Politica

Cos’ha veramente in testa Victor Orban con i suoi Patrioti ?

di Bakthazar

A Vienna il 30 giugno parlando della costituzione del gruppo di destra al Parlamento Europeo  dei “Patrioti per l’Europa”a è salito sul palco con i populisti di destra di Austria e Repubblica Ceca.

Per l’occasione ha anche annunciato l’adesione dei partiti dei territori  degli Asburgo: Austria, Boemia e cui si sono aggiunti i francesi di Le Pen, gli italiani della Lega  e gli spagnoli di Vox, che  questi ultimi di Asburgico hanno ben poco se non il  riferimento all’austriaco Lombardo Veneto in  Italia e  in Spagna all’impero di Carlo V nel sedicesimo secolo. Ma la di là dell’ironia il risultato è che Victor ha messo in piedi il terzo gruppo più importante al Parlamento Europeo, emerginando l’altro partito di destra, quello dei Conservatori e democratici europei di Giorgia Meloni.

Giorgia, che si appresta a votare per  la Von der Leyen in cambio di una poltrona importante  per l’Italia in Commissione, accusa il colpo e afferma “la partecipazione e la composizione dei gruppi europei non impedisce affatto che ci siano ottimi rapporti e che ci siano forme di collaborazione, come dimostra il caso italiano dove mi corre l’obbligo di ricordare che i tre partiti che compongono la maggioranza, pur stando insieme praticamente da 30 anni, sono sempre stati in gruppi europei diversi”.

Si, ma quando contavano di più prima Forza Italia e poi la Lega.

E mentre Giorgia si arrampica sugli specchi, Victor a Vienna dichiara “Stiamo creando una formazione politica che, a mio avviso, decollerà come un razzo e diventerà molto rapidamente il gruppo più grande della destra europea…Il cielo è il limite”. .

I francesi della Le Pen avranno la delegazione più numerosa con 30 eurodeputati, ma Orban e i suoi alleati “asburgici”potrebbe dominare il gruppo se riuscisse ad attirare i partiti populisti di Slovenia e Slovacchia,come sembra probabile

Qualunque cosa si pensi del leader ungherese e della sua  diplomazia della spola  che lo ha portato da Kiev a Mosca e Pechinoe oggi in Florida per incontrare “l’amico” Trump , non si può negare che approfittando del semestre di presidenza UE, lui si dia molto da fare, come ampiamente previsto.

Dopo aver saputo venerdì del viaggio di Orbán a Mosca, il primo ministro slovacco Robert Fico, sopravvissuto di recente a un tentativo di assassinio , si è prodigato in elogi.

“Voglio congratularmi con il primo ministro ungherese ed esprimere la mia ammirazione per la sua decisione di visitare Kiev e Mosca senza alcuna esitazione”,ha detto Fico, il cui partito Smer sta pensando di passare ai Patrioti. “Se la mia salute lo avesse permesso, mi sarei unito a lui volentieri”ha aggiunto.

L’ungherese e lo slovacco provengono da fronti opposti. Mentre Orbán, un tempo dissidente che si opponeva ai sovietici, proviene dalla destra, Fico è un ex comunista che è diventato socialdemocratico dopo la caduta del Muro di Berlino. La loro crescente cordialità spiega in gran parte l’attrattiva dei Patrioti di Orbán nell’Europa centrale e orientale.

Oltre alla crescente frustrazione per quella che considerano la mano pesante di Bruxelles, i Patrioti condividono una visione decisamente più benevola del presidente russo Vladimir Putine della sua guerra contro l’Ucraina.

Ad eccezione dell’Austria, i partiti di estrema destra che hanno aderito ai Patrioti finoraprovengono da paesi membri della NATO, ma  la maggior parte non fa mistero del proprio rispetto per il leader russo..

Putin non può perdere”,ha detto Orbán domenica in  un’intervista  con i media Axel Springer  “L’idea che la Russia possa essere sconfitta è molto difficile da comprendere.”

Sul piano delle politiche nazionali oltre a una posizione critica sulle burocrazie di Bruxelles la coalizione di Orbán è unita dalla comune resistenza all’immigrazione dal mondo musulmano.

“Crediamo in un’Europa determinata a proteggere i propri confini, a fermare l’immigrazione clandestina e a preservare la propria identità culturale, seguendo la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini europei”,ha scritto il gruppo nel suo manifesto fondativo.

Con gli affiliati ai Patriot già al potere in Ungheria,  e in testa ai sondaggi nella Repubblica Ceca e in Austria in vista delle elezioni di settembre in entrambi i paesi, l’alleanza di Orbán potrebbe presto trasformarsi in un colosso politico in tutta l’UE.

Ciò gli garantirebbe proprio quella piattaforma paneuropea che Orban sta cercando di realizzare da quando il suo partito, “Fidesz” ha abbandonato il Partito Popolare Europeo di centro-destra,il gruppo più numeroso del Parlamento.

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