di Giuliano Longo
Per comprendere la confusione e le incertezze che le dichiarazioni di Trump suscitano fra gli alleati basti citare i titoli odierni dell’autorevole Corriere della Sera che apre in prima pagina con “”Trump e Kiev, non sto con nessuno” . Mentre e in seconda pagina ribatte ”Trump esclude i supermissili- Kiev non colpisca Mosca”, per virare in termini consolatori sulla terza pagina titolando “Il generale americano chiamato a gestire la fornitura delle armi:l’Ucraina può vincere”.
Che poi quest’ultima è l’ultima follia, sempre più screditata dai fatti, che circola in Occidente.
In merito alla svolta di un Trump “incazzato” con Putin perché non accetta la SUA pace, va ricordato che il presidente americano e il segretario della NATO Mark Rutte hanno presentato un accordo, peraltro ancora vago, in base al quale la NATO (cioè i partner europei dell’alleanza) acquisterà armi dagli Stati Uniti, comprese le batterie antimissile Patriot, per poi darle all’Ucraina.
Così Rutte ha ormai sdoganato il fatto che la guerra in Ucraina riguarda solo l’Europa mentre gli Stati Uniti, bontà loro, ci vendono le armi necessarie a tentare di sostenere Kiev.
Fonti dell’amministrazione citate dai media statunitensi ritengono che il pacchetto di nuovi aiuti militari a Kiev abbia un valore di 10 miliardi di dollari, tutti a carico degli europei.
Secondo il Washington Post Trump stava valutando l’invio a Kiev anche di missili sino a /1.600 chilometri di raggio d’azione, ma ieri seta Trump ha smentito negando di voler consegnare all’Ucraina missili a lungo raggio, che renderebbero possibile colpire obiettivi più in profondità in territorio russo. “No, non intendiamo farlo“, ha detto ai giornalisti.
Come non bastasse ha anche affermato che Zelensky “non dovrebbe prendere di mira Mosca“, smentendo un articolo del Financial Times che rivelava il seguente affettuoso dialogo: Trump “Volodymyr, puoi colpire Mosca? Puoi colpire anche San Pietroburgo?”. E Zelensky ”Assolutamente. Possiamo farlo se ci date le armi”.
Per comprendere gli ultimi imbarazzanti sviluppi per la UE e i governi europei basti citare questa affermazione di Donald: “Penso che questa sia un’opportunità per ottenere la pace. L’Europa ha molto entusiasmo per questa guerra. Pensano davvero che sia una cosa molto, molto importante da sostenere, altrimenti non la sosterrebbero. Loro pagano per tutto, non pagherebbero se non ritenessero la guerra importante. Quella di Biden è stata la peggiore amministrazione della storia, e quella in Ucraina è la guerra di Biden. Io penso solo che debba finire”.
Stop, inutile tirarlo per la giacchetta al fine di coinvolgerlo sempre più, anche militarmente, nel conflitto ucraino, come sogna Zelensky.
Solo l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, visceralmente russofoba per la deportazione di suoi parenti dalla Estonia sovietica, ritiene che “da un lato, è molto positivo che il Presidente Trump stia prendendo una posizione forte sulla Russia. D’altro canto, 50 giorni sono un tempo molto lungo se vediamo che stanno uccidendo civili innocenti, anche ogni giorno”.
La propaganda ucraina, riferisce ogni giorno di vittime civili nei massicci bombardamenti dei missili e droni russi, ma tace sulle perdite e i danni inflitti all’apparato militare e industriale, che invece dovrebbero preoccupare la UE per il rischio che i russi possano scatenare pesanti offensive nelle prossime settimane con l’obiettivo di chiudere la partita sul campo di battaglia.
Lo stesso ultimatum a Putin dei 50 giorni prima che scattino le nuove sanzioni americame, è il segnale che Trump sta utilizzando la guerra in Ucraina, chiamandosene fuori in termini politici e militari, ma puntando all’incasso dall’Europa e da Kiev, senza determinare, di fatto, una vera escalation nei rapporti con Mosca.
