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Covid, Regioni in campo per contenere i rischi

Noi abbiamo continuato a monitorare l’andamento epidemico, e oggi vediamo una crescita dei casi e delle ospedalizzazioni, ma non vediamo, per fortuna, una situazione clinica preoccupante”. Allo stato attuale, dunque, per l’assessore regionale alla Salute dell’Emilia-Romagna, Raffaele Donini, non c’è motivo di allarmarsi per l’aumento dei contagi da Covid.
Parlando con i cronisti a margine di una conferenza stampa a Bologna, l’assessore spiega che “l’Organizzazione mondiale della sanità ha detto che la pandemia era finita, il ministero è su questa linea e noi ci atteniamo alle disposizioni ufficiali”. Dunque, precisa, “quando l’Oms ci dice che siamo ormai in una fase endemica, vale a dire che il virus circola, ma non colpisce più come quando le ondate epidemiche erano più preoccupanti, noi ci attestiamo lì”. Questo, conclude però Donini, “non vuol dire che smettiamo di osservare l’andamento epidemico: siamo collegati con tutte le strutture nazionali e internazionali per monitorare l’andamento, ma oggi, dal punto di vista clinico, il Covid non è tornato ad essere quello che abbiamo conosciuto nella fase più dura della pandemia“. In Toscana “gestiremo il Covid come l’influenza”. Tuttavia “lancio un appello: vaccinatevi”. L’invito arriva direttamente dal governatore, Eugenio Giani, che, nel corso di un punto stampa convocato a palazzo Strozzi Sacrati, spiega: “A metà ottobre avremo i vaccini per l’influenza” e per la campagna antinfluenzale 2023-2024 “metteremo a disposizione più di un milione” di fiale. L’auspicio, quindi, è che i toscani, soprattutto i più fragili, si scudino contro l’influenza stagionale e il Coronavirus. Lo dice perché il virus “sta risalendo: solo nell’ultima settimana ha raggiunto punte di 366 contagi al giorno, con una media di 250, mentre a metà agosto non superavamo i 150 casi”.  Certo, sottolinea, “non è il Covid conosciuto negli ultimi due anni. Non ha più carattere letale, o quantomeno, può averlo in casi eccezionali come avviene per l’influenza. E si presenta come un’influenza: malessere, apatia, ma non porta a quelle conseguenze a cui per due anni ci ha abituato l’epidemia. Proprio per questo il ministero della Salute non richiede più il distanziamento e quelle misure che hanno drammatizzato la nostra vita“. Però, osserva, “per le persone fragili è importante prevenirlo, perché resta sempre una patologia da evitare. Conseguentemente, si alzino le antenne: le persone più fragili, ma anche tutti coloro che vogliono prevenire” e tutelare “il proprio stato di salute, si vaccinino contro l’influenza e contro il Covid”, ribadisce.

aggiornamento Covid ore 14.39

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