La guerra di Putin

Cosa vuole veramente il nordcoreano Kim dal russo Putin?

 

di Giuliano Longo

Il presidente russo Vladimir Putin accoglie il leader nordcoreano Kim Jong presso il campus dell’Università Federale dell’Estremo Oriente sull’isola russa nel porto russo orientale di Vladivostok.  Secondo quanto riferito dall’agenzia di stato TASS, Kim ha offerto il suo “pieno e incondizionato sostegno” al presidente russo Vladimir Putin durante la sua visita nella Russia orientale questa settimana.

Gli analisti ipotizzano che ciò potrebbe significare munizioni per la guerra  in Ucraina, compatibili con l’artiglieria russa di cui  la Corea del Nord avrebbe grandi quantità.  Ma rispetto all’enfasi allarmistica dei media occidentali, si tratterebbe un aiuto limitato perché le munizioni nordcoreane hanno scarsa affidabilità e precisione e inoltre dovrebbero venir trasferite via ferrovia  a migliaia di chilometri dal fronte.

Ma allora  cosa vuole realmente Kim? Come sempre, la Corea del Nord ha bisogno di cibo, fertilizzanti e potenzialmente altri aiuti umanitari, anche se è improbabile che Kim si rechi fino in Russia solo per ricevere aiuti alimentari.

La realtà e che il programma missilistico e nucleare della Corea del Nord è a una svolta. Anche se una verifica di questo programma  è impossibile, le armi nucleari della Corea del Nord sembrano funzionare.

Ma non è chiaro quanto questi missili possano sopravvivere contro quelli di altri Paesi, fino a che punto le armi nucleari trasportare dai vettori siano state miniaturizzate, con quanta precisione  possano essere puntati e lanciati simultaneamente. C’è poi da dire che negli ultimi mesi sono falliti  i due lanci falliti di satelliti spia, il che suggerisce limiti tecnologici.

La Russia potrebbe, ma solo in teoria, offrire alla Corea del Nord il suo know-how tecnologico soprattutto per la  tecnologia satellitare avanzata. Inoltre potrebbe anche essere in grado di offrire al Kim la tecnologia sottomarina alternativa ai lanci di  armi nucleari.

Ma i progressi nella tecnologia sottomarina e missilistica spingerebbero il Giappone e la Corea del Sud a rafforzare  i propri deterrenti. mentre  stanno già rafforzando le proprie capacità militari con gli Stati Uniti di fronte alle minacce percepite da Cina e Corea del Nord.

Ciò che la Russia certamente non può fornire alla Corea del Nord è l’aiuto militare su scala industriale.Questa è, in effetti, la più grande debolezza della Russia: la guerra con l’Ucraina sta consumando le sue armi e munizioni molto più velocemente di quanto riesca a produrle.

E’ noto he la sua capacità di produrre armi nuove e ad alta tecnologia è stata ulteriormente inibita dalle sanzioni dell’Occidente sebbene alcune importazioni di tali attrezzature e materiali ad alta tecnologia, continuino ad arrivare attraverso i paesi vicini.

Eppure a ben vede la Russia offre a Kim  una via d’uscita dal suo dilemma strategico. Dopo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto sanzioni alla Corea del Nord per il suo programma nucleare nel 2009, molti paesi hanno tagliato i legami commerciali con il regime lasciandolo  dipendente, in modo scomodo, dalla Cina.

Di conseguenza, la Corea del Nord ha cercato opportunisticamente di riallacciare i legami con altri paesi per ridurre la sua dipendenza  dalle pressioni cinesi. L’ondata di vertici con Corea del Sud, Stati Uniti e Russia nel 2018 e nel 2019 rientrava in questa strategia, ma ha prodotto pochi benefici concreti, nonostante  Donald Trump abbia incontrato Kim Jong Un nel 2019 nel villaggio di confine di Panmunjom nella zona demilitarizzata.

Su può quindi  presumere che l’ultimo vertice di Kim/Putin sia la continuazione di questa politica.  Il principale ostacolo alla Cina e alle sue  aziende nel fornire tecnologia e altri beni sanzionati a Pyongyang , è il timore delle sanzioni secondarie statunitensi, fattore che ha limitato gli aiuti cinesi anche se non li ha fermati del tutto.

La Russia stessa è ora soggetta alle sanzioni occidentali, ma non si preoccupa molto (per ora) delle conseguenze,  quindi di fornire aiuti alla Corea del Nord, ma non vuole impegnarsi nella proliferazione di armi nucleari e missilistiche, e certamente  usa molta cautela nel favorire un  paese dotato di armi nucleari ai propri confini. Si sa mai!

Ieri durante l’incontro con Kim, Putin ha affermato che tutte le opzioni di cooperazione sono sul tavolo, incluso forse sul suo programma satellitare. Inutile dire che ciò sarebbe in diretta violazione delle sanzioni delle Nazioni Unite, nonché degli impegni della Russia nei confronti del regime di controllo della tecnologia missilistica.

E allora? Allora resta la via dei commerci. Negli ultimi anni, le importazioni e le esportazioni della Corea del Nord si sono limitate ai trasferimenti da nave a nave lungo le rotte marittime e terrestri che attraversano la Cina. 

Avere  la Russia come nuovo partner economico apre la rotta ferroviaria tra Vladivostok e la Corea del Nord, nonché le rotte marittime tra la Corea del Nord e la Russia orientale, che hanno già avuto un ruolo in passato nelle operazioni di contrabbando di carbone da quel Paese.

Insomma, molto meno di quanto si sospetta in Occidente, ma per Kim, nel suo non tanto splendido isolamento, molto di più di quanto si poteva aspettare.

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