverà un mercato in crescita e settori in espansione. Italia e Pakistan hanno un legame storico basato su commercio, cultura e immigrazione. Rafforzare questi rapporti significa costruire un futuro di cooperazione e sviluppo per entrambe le nazioni. Mi auguro che sempre più italiani scoprano il vero volto del Pakistan, non solo attraverso le notizie negative, ma anche attraverso la sua gente, la sua cultura e il suo straordinario potenziale economico. E infine, vorrei approfittare di questa intervista per rivolgere un vivo  e sincero ringraziamento all’Italia. Questo meraviglioso Paese che ha accolto me e tanti miei connazionali con sentimenti di grande solidarietà e amicizia. E che ci  ha consentito di raggiungere significativi traguardi nel mondo del lavoro e soprattutto in quello dell’imprenditoria italiana e internazionale.

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