Dove l’hanno ben capito tanto che alcuni media russi insistono sul fatto che il dialogo fra i due Presidenti non si è interrotto, anzi. Non a casi a un giornalista che chiedeva perché abbia concesso a Vladimir Putin un termine così lungo, Trump ha risposto in modo sfuggente che “questa non è la mia guerra, è la guerra di Biden, con me non sarebbe mai scoppiata”.
Quindi prende tempo e rivendica la sua decisione di imporre dazi a qualsiasi paese acquisti prodotti (energetici) russi nonostante il senatore Lindsay Graham, “falco” anti-russo che li proponga al 500% per chi compera gas e petrolio russo, quindi anche a India e Cina.
Se Trump fa molto rumore sui dazi con tutto il mondo, in realtà vorrebbe colpire i BRICS e gli altri Paesi che mantengono relazioni commerciali con la Russia, ma sa anche che questa mossa mossa potrebbe essere pericolosa per Washington che rischia di trovarsi isolata da buona parte del resto di un mondo ormai multipolare.
A questo punto è evidente che l’annuncio di nuove forniture di armi a Kiev ha un valore più politico ed economico che militare rivolto all’Europa che non sembra consapevole (o finge) di non sapere che poche decine di missili Patriot potranno ribaltare la situazione critica della difesa aerea ucraina, mentre sicuramente prolungherà il conflitto, magari anche con il supporto di personale della NATO in Ucraina..
L’ipotesi che le forze armate europee che possiedono i costosi sistemi Patriot li forniscano subito a Kiev, suscita anch perplessità circa i tempi lunghissimi di costruzione e consegna. mentre le possibilità che gli USA forniscano subito agli alleati missili nella quantità necessaria prelevati dalle loro ormai limitate scorte sono scarse.
L’Ucraina avrebbe ricevuto finora 10 batterie (ognuna con 8 lanciatori): 3 dagli USA, 4 dalla Germania (più altri 4 lanciatori), una dall’Olanda, una dalla Romania e una da Israele via Stati Uniti, ma non sono note le perdite che questi sistemi hanno subito dagli attacchi russi mirati.
Nella lista dei partner a NATO che hanno aderito al “club dei pagatori” non sembra al momento esserci l’Italia.
Ma il Rappresentante Permanente degli Stati Uniti presso la NATO, Matthew Whitaker, ha osservato che il complesso militare-industriale europeo non ha la capacità di produrre armi in quantità sufficienti per rifornire l’esercito ucraino e prepararsi contemporaneamente a un potenziale conflitto armato su larga scala nel Continente.
Pertanto, ha spiegato Whitaker, gli americani continueranno a fornire armi all’Ucraina, ma l’onere delle spese per queste forniture sarà ora interamente a carico degli europei. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti rimangono il principale produttore di armi e l’Europa è solo il cliente che paga .i conti. Allo stesso tempo, il
Il diplomatico ha inoltre sottolineato che l’iniziativa delle forniture non proviene dalla Casa Bianca, ma che sono stati gli stessi leader dei paesi europei ad aver espresso la loro disponibilità a pagare le forniture americane di armi alle Forze Armate ucraine.
Nel frattempo, la pubblicazione americana Politico riporta che la Francia non acquisterà armi americane per l’Ucraina: l’idea di questi acquisti appartiene principalmente alla Germania.
Mentre Merz è convinto che, data la limitata capacità produttiva dell’Europa, l’acquisto di armi americane sia uno dei pochi modi per continuare ad armare l’Ucraina, il Presidente francese insiste affinché gli europei costruiscano la propria base industriale di difesa acquistando sui mercati europei. Quali siano in grado di offrire tali armi, eccetto ovviamente la Francia non è noto, a meno che la germania non sblocchi finalmente i suoi Taurus.
Al oltre alla Germania, anche la Gran Bretagna e i Paesi Bassi, così come “altri quattro Paesi del Nord Europa”, parteciperanno al programma di finanziamento delle forniture di armi americane all’Ucraina.
E comunque il Tycoon riesce sempre a fare ottimi business.
