Primo piano

Crisi climatica: a rischio la salute del 70% dei lavoratori del mondo

di Gino Piacentini

 

Nella settimana che porta al 1° maggio si torna a parlare di diritti dei lavoratori di tutto il mondo. Negli anni le rivendicazioni legate al mondo del lavoro sono cambiate con il mutare delle condizioni sociali ed economiche, ma mai come nel 2024 si è potuto assistere ad una nuova e inaspettata correlazione tra il lavoro e i cambiamenti climatici.

L’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) in un rapporto intitolato “Garantire la sicurezza e la salute sul lavoro nell’era del cambiamento climatico”, ha recentemente evidenziato come un numero sempre crescente di lavoratori sia esposto ai rischi sanitari della crisi climatica e non sia sufficientemente protetto dalle normative esistenti.

Secondo l’Ilo, quasi il 71% della forza lavoro globale, cioè 2,4 miliardi di persone, rischia di essere esposto a temperature eccessive (la stima è basata su dati del 2020). Vent’anni prima la percentuale era del 65,5 per cento. Tra le fasce di lavoratori citate dall’organizzazione appartenente alle Nazioni Unite, ci sono tutti colori i quali svolgono lavori all’aperto oppure in ambienti troppo caldi e poco ventilati, come lavoratori agricoli, stradali, del settore edile, e stagionali. Per loro – prosegue il rapporto – c’è il rischio di esposizione a ondate di calore, raggi ultravioletti, inquinamento atmosferico, pesticidi e malattie trasmesse da insetti (tra cui malaria e dengue).

In particolare, 1,6 miliardi di lavoratori sono esposti alle radiazioni elettromagnetiche emesse dal Sole, che causano circa 18.960 decessi all’anno per tumori della pelle non-melanoma. Sono invece oltre 860mila i decessi dovuti all’inquinamento atmosferico, 23 milioni gli incidenti sul lavoro per il caldo eccessivo che causano a loro volta 18.970 morti sul lavoro. Inoltre, più di 300mila agricoltori muoiono ogni anno a causa dei pesticidi.

L’Organizzazione internazionale del lavoro esorta tutti i Paesi a intervenire sulla legislazione esistente per non rischiare di farsi trovare impreparati nei prossimi anni: “E’ importante garantire la sicurezza e la salute sul lavoro in un clima che cambia. Man mano che (i rischi) si evolvono e si intensificano, sarà necessario rivalutare la legislazione esistente o creare nuove normative e linee guida.

“Abbiamo alcuni Paesi che limitano l’esposizione alle alte temperature e all’inquinamento atmosferico, ma solo in rari casi abbiamo limiti di esposizione professionale fissati per gli altri rischi”ha affermato Manal Azzi, specialista senior dell’Ilo in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

Related posts

42 anni fa l’assassinio del Generale Dalla Chiesa. La mafia lo ha ucciso, ma fu soltanto mafia?

Redazione Ore 12

Attivista bielorusso prende il Nobel per la Pace. Il Premio anche a due Ong, una russa e l’altra ucraina

Redazione Ore 12

L’Ue propone dazi zero su scambi beni industriali. Gelida risposta di Trump e tante accuse contro l’Europa e soprattutto la Cina

Redazione Ore 12