(Red) Ha scritto nei documenti ufficiali delle revisioni fatte alla funivia del Mottarone cose totalmente false come “l’esito positivo del controlli” sul funzionamento dei freni. Poche ore prima della tragedia che ha ucciso 14 persone. Lo ha ammesso alla Procura di Verbania Gabriele Tadini, colui che faceva funzionare l’impianto, gestiva il personale, organizzava i controlli, si occupava della manutenzione. “Sentivo dei rumori durante i test ai freni nel giro di prova, ma ho scritto che era tutto ok”, ha detto durante l’interrogatorio, come riporta La Stampa. I pm: anomalie nascoste per aprire l’impianto. Tadini ha raccontato agli inquirenti racconta di aver avviato l’impianto verso le nove e di aver effettuato un giro di prova, accorgendosi che la cabina 3, quella poi precipitata, emetteva un rumore “indicativo del fatto che il sistema tentava di ricaricare la pressione del freno, facendo chiudere una delle due ganasce”. Poi l’operazione che di fatto ha causato la strage: “per evitare che l’ impianto non partisse, decide di non togliere il forchettone”. Tadini sceglie, dunque, la scorciatoia nel primo fine settimana di alta stagione: “Lasciare inseriti i forchettoni rossi cosiddetti blocca freni”, scrivono i magistrati. Invece di bloccare l’impianto e attendere le verifiche della ditta di manutenzione. E così si compie la strage: la cabina precipita, perché il cavo si spezza e il freno di emergenza non entra in funzione.
Aggiornamento Mottarone
