Le forze russe hanno bombardato per la seconda notte consecutiva la cittadina ucraina di Marhanets (sud), sulla sponda nord del fiume Dnipro, a soli 10 km dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia sulla sponda sud. Lo ha reso noto su Telegram il capo dell’Amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznichenko, secondo quanto riporta Ukrinform. “La comunità di Marhanets è stata colpita dal fuoco dei (lanciarazzi) Grad. Sono stati lanciati 20 razzi nemici. Fortunatamente non ci sono state vittime. La comunità di Chervonohryhorivka è stata colpita da due missili Kh-59”, ha scritto Reznichenko. Nel villaggio di Kamyanske, inoltre, le esplosioni hanno danneggiato un’azienda agricola e nove edifici residenziali. Su tutto questo da registrare l’intervento del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Guterres: “Qualsiasi attacco a una centrale nucleare è “suicida”. Guterres ha chiesto di sospendere ogni operazione militare agli impianti nucleari e in particolare intorno a quello di Zaporizhia, teatro da venerdì scorso di forti bombardamenti, in modo che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) possa accedervi. Nell’ultima settimana, il segretario generale dell’Onu ha espresso più volte preoccupazione per i rischi nucleari. “Sosteniamo l’Aiea nei suoi sforzi in relazione alla creazione delle condizioni di stabilizzazione di quell’impianto”, ha detto Guterres. “Qualsiasi attacco a una centrale nucleare è una cosa suicida. Spero che quegli attacchi finiscano, e allo stesso tempo spero che l’Aiea possa accedere alla centrale”. Mosca e Kiev si danno responsabilità a vicenda per l’ultimo attacco all’impianto, il più grande sito nucleare d’Europa, sotto il controllo russo sin dai primi giorni della guerra. I combattimenti di venerdì hanno spinto l’organismo di vigilanza nucleare dell’Onu, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ad avvertire del “rischio molto reale di un disastro nucleare”.
aggiornamento la Guerra di Putin ore 15.10
