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Dagli Stati Uniti al Canada, dal Messico all’Europa: cortei e manifestazioni contro l’amministrazione Trump

di Andrea Maldi

Solo negli Stati Uniti sono state organizzate oltre 1200 manifestazioni anti Trump e anti Musk al grido di “Hands off” (giù le mani): slogan della più grande contestazione alle politiche del commander in chief. Mentre altre proteste hanno avuto luogo in Canada e Messico, anche l’Europa è scesa in campo, dalla Germania alla Francia, dalla Gran Bretagna al Portogallo e all’Italia con cortei contro l’amministrazione del Tycoon.

Le iniziative si sono svolte in molte città americane: da San Francisco a Portland, da New York a Boston. Ma il fulcro è stata Washington D.C., dove migliaia di attivisti si sono riuniti sul National Mall, nei pressi della Casa Bianca. Persone di tutte le etnie, età e generi insieme per la resistenza: “Aren’t you tariffied?” (Non sei soggetto a dazi?), “Wake up and smell the coup” (Svegliatevi e sentite l’odore del golpe), “Trump golfs while Usa burns” (Trump gioca a golf mentre gli Usa bruciano), recitano alcuni slogan sotto l’obelisco del Washington Monument. Molti brandiscono cartelli con Trump e Musk ritratti come due nazisti con il motto “giù le mani” dalla sanità, l’istruzione, la democrazia e tutto ciò che è stato preso di mira dalle politiche ultraconservatrici di the Donald.

 

Per il momento le manifestazioni sono state controllate ed emarginate, ma il malumore generale e diffuso sta aumentando  dopo l’applicazione dei dazi, la guerra alla cultura woke e al green dial, la fatale amicizia con Putin, e i tagli generali alla spesa pubblica. Manovre che la scorsa settimana hanno fatto crollare il consenso di Donald Trump al 43%, la percentuale più bassa dalla sua nomina.

 

Alla maxi protesta di Whashington, oltre a Greenpeace, Human Rights Campaign (il più importante gruppo di sostegno alla comunità Lgbtq), Service Employees International Union (sindacato che rappresenta due milioni di lavoratori) e altre decine di gruppi, erano presenti anche diversi rappresentanti Dem che hanno tenuto mini free speech alla folla: “Questa si sta configurando come la più grande protesta di un solo giorno negli ultimi anni della storia americana, contro l’agenda autoritaria di Donald Trump, sostenuta da una oligarchia di miliardari. Questa manifestazione enorme sta inviando un messaggio molto chiaro a Trump, Musk, ai repubblicani al Congresso e a tutti gli alleati del movimento Maga: non vogliamo che mettano le mani sulla nostra democrazia, sulle nostre comunità, sulle nostre scuole, sui nostri amici e sui nostri vicini”, ha dichiarato Ezra Levin, attivista politico e co-fondatore dell’organizzazione progressista non-profit Indivisible, uno dei gruppi che ha organizzato l’evento.

“Stanno consegnando i soldi delle nostre tasse, i nostri servizi pubblici e la nostra democrazia agli ultra-ricchi. Se non combattiamo ora, non ci sarà più nulla da salvare”, asserisce un attivista.

Gli organizzatori spiegano che “questa è una mobilitazione nazionale per fermare la presa di potere più sfacciata della storia moderna. Trump, Musk e i loro compari miliardari stanno orchestrando un assalto totale al nostro governo, alla nostra economia e ai nostri diritti fondamentali, agevolati dal Congresso a ogni passo del percorso. Vogliono fare a pezzi l’America, chiudendo gli uffici della previdenza sociale, licenziando i lavoratori essenziali, eliminando le tutele dei consumatori e sventrando Medicaid, tutto per finanziare la loro truffa fiscale miliardaria” – in riferimento alle maxi riduzioni delle tasse della prima amministrazione Trump che ora the Donald vuole prorogare – .

Nella capitale federale Usa si sono tenute anche marce pro-Palestina e a favore della pace in Ucraina.

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