La guerra di Putin

Crisi Ucraina, Zelensky spera nella ripresa dei negoziati in Europa

“Nessuno ha rinviato il prossimo trilaterale con gli americani” per il processo negoziale con i russi “neppure dopo l’attacco all’Iran, e dunque credo possa tenersi il 5 o 6 marzo come era stato previsto. Magari non sarà ad Abu Dhabi. Io preferirei a Ginevra, o comunque in Europa, perché la guerra è nel nostro continente. Se la Russia vuole un luogo neutrale vanno bene Austria, Vaticano o Turchia. Speriamo di avere nuovi scambi di prigionieri”. Così in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Per quanto riguarda il merito delle questioni spiega: “Siamo sulle stesse posizioni. Abbiamo le garanzie di sicurezza con gli americani, che però loro vogliono firmare soltanto nel contesto dell’accordo con i russi. Non sono d’accordo su questo punto, ma è così. Abbiamo anche pronto il protocollo con gli europei, ma anche questo non firmato. Ci sono gli accordi sulla nostra ricostruzione, che però possono partire solo dopo la pace. Ma tutto questo non basta. Siamo fermi al piano dei 20 punti e sulla questione del controllo dei territori. Gli americani pensano a uno scambio di territori, i russi vogliono il nostro ritiro. Lo scambio non è nel nostro interesse, inoltre Mosca ha bisogno di molte forze per controllare le zone che noi lasceremmo: sanno che noi vorremmo riprendere ciò che ci hanno sottratto. Perché mai noi dovremmo scambiare nostro territorio in cambio di altro che è parte della nostra patria?”, quindi “ci siamo messi a trattare solo del Donbass: parliamo di 5.800 chilometri quadrati. E ho accolto la via diplomatica, ho accettato la proposta Usa di congelare la linea del fuoco. Molti da noi non erano d’accordo con questo compromesso, ma io ho seguito Donald Trump per arrivare almeno alla fine dei combattimenti. I russi comunque non hanno accettato e vogliono il nostro ritiro integrale dal Donbass. Gli americani allora hanno proposto aree demilitarizzate e zone economiche libere sui due lati del fronte. Io ho detto che doveva valere per entrambi, ma i russi replicano che deve essere solo dalla nostra parte. È una pura follia”, ha spiegato ancora. “Prima di tutto i russi non vogliono truppe straniere in Ucraina. E io credo che l’Europa debba essere più ferma su questo punto. Io non vado a questionare se ci sono truppe straniere in Russia, per esempio i 10.000 soldati nordcoreani.

 

Non vedo perché Mosca debba decidere quali truppe stazionano sul nostro territorio. Ma voglio essere chiaro: io non lascerò mai il Donbass e i 200.000 ucraini che lo abitano. Perché mai dovrei farlo? Perché Putin lo impone come condizione per la pace? E subito dopo imporrà nuove richieste?” – ha aggiunto Zelensky- “No, non ci sto. Inoltre, qui stanno le nostre migliori roccaforti di difesa, se ci ritiriamo i russi avranno via libera verso il centro del Paese.

Immaginiamo che non gli europei, ma gli americani mandino le loro truppe: per quanto tempo? Non voglio fare paralleli, tuttavia ricordiamo il ritiro dall’Afghanistan. Cosa capiterà se tra 10 anni non Trump ma un altro presidente Usa decidesse di ritirare i suoi soldati? Abbiamo bisogno di una forte linea di difesa ucraina”.

Iran: Zelensky, Putin è alleato debole dell’Iran

Putin come alleato dell’Iran è “più debole. Parla, ma non agisce, dimostra che è un alleato debole degli iraniani.

Come del resto lo è stato per la Siria di Bashar Assad: alla fine gli ha dato soltanto asilo in Russia. Forse agli iraniani ha ridato alcune delle armi che aveva ricevuto, magari gli stessi droni Shahed che adesso Mosca produce in due fabbriche su licenza di Teheran”.. E alla domanda se Putin vada combattuto anche perché invadendo l’Ucraina viola il diritto internazionale: non crede che lo stesso argomento valga adesso per l’attacco Usa-Israele contro l’Iran risponde “No, non lo credo affatto, perché sono due scenari diversi. Ora viene attaccato un regime che vuole costruire l’atomica.

L’Ucraina invece è stata invasa con truppe di terra: da 12 anni la Russia cerca di occuparci con la forza. Nello scenario iraniano vedo piuttosto un grave problema con il protrarsi della guerra. Se non si parlano, ci saranno civili morti in numero crescente: sono una società divisa tra sostenitori e oppositori del regime”.

Ucraina: Zelensky, premier Meloni è intelligente, sta da parte giusta storia

La premier Meloni “è intelligente. L’Italia ci aiuta militarmente come può, so che non avete molto. È un problema comune a tanti Paesi europei: non avete abbastanza armi per difendere i vostri cieli. Ma la premier Meloni è dalla parte giusta della storia”.

Red

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