Conti pubblici: Schlein, governo aveva numeri per fare tutto e non ha fatto niente
I dati Eurostat sono “per l’Italia anche la certificazione del fallimento delle politiche economiche di questo governo”. Lo ha dichiarato conversando con i cronisti in Transatlantico la segretaria del Pd, Elly Schlein. “Tra la totale assenza di politiche industriali e il calo di produzione industriale da tre anni consecutivi, l’assenza di una strategia per la crescita, il record di pressione fiscale negli ultimi dodici anni, e i tagli ai servizi fondamentali come la sanità, il trasporto, la scuola, questi dati segnano il fallimento di questo governo. Se non ci fossero state le risorse del Pnrr, che ricordo il partito di Giorgia Meloni non aveva nemmeno votato a favore, l’Italia sarebbe già in recessione”, aggiunge Schlein. “C’è pure l’aggravante che hanno accettato la richiesta sbagliata e irraggiungibile del 5% di spesa militare per non dire di no a Trump e in queste condizioni non ci sarà nemmeno quel margine in più che speravano di avere uscendo anticipatamente dalla procedura di infrazione. Avevano i numeri per fare tutto e sono riusciti a non fare niente che migliorasse la vita degli italiani e l’economia del Paese”, ha concluso la deputata dem.
Conti pubblici: Conte, Meloni disco rotto su Superbonus, basta balle
“Ci ha messo una intera giornata per trovare uno straccio di giustificazione al fallimento economico del suo Governo. Un fallimento che purtroppo penalizza tutti noi, certificato dai dati di oggi. Poco fa Meloni ha avuto l’illuminazione. La voragine delle spese sul Riarmo, con aumenti di 12 miliardi l’anno sulle spese militari? I 14 miliardi buttati sul plastico del Ponte sullo stretto? Il miliardo buttato nei Centri in Albania? I tagli a investimenti, sanità e scuola che ha firmato in Europa? I record sulle tasse? I 3 anni di crollo della produzione industriale senza un piano industriale? Il rifiuto di tassare gli extraprofitti di banche e aziende energetiche? Macché”. Lo scrive su Facebook il presidente del M5S, Giuseppe Conte. “E’ tutta colpa del Superbonus! Presidente Meloni, il disco si è rotto. Questa lagna la sentiamo da 4 anni. Basta con queste balle da parte di chi ha un ministro dell’Economia che ha gestito più di tutti il Superbonus, dalla leader di un partito che ha proposto negli anni estensioni e proroghe di quella misura, che ha usato i numeri della crescita e dei posti di lavoro prodotti da quella misura per la sua propaganda. Dopo 4 anni e 0 riforme il tempo della “superscusa” è scaduto . Presidente Meloni, parlaci piuttosto dei 209 miliardi che ti abbiamo lasciato da spendere e che non hai nemmeno saputo mettere a terra. Hai trovato la tavola riccamente imbandita e sei stata così incapace da impoverire famiglie e imprese”, conclude.
Conti pubblici: S.Craxi (FI), Paese recupera solidità, ora rafforzare crescita
“I dati sul deficit confermano un netto miglioramento dei conti pubblici. È un risultato che riflette la qualità dell’azione del governo di centrodestra, improntata a una gestione responsabile e coraggiosa delle risorse pubbliche in una delle fasi economiche più complesse degli ultimi decenni. Il percorso avviato alla fine del 2022 ha mostrato con chiarezza chi ha operato con serietà, nonostante le previsioni catastrofiche di allora, e chi invece ha lasciato in eredità misure che hanno pesato in modo significativo sul bilancio dello Stato”. Così Stefania Craxi, presidente dei Senatori di Forza Italia. “Senza interventi del passato come il Superbonus e senza le tensioni internazionali, l’Italia – aggiunge – sarebbe già oggi sotto la soglia del 3 per cento. Anche se questo traguardo è sfumato più per prudenza previsionale che per dati reali, il quadro complessivo resta positivo e indica un Paese che sta recuperando solidità. Per Forza Italia questi risultati non rappresentano un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova fase, dove serve rafforzare la crescita, sostenere cittadini e imprese, valorizzando il sistema produttivo nostrano a cui va ascritto anche il merito di questi risultati”. “Per il futuro, per la prossima manovra, come Forza Italia riteniamo essenziale puntare su investimenti capaci di generare sviluppo e aumentare la produttività, soprattutto in un contesto internazionale instabile. È la ‘spesa buona’ che può consolidare i progressi ottenuti e rendere più competitivo il sistema Paese, ribadendo contestualmente il nostro impegno per regole europee più adeguate alle esigenze attuali. Ma, qualora non vi fosse disponibilità a modificarle, l’Italia dispone oggi di fondamenta più solide e di margini che le consentono di agire con autonomia e responsabilità”, conclude la capogruppo al Senato di Forza Italia.
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