Esteri

Crimea e Donbass: Un Territorio Conteso Attraverso i Secoli

Mentre l’aquila americana e l’orso russo continuano il loro pericoloso confronto, il San Bernardo europeo cerca di navigare territori storicamente segnati da conflitti. La regione della Crimea e del Donbass rappresenta uno di quei luoghi dove la storia sembra ripetersi con tragica regolarità, un crocevia dove gli interessi delle grandi potenze si sono scontrati ripetutamente.

 

## Le Guerre di Crimea: Un Passato che Riecheggia nel Presente

 

**Guerra di Crimea (1853-1856)**: Il primo grande scontro moderno vide l’Impero Russo contro una coalizione formata da Impero Ottomano, Francia, Regno Unito e Regno di Sardegna. Il casus belli fu la pretesa russa di proteggere i cristiani ortodossi nei territori ottomani, ma il vero motivo era il controllo degli Stretti e l’influenza nel Mar Nero. La sconfitta russa portò al Trattato di Parigi del 1856, che limitò l’espansione russa verso il Mediterraneo.

 

**Guerra Civile Russa (1917-1922)**: Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, la Crimea divenne teatro di scontri sanguinosi tra l’Armata Rossa e le forze zariste. I britannici e i francesi intervennero a sostegno delle forze bianche, in un tentativo fallito di contenere il bolscevismo.

 

**Seconda Guerra Mondiale (1941-1945)**: La Crimea fu teatro di feroci combattimenti tra forze sovietiche e tedesche. L’assedio di Sebastopoli durò 250 giorni, lasciando la città in rovina. Nel 1944, Stalin ordinò la deportazione dei tatari di Crimea, accusandoli di collaborazionismo con i nazisti.

 

**Annessione della Crimea (2014)**: Dopo le proteste di Euromaidan in Ucraina, la Russia intervenne militarmente in Crimea. Il casus belli dichiarato da Mosca fu la protezione delle popolazioni russofone e la difesa dei suoi interessi strategici. Un referendum, non riconosciuto dalla comunità internazionale, portò all’annessione della penisola alla Federazione Russa.

 

## Il Donbass: Da Conflitto Regionale a Crisi Internazionale

 

**Guerra del Donbass (2014-2022)**: Nelle regioni orientali ucraine di Donetsk e Luhansk, gruppi separatisti sostenuti dalla Russia iniziarono un conflitto contro il governo ucraino. Il casus belli fu la presunta discriminazione contro le popolazioni russofone dopo Euromaidan. Gli accordi di Minsk (2014 e 2015) tentarono di stabilire un cessate il fuoco, ma rimasero in gran parte inattuati.

 

**Escalation e Invasione Russa (2022)**: Il 24 febbraio 2022, la Russia lanciò un’invasione su vasta scala dell’Ucraina. Putin citò come casus belli la “denazificazione” dell’Ucraina, la protezione delle repubbliche autoproclamate del Donbass e la prevenzione dell’espansione della NATO. Il conflitto è rapidamente diventato il più grande in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.

 

## Scontri Storici tra Russia ed Europa: Un Pattern Ricorrente

 

**Guerra Russo-Svedese (1700-1721)**: Parte della Grande Guerra del Nord, vide lo scontro tra l’emergente Impero Russo di Pietro il Grande e la Svezia, allora potenza dominante nel Baltico.

 

**Guerre Napoleoniche (1803-1815)**: La campagna di Russia del 1812 rappresentò uno dei più drammatici scontri tra l’Europa occidentale e orientale, con l’esercito francese che raggiunse Mosca prima di subire una catastrofica ritirata.

 

**Guerra di Crimea (1853-1856)**: Come già menzionato, vide le potenze europee occidentali unirsi all’Impero Ottomano contro la Russia.

 

**Prima Guerra Mondiale (1914-1918)**: La Russia zarista combatté contro gli Imperi Centrali fino alla Rivoluzione, quando il nuovo governo bolscevico firmò la pace separata di Brest-Litovsk nel 1918.

 

**Guerra Fredda (1947-1991)**: Non un conflitto armato diretto, ma un confronto ideologico, politico e strategico che ha diviso l’Europa in due blocchi contrapposti per quasi mezzo secolo.

 

Mentre osserviamo l’attuale conflitto in Ucraina, è impossibile non vedere come si inserisca in questo lungo pattern storico di tensioni e scontri. Ciò che appare come una crisi contemporanea è in realtà l’ultimo capitolo di una storia secolare di competizione geopolitica, dove le stesse terre sono state ripetutamente contese, e le stesse giustificazioni – protezione delle minoranze, sicurezza nazionale, sfere d’influenza – vengono ciclicamente riformulate.

 

Il San Bernardo europeo continua a guidare il suo gregge, ma i pascoli sono solcati da antiche cicatrici di guerra che non sembrano mai guarire completamente. La domanda resta: questa volta sapremo rompere il ciclo e scrivere un finale diverso?

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