Trump contro tutti. In attesa dei risultati dei colloqui co l’Europa, colloqui finalizzati ad aggiustamenti sul valore dei dazi, l’inqulino della Casa Bianca è tornato ad attaccare pesantemente, sia la Cina che l’Ue. Il Presidente Usa non ha cedimenti, malgrado il pressing di molti suoi sostenitori, che hanno chiesto un passo indietro anche se parziale delle sue posizioni in politica commerciale. Va detto che anche Elon Musk lo scorso fine settimana ha cercato personalmente di convincere Donald Trump, ma il tentativo non ha avuto successo. La rottura di Musk con Trump sulle tariffe, priorità dell’amministrazione americana, rappresenta il disaccordo più importante tra il presidente e uno dei suoi principali consiglieri. Tesla ha visto le vendite trimestrali crollare drasticamente a causa delle reazioni negative al suo ruolo di consigliere di Trump. Le sue azioni erano scambiate a 233,29 dollari, in calo di oltre il 42% da inizio anno. Trump, dunque, va avanti e minaccia, oltre che l’Unione Europea anche e soprattutto la Cina, che aveva reagito ai dazi con altri dazi. Trump, ha annunciato rincari contro la Cina se non ritirerà i suoi dazi “di ritorsione del 34%”. Il Presidente americano ha parlato di un’aggiunta del 50% ai dazi contro Pechino ed ha poi ha sottolineato: “Tutti i colloqui con la Cina riguardanti gli incontri richiesti con noi saranno terminati! Le negoziazioni con altri paesi che hanno anche richiesto incontri inizieranno immediatamente”. La Cina, però, non intende arretrare e ha ribadito che non accetterà la “natura ricattatoria” di quanto esposto dagli Usa. Un portavoce del ministero del Commercio di Pechino ha riferito che la Cina “lotterà fino alla fine”. Le ultime uscite di Trump vengono considerate “un errore su un altro errore”. Nella nota resa pubblica, la Cina invita, inoltre, al “dialogo con rispetto reciproco e su un piano di parità”. Chi invece cerca di trattare è l’Europa, anche se, fino ad ora, con pochi risultati. La Commissione europea intende procedere alla creazione di una “task force” con il compito di vigilare sulle importazioni, allo scopo di evitare che l’Unione europea venga investita da merci dirottate da paesi terzi a seguito dei dazi commerciali imposti dall’amministrazione Trump. Lo ha annunciato la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen nel corso di una conferenza stampa assieme al premier della Norvegia, Gahr Stoere.
Nel frattempo le trattative con Washington proseguono e Von der Leyen ha riferito che in questo ambito la Commissione ha proposto agli Usa di passare a un meccanismo di dazi a zero sugli scambi di beni industriali, un accordo di libero scambio in pratica, “come abbiamo già fatto con molti altri partner commerciale”. “Quindi restiamo al tavolo – ha detto – ma siamo anche preparati a rispondere tramite contromisure e a difendere i nostri interessi”. “Quello che stiamo facendo è stabilire una task force per la vigilanza delle importazioni con cui guardiamo quali sono state a livello storico le importazioni”. Per vedere “se c’è qualunque specifico aumento improvviso in qualche settore – ha spiegato Von der Leyen – su cui dobbiamo intervenire”.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen non esclude comunque il ricorso allo “strumento anti coercizione”, un meccanismo mai utilizzato prima che Bruxelles potrebbe ora sfruttare per cercare di colpire i servizi esportati dagli Stati Uniti ai paesi dell’Unione europea, nell’ambito delle possibili rappresaglie contro i dazi commerciali decisi da Washington. “Tutti gli strumenti sono sul tavolo”, ha detto rispondendo ad una domanda su questa ipotesi, nel corso di una conferenza stampa assieme al premier della Norvegia. “Preferiamo avere una soluzione negoziale”, ha puntualizzato Von der Leyen. “E’ molto chiaro che siamo aperti ai negoziati e che in parallelo stiamo preparando potenziali rappresaglie, se fossero necessarie”. Immediatamente dopo la proposta della Commissione Ue è arrivata la risposta di Trump, che è tutto meno che un’apertura. Con la Ue “abbiamo un deficit di 350 miliardi di dollari e sparirà velocemente – ha affermato Trump -. Uno degli strumenti è che dovranno comprare la nostra energia, perché ne hanno bisogno. E negli Usa abbiamo più energia da vendere di qualunque altro Paese nel mondo”. Secondo il numero uno della Casa Bianca “l’Unione europea è stata molto negativa per noi” sul commercio. “Non comprano le nostre auto, non comprano i nostri prodotti agricoli, non comprano praticamente niente e vendono milioni di auto. E noi non abbiamo una sola auto Usa che venga venduta in Europa. Non sarà più così, il commercio sarà equo e reciproco e al momento non lo è”.
Peraltro la Ue contro gli Usa non usa “solo i dazi – ha sostenuto Trump – ma anche gli standard, come sui crash test (per le auto-ndr)”. Li fanno in modo che siano “impossibili. Fanno regole e regolamenti che sono solo disegnati per impedirti di vendere in quei paesi. E noi non lo lasceremo fare”. Nelle Ue ci sono “barriere monetarie e barriere non monetarie. E fanno barriere così dure che è impossibile essere ammessi – ha insistito -. I dazi sono una grande parte, ma c’è un’altra grande parte che sono le barriere” non monetarie.
“E poi manipolano la valuta e la tengono bassa – ha detto ancora Trump -. Fanno calare le loro valute e poi diventa per noi molto difficile vendere un camion o i prodotti, perché la loro valuta è bassa e la nostra è molto più alta relativamente. E per noi diventa molto difficile”. Ora con i dazi sulle importazioni negli Usa e le trattative in corso con vari Paesi, tra cui quelli della Ue “abbiamo un’opportunità per resettare il tavolo sul commercio”, ha detto ancora il presidente Usa.
aggiornamento dazi ore 14.33